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Green pass, scadenza da 9 a 6 mesi: ma si valuta già la proroga per chi ha la terza dose - BergamoNews
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Green pass, scadenza da 9 a 6 mesi: ma si valuta già la proroga per chi ha la terza dose

Allo studio anche misure per la ripresa della circolazione dei viaggiatori: una soluzione nazionale e l'altra comunitaria, che uniformerebbe la regolamentazione di tutti i Paesi

Come noto, dall’1 febbraio in Italia la validità del Green Pass verrà ridotta da 9 a 6 mesi: un cambio programmato, ma al quale il governo sembra già intenzionato a mettere mano per non penalizzare chi si è già sottoposto alla terza dose.

Dopo il completamento del ciclo primario, dal mese di ottobre è iniziata la somministrazione della cosiddetta dose booster che, stando agli ultimi calcoli con scadenza ridotta, avrebbe una validità fino a marzo: impossibile, dato che al momento non è prevista una quarta dose, che chi ha aderito pienamente alla campagna vaccinale in ogni sua fase possa rimanere sprovvisto del Green Pass.

Così lo scenario più probabile, e più semplice, è quello che vede una proroga della certificazione per tutti coloro che risultano coperti dalle tre dosi.

In Italia sono quasi 30 milioni le persone che si trovano in questa condizione, pari a oltre il 50% della popolazione, e il ritmo delle somministrazioni continua a essere elevato.

Particolare è invece la situazione dei turisti stranieri vaccinati con terza dose in tarda estate, la cui certificazione in Italia al momento è considerata scaduta: in questo senso sono però in arrivo due soluzioni, una nazionale e una comunitaria.

Da un lato, infatti, l’Italia potrebbe far andare a scadenza naturale al 31 gennaio l’ordinanza del ministro della Salute che chiede obbligatoriamente un tampone negativo per l’ingresso nel Paese, anche a chi è in possesso di Super Green Pass, mentre dall’altro l’Unione Europea è al lavoro per arrivare un modello di gestione della pandemia condiviso tra tutti i Paesi.

L’idea è quella di consentire gli spostamenti con un Green Pass, valido 9 mesi, frutto di guarigione, vaccino o tampone negativo, superando la logica della mappa dei contagi per area geografica: a contare, dunque, sarà solo ed esclusivamente la condizione sanitaria del viaggiatore che, nel caso scelga la strada del test Covid, potrà contare su una certificazione valida 24 ore in caso di antigenico e 72 per il molecolare.

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