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Verso il voto

Scelta del presidente della Repubblica, alcuni deputati bergamaschi al debutto: “Emozione e responsabilità”

Stati d'animo e pensieri di Leyla Ciagà, Devis Dori, Alberto Ribolla e Alessandro Sorte a poche ore dal primo giro di votazioni

La prima “chiamata” per eleggere il nuovo presidente della Repubblica è in calendario alle 15 di lunedì 24 gennaio: 1.008 Grandi elettori (uno, Vincenzo Fasano di Forza Italia, è morto domenica perciò fino a martedì, quando verrà nominato il successore, ce n’è uno in meno)) riuniti in seduta comune, con 321 senatori, 629 deputati e 58 delegati regionali avranno il compito di scegliere il successore di Sergio Mattarella, il cui mandato scadrà il prossimo 3 febbraio.

Se a livello nazionale sono ore di grande fermento attorno alle candidature, vecchie, nuove o ritirate (come quella di Silvio Berlusconi), per molti parlamentari bergamaschi cresce l’attesa per il debutto in un appuntamento così importante per l’equilibrio del Paese.

Abbiamo scelto di tastare il loro stato d’animo, scegliendone quattro rappresentativi in egual modo di centrodestra e centrosinistra che oggi debuttano nella scelta del capo dello Stato: Leyla Ciagà (Pd), Devis Dori (Liberi e Uguali), Alberto Ribolla (Lega) e Alessandro Sorte (Forza Italia).

Leyla Ciagà (Partito Democratico)

“C’è molta emozione, unita al senso di responsabilità legata alla scelta, così importante, della massima carica dello Stato. Sono davvero molto emozionata perchè dopo solo 9 mesi dal mio ingresso in parlamento mi trovo già di fronte a questa possibilità. Domenica alle 17 abbiamo incontrato il segretario Letta, per fare il punto della situazione sugli ultimi sviluppi. La priorità, a mio avviso, è quella di trovare una figura che garantisca l’unità nazionale e che abbia allo stesso tempo un forte spirito europeista. Auspico una ampia convergenza, soprattutto alla luce del periodo cruciale che ci troviamo di fronte, con la sfida del Pnrr che è un’occasione storica irripetibile. Abbiamo scadenze da rispettare e in gioco ci sono riforme e investimenti che segneranno il futuro dell’Italia: l’appuntamento è più che mai decisivo”.

Devis Dori (Liberi e Uguali)

“È chiaro che è un momento emozionante, soprattutto perchè sento forte la responsabilità di individuare una figura che sappia davvero guidare in modo carismatico e sicuro il Paese per i prossimi 7 anni. Sappiamo benissimo come il ruolo del presidente della Repubblica sia sempre dietro le quinte nella gestione politica del nostro Paese. La figura deve essere di assoluto rilievo internazionale, in un contesto come quello attuale, in cui la pandemia ci fa dipendere anche dagli altri, uno sguardo di quel tipo è decisivo. A livello personale in testa ho anche più di un nome, però in questo momento si gioca a carte coperte: la colpa è da attribuire a Silvio Berlusconi e alla sua gestione del momento. Mi ritengo soddisfatto del suo ritiro, ma in questo modo ha tenuto bloccata la discussione nel centrodestra e fatto partire in ritardo i discorsi condivisi tra schieramenti. Nelle intenzioni mi pare che in generale ci sia voglia di dialogo, non avverto quel senso di opposizione come in altre occasioni. Sarà il contesto attuale, sarà il governo allargato che ha già abituato al lavoro fianco a fianco: dalla quarta votazione in poi si potrebbe trovare un nome unitario. Non accontenterà tutti alla stessa maniera, a un certo punto però con la maggioranza semplice tutti dovranno scendere dalle proprie posizioni di bandiera e trovare un accordo. Nelle prime tre la vedo dura poterlo trovare, al momento non mi pare ci siano i presupposti. Ci saranno voti di bandiera e di posizionamento: da questo punto di vista non mi dispiacerebbe poter anche esprimere il mio voto per Liliana Segre, in considerazione del fatto che ci avviamo anche alla giornata della memoria. Vedo pensieri responsabili: qualora fosse eletto Draghi, poi, il discorso da fare sarebbe sul governo ma con l’intenzione di dare immediata stabilità. Non ho visto nessuno evocare scenari di elezioni e cadute di governo”.

Alberto Ribolla (Lega)

“L’appuntamento è sicuramente importante e decisivo. La responsabilità che avverto è tanta e c’è anche un po’ di emozione. Per capire il posizionamento dei partiti attendiamo la giornata di lunedì: anche io, a mia volta, aspetto le indicazioni della Lega, perchè la situazione al momento è ancora molto fluida, soprattutto alla luce del ritiro della candidatura di Silvio Berlusconi. Un evento che ha aperto nuove strade e auspico davvero che questa volta possa emergere una personalità d’area e arrivare, dopo decenni, ad avere un presidente espressione del centrodestra”.

Alessandro Sorte (Forza Italia)

“È una grande responsabilità dover scegliere, per la prima volta, il prossimo presidente della Repubblica. Lo farò alla luce della scelta fatta dal presidente Berlusconi nelle scorse ore, che con la sua rinuncia ha fatto l’ennesimo passo avanti per l’Italia e dimostrato di essere un uomo di grandissimo spessore e grande visione. I motivi li ha elencati chiaramente nella lettera che ha scritto, con la precisa volontà di contribuire a una scelta armonica in un momento delicato. Ora tocca a noi individuare la figura più adatta. Lunedì alle 13 è prevista una riunione dei capigruppo del centrodestra, in quella sede decideremo la nostra proposta. Sarà anche una elezione molto particolare, perchè i protocolli della Camera sono molto rigidi: non ci saranno più le classiche scene di deputati e senatori che applaudono tutti insieme, perchè c’è una netta divisione in fasce e percorsi regolati per evitare il sovraffollamento”.

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