Fontana e la richiesta di archiviazione sui conti svizzeri, il Pd: “Manca chiarezza”, la Lega: “Basta fango”
Il prossimo 18 marzo si svolgerà invece l’udienza per il caso camici
Niente rogatoria, niente processo. Dopo il ‘no’ della Svizzera all’aiuto documentale, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta in cui il presidente della Lombardia Attilio Fontana è indagato per autoriciclaggio e falso nella “voluntary disclosure“, in relazione a 5,3 milioni di euro depositati su un conto a Lugano, “scudatì“ nel 2015, in particolare riguardo a parte di quella somma, 2,5 milioni, ritenuti dagli inquirenti frutto di presunta evasione fiscale.
L’istanza firmata dai pubblici ministeri Paolo Filippini e Carlo Scalas e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, è stata inoltrata all’ufficio del gip nei giorni scorsi dopo che la Svizzera non ha risposto alla rogatoria inoltrata a marzo dell’anno scorso, nonostante il sollecito formale inviato a settembre.
Fontana ha sempre ribadito che quella somma, regolarizzata 6 anni fa, era il lascito ereditario di sua madre. Per dimostrarlo, a metà maggio, i suoi difensori, gli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa, hanno depositato documentazione bancaria a partire dal ’97 e relativa ai conti svizzeri sostenendo che non c’è stato alcun versamento in contanti ma che si trattava di denaro investito in titoli, fondi e altro, e riconducibile alla madre. Ora la parola passa a un giudice.
La richiesta di archiviazione della Procura non basta al Pd lombardo, che parla comunque di “macchia indelebile tra Fontana e i cittadini” in vista di una possibile ricandidatura del presidente nel 2023. “L’inchiesta sui fondi esteri si chiude senza che sia fatta chiarezza coperta dal no della autorità svizzere alla rogatoria” attacca il capogruppo piddino al Pirellone Fabio Pizzul, che aggiunge: “Continuiamo a credere che i lombardi abbiano diritto a trasparenza e verità, soprattutto se questa riguarda il rispetto delle leggi riguardanti il fisco e la corretta gestione del patrimonio di chi riveste importanti ruoli pubblici”. Pronta la replica della Lega che con il capogruppo Roberto Anelli ribatte: “Le accuse fatte dall’opposizione stanno cadendo una dopo l’altra. È incredibile come la macchina del fango del Pd non voglia arrendersi nemmeno davanti alla richiesta di archiviazione fatta dalla stessa Procura”.
Intanto il prossimo 18 marzo per Fontana si svolgerà, davanti al giudice dell’udienza preliminare Chiara Valori, l’udienza per il caso camici.


