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Atalanta, oltre l’emergenza: una difesa di ferro e una squadra di guerrieri fotogallery

Con Gasperini solo una volta in 268 partite ripetuto lo 0-0, ma è un risultato da incorniciare: a Roma aveva perso anche l'Inte

Un risultato bellissimo dopo una partita bruttissima. Potrebbe anche essere la sintesi di Lazio-Atalanta, cioè l’emergenza che più emergenza non si può. Tanto che, parafrasando Pierpaolo Marino, allora dovremmo dire che anche i nerazzurri (o corallini, pardon) scesi in campo all’Olimpico sono stati dei ‘martiri’, come il direttore generale dell’Udinese aveva definito i suoi dopo la sconfitta tennistica di due settimane fa.

Comunque, detto che anche Sarri lamentava almeno cinque assenze, Gasperini alla fine sfoggiava un bel sorriso invece che piangersi addosso per l’assenza di nove titolari, più uno in Coppa d’Africa. Praticamente una squadra intera.

Se restiamo al confronto più recente con l’Inter, a una squadra già ‘arrangiata’ ne mancavano altri quattro nella formazione di partenza, cioè De Roon, Koopmeiners, Pasalic e Muriel, per cui contro la Lazio sono rimasti abili e arruolati il blocco dei difensori. Che poi a Gasp nel dopopartita piaccia scherzare sulle attitudini di Demiral, in allenamento con inaspettate doti da attaccante, diventa un aneddoto curioso e dà un’idea della duttilità dei nerazzurri. Però va benissimo che il turco si riveli il migliore in campo per aver messo la museruola al capocannoniere della Serie A, Immobile con 17 reti.

L’emergenza fa scoprire quindi doti nascoste alla squadra del Gasp, che abitualmente ci diverte come macchina da gol.

Invece è la difesa a salire in cattedra, l’Atalanta non subisce gol per due partite consecutive e il bis dello 0-0 è anche un fatto quasi unico: in 268 partite con Gasperini in panchina era capitato solo una volta, tre anni fa, il 7 aprile 2019 Inter-Atalanta 0-0 e il 15 aprile 2019 Atalanta-Empoli 0-0. Anche allora, una delle due sfide con l’Inter.

Certo, tutt’altra storia la partita di Roma rispetto a quella del Gewiss Stadium. Con la capolista, uno spot per il calcio: intensità, duelli a tutto campo, una lezione di tecnica e di tattica da entrambe le parti e le due squadre che si annullano con i portieri migliori in campo.

Contro la Lazio, in pratica, tutto l’opposto: partita noiosa e da sbadigli, tiri in porta totali 1 per la Lazio e 2 per l’Atalanta, portieri disoccupati.

Risultato però in bilico fino alla fine, per cui non è stata una passeggiata, per il tifoso. Ma in entrambi i casi il punto è d’oro per l’Atalanta, la prima volta perché giochi contro la capolista e hai i giocatori contati, la seconda perché dovresti provare a vincere con un solo attaccante (Piccoli) e mezzo (Miranchuk) e tanti difensori. Un’impresa.

Da Roma torna però una Dea fatta di guerrieri, su questo non si discute, in testa Demiral e Palomino, con la regola del ‘tutti per uno’, se riesci a portare a casa un punto su un campo molto difficile. Vale la pena ricordare che la Lazio in casa aveva battuto Inter (3-1) e Fiorentina (1-0) e aveva perso solo con la Juve (0-2).

Quindi un applauso ai superstiti di Covid e infortuni, al diciottenne Scalvini che debutta titolare in A in un ruolo non suo, da centrocampista, ai ragazzi De Nipoti e Sidibe che hanno esordito e soprattutto allo zoccolo duro della squadra, che ha conquistato un punto, dimostrando che i Gaspboys possono giocare anche (solo) per il risultato, quando serve, non solo per fare spettacolo. Senza tanti fronzoli.

Non che la Lazio abbia fatto di meglio, pur avendo tutte o quasi le sue migliori frecce a disposizione.

La sosta arriva al momento giusto per recuperare chi è fuori per Covid, i lungodegenti infortunati Gosens e Zapata e per le ultime mosse di mercato. Con Boga, non c’è bisogno di altro.

Resta da capire chi uscirà oltre a Piccoli, se Miranchuk rimarrà: una settimana per chiarire il rebus Ilicic, il suo malessere, le prospettive. Siamo tutti con Josip, però o lui o il russo dovranno fare spazio al nuovo arrivato.

Anche senza campionato, sarà un’altra settimana calda fino al 31 gennaio, fine del mercato invernale. E il 6 gennaio (o il 5 in caso di anticipo) ritorno in campo, a Bergamo contro il Cagliari.

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