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L’ingegno degli inventori bergamaschi non segna battute d’arresto: registrati 69 brevetti - BergamoNews
Nel 2021

L’ingegno degli inventori bergamaschi non segna battute d’arresto: registrati 69 brevetti

I brevetti concessi a Bergamo in aumento dal 2015. Nel 2020 si è assistito a un calo delle domande presentate. Il ricorso alla procedura di deposito tramite l’ufficio della Camera di commercio è più alto a Bergamo che nel resto d’Italia. Nel 2021 in provincia di Bergamo sono stati registrati 678 marchi, con un aumento dell’8% rispetto al 2020

Bergamo. I brevetti rilasciati a inventori residenti in provincia di Bergamo nel 2021 sono stati 69, dato che conferma la crescita tendenziale in atto dal 2015, con addirittura una fiammata nel biennio 2019-2020 in cui si è raggiunta la quota di rispettivamente 106 e 105 brevetti concessi.

Possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni industriali, i modelli di utilità e le nuove varietà vegetali.
Classificati per tipologia di invenzione, l’impennata registrata nel 2020 di brevetti per il soddisfacimento delle necessità umane è rientrata, restituendo così il podio alla logistica che, dal 27% dello scorso anno è tornata a rappresentare una quota del 34%. Fanalino di coda si confermano le idee brevettuali inerenti il tessile.

Se consideriamo invece le domande di brevetto presentate, a Bergamo il totale del 2021 è stato di 83 domande, il 5% delle quali presentate attraverso l’ufficio marchi e brevetti della Camera di
commercio. Il totale nazionale ammonta a 49.394 domande, solo il 2% delle quali è stato presentato attraverso gli enti camerali, mentre il restante 98% è avvenuto tramite la procedura on line da parte degli inventori o dei loro mandatari incaricati.

Il dato numericamente più abbondante tra i titoli di proprietà industriale è tuttavia costituito, come sempre, dai marchi.

Nel 2021 in provincia di Bergamo sono stati registrati 678 marchi, con un aumento dell’8% rispetto al 2020. In Italia le richieste registrate nel 2021 sono state 70.908 (erano 60.857 nel 2020), di cui il 30% presso le Camere di commercio e la restante parte on line. Ancora una volta la percentuale di domande presentate all’ufficio camerale di Bergamo risulta superiore alla media nazionale (45% del totale provinciale). Detto questo, dall’introduzione del sistema di deposito on line avvenuto nel 2015, si registra un crescente gradimento nei confronti della piattaforma telematica, conseguenza del processo di digitalizzazione in atto.

La forbice tra la situazione bergamasca e quella italiana e si amplia ulteriormente considerando la globalità delle domande di brevetti e i marchi, computando cioè anche trascrizioni, annotazioni e
seguiti: la Camera di commercio di Bergamo ha svolto un’attività diretta nettamente superiore alla media nazionale (40% rispetto al 18%). Da gennaio a dicembre 2021 l’ufficio camerale, che è gestito da Bergamo Sviluppo, ha trasmesso telematicamente all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi un numero di 333 pratiche, punto finale di una costante attività di assistenza informativa su procedure sia cartacee che telematiche, che ha prodotto tra l’altro oltre 1.500 interazioni con oltre 600 utenti.

A livello provinciale sta aumentando la propensione a tutelare la proprietà industriale tramite gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico italiano e comunitario. Infatti, salvo
l’inevitabile eccezione del 2020, il numero dei depositi in provincia di Bergamo è costantemente aumentato dai 605 del 2015 ai 768 del 2021. Bergamo si colloca con i suoi depositi di marchi e
brevetti al terzo posto nella classifica regionale (2% del totale), seguendo Brescia (5%) e Milano che, con 28.379 domande su 33.007, detiene una quota dell’86%. Va precisato che molte aziende,
anche bergamasche, si affidano per il deposito dei titoli di proprietà industriale a mandatari, la maggior parte dei quali domiciliati appunto a Milano.

carlo mazzoleni

Commenta il presidente Carlo Mazzoleni: “I dati confermano l’efficacia dell’impegno messo in campo dalla Camera di commercio, il cui ruolo si è evoluto dall’eseguire un mero compito
amministrativo al fornire un servizio strutturato di accompagnamento e assistenza. Fondamentale è la collaborazione con l’Università di Bergamo per offrire agli inventori un supporto specialistico, anche con incontri individuali di consulenza”. 

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