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Sulla Rotta Balcanica: da Casazza un furgone con indumenti per i profughi - BergamoNews
Giornata della memoria

Sulla Rotta Balcanica: da Casazza un furgone con indumenti per i profughi

All'iniziativa hanno partecipato anche i ragazzi della scuola media di Sovere. Tanti residenti che hanno donato vestiti pesanti destinati alle persone al confine con la Bosnia

Casazza. Una station wagon piena di indumenti: giacche a vento, sciarpe, maglioni pesati, cappelli, guanti e tutto ciò che può servire per ripararsi dal freddo. Destinazione: confine con la Bosnia, dove si trovano decine di profughi impegnati a sopravvivere al rigido inverno.

Li hanno raccolti i ragazzi della scuola media di Sovere, rispondendo all’appello lanciato da enti e associazioni del territorio in occasione della Giornata della Memoria. A coordinare la raccolta all’interno della secondaria di primo grado Senatore Silvestri, Oscar Gelmi, professore di musica, insieme con il Consiglio Comunale dei ragazzi.

“Con gli studenti abbiamo parlato della situazione dei profughi, delle condizioni in cui si trovano a vivere, mostrando loro anche delle immagini – spiega il professor Gelmi -. Poi abbiamo inviato una circolare alle famiglie ed aderire alla raccolta è stata per tutti un gesto molto naturale. C’è grande sensibilità nei confronti del sostegno umanitario”.

La Bottega Equo Solidale di Casazza, che fa parte della cooperativa Nuova Solidarietà di Clusone, ha dato la sua disponibilità come punto di raccolta degli indumenti. L’iniziativa è frutto dell’impegno della cooperativa Nuova Solidarietà, dell’Anpi Valle Calepio – Val Cavallina, della Caritas, del Coordinamento provinciale bergamasco enti locali per la pace e i diritti umani e del Comune attraverso la biblioteca.

Giovedì 20 gennaio, nella sala consiliare, si è tenuta una serata di riflessione sulla Rotta Balcanica: il giornalista e ricercatore Dimitri Bettoni, che collabora con l’Osservatorio Balcani, ha dialogato con Simona Forlini, volontaria di Mesa Popular di stanza a Velika Kladuša, il “Brennero bosniaco”, uno sperduto paesino collinare nel nord est della Bosnia, confine militarizzato con la Croazia.

“Con lei si è parlato delle condizioni dei profughi, la maggior parte iracheni, afghani, pachistani, perché abbiamo scelto di ragionare sì sulla Memoria, ma con uno sguardo sulla realtà, sull’attualità – spiega Edoardo Del Bello, volontario della Bottega Equosolidale -. Abbiamo conosciuto Simona grazie al Cammino della Speranza, una staffetta in otto tappe sulle orme delle persone migranti per affrontare il tema della Rotta Balcanica. Lei se ne occupa da molto tempo e soprattutto organizza raccolte per aiutare queste persone”.

Alla bottega sono arrivate tantissime famiglie con sacchi e scatoloni pieni di indumenti e di scarpe: “C’è stata tanta generosità da parte dei residenti della zona – spiega Edoardo -. Non ci aspettavamo tutta questa mobilitazione: abbiamo riempito due garage e dopo una selezione prepareremo i pacchi da inviare ai migranti. Metteremo a disposizione anche un furgone per raggiungerli, oltre a quello di Mesa Popular”.

Il 27 gennaio, Giorno della memoria, nella Sala della Comunità di Casazza, sarà proiettato il film di Francesco Rosi “La Tregua”, tratto dall’omonimo libro di Primo Levi, nel quale racconta il ritorno a casa dei profughi una volta terminata la guerra.

 

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