La battaglia continua

Treno per Orio, comitati e associazioni: “Amministrazione e forze politiche come Ponzio Pilato, non tutelano i cittadini”

I dubbi del quartiere, Italia Nostra e Legambiente dopo la conferenza dei servizi sula collegamento con l'aeroporto: "Così come è stato proposto, questo progetto non è inclusivo, non è attrattivo, non è sostenibile. Vogliamo risposte"

Bergamo.  Novanta giorni con scadenza il 7 aprile. Questo il tempo a disposizione dato nel corso della prima conferenza dei servizi dello scorso martedì dalla commissaria straordinaria del “Progetto Definitivo del Nuovo collegamento ferroviario Stazione di Bergamo – Aeroporto Orio al Serio” Vera Fiorani di RFI, agli Enti e alle Società incontrate per presentare le proprie osservazioni.

Ma senza il parere della Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale del Ministero della Transizione Ecologica e del Ministero della Cultura, la famosa Via, la conferenza di servizi non si può chiudere.

L’intenzione di RFI è di appaltare i lavori entro il 2022.
Non mancano le perplessità del Comitato di quartiere di Boccaleone, di Italia Nostra e Legambiente Bergamo, che hanno preso parte alla conferenza dei servizi in qualità di uditori. “Un progetto che è stato sottoposto alla visione di tutte le Amministrazioni interessate fin dall’ottobre 2020, ma per il quale non è stato ancora valutato l’importante impatto che avrà in una considerevole area cittadina urbanizzata e non – scrivono -. Oltre alla pesante frattura generata al quartiere di Boccaleone privato di collegamenti funzionali all’utilizzo dei servizi essenziali, non si sa ancora come si intenda affrontare il problema del traffico durante e dopo i lavori; traffico che verrà concentrato su poche strade in ingresso e uscita dalla città dove insistono quattro istituti scolastici.

È vitale conoscere e valutare i tempi di costruzione e la qualità delle connessioni alternative alla chiusura di via Recastello e quindi necessarie al collegamento del quartiere con Borgo Palazzo. Inoltre il sopralluogo tecnico di Ministeri, Enti e società avvenuto nell’estate scorsa ha evidenziato le molte criticità del progetto, soprattutto relative all’impatto sull’ambiente, il paesaggio e nel quartiere di Boccaleone. Il parere che verrà emesso dalla Commissione VIA, che è ancora in corso di istruttoria e che è vincolante per il progetto, dovrà necessariamente tenere conto delle numerose osservazioni pervenute e delle criticità riscontrate.

È stato sottolineato da RFI che il tracciato oggetto di VIA non può che essere quello presentato a ottobre 2020 al Ministero della Transizione Ecologica, ma in sede di Conferenza dei servizi ha proposto un progetto alternativo “per portarsi avanti”, per superare eventuali richieste di modifica. Un progetto immaginato ancor prima di avere i pareri degli Enti? Come è possibile ciò? Riteniamo che, comunque, il “nuovo” progetto proposto in via informale da RFI non risolva i problemi sollevati in tema ambientale e viabilistico perché con il passaggio a raso della ferrovia nella zona di Via Lunga e la proposta chiusura dell’attuale tratto della via che verrebbe deviata con un allungamento del percorso e un necessario sottopasso della ferrovia, si avrà un ulteriore consumo di suolo, l’allungamento dei tempi di percorrenza da e per Seriate, un pesante aumento del traffico e dell’inquinamento nel quartiere, soprattutto durante i lavori.

È stato eseguito uno studio del traffico e della viabilità provvisoria durante i 4 anni (come minimo) di durata del cantiere? I rappresentanti delle società interessate hanno sottolineato che non è stato presentato uno studio puntuale delle interferenze, ma solo il censimento; quindi se il progetto verrà modificato dovranno essere riesaminati gli spostamenti di elettrodotti, reti idriche e fognarie, linee telefoniche e tubazioni del metano, ecc. che hanno costi e tempi non indifferenti.

È stata proposta perciò l’istituzione di un tavolo tecnico per esaminare queste interferenze. Ma per le interferenze ambientali, paesaggistiche, sociali che il tracciato determina, chi saranno gli interlocutori? Eppure la stessa Commissaria Straordinaria e il rappresentante del Ministero della Transizione Ecologica, hanno
sottolineato la priorità che debba essere approvato un progetto che rispetti il territorio, che sia ben accetto ai suoi abitanti e che sia valido sotto il profilo ambientale e procedurale, così come l’Assessore Zenoni del Comune di Bergamo ha sottolineato come sia importante considerare l’impatto che avrà su Boccaleone la chiusura completa di via Recastello e la mancanza di ripristino nello stesso punto di una connessione stradale tra le due parti di Boccaleone, nonché la barriera e il profilo altimetrico creati dai pannelli fonoassorbenti che separeranno il quartiere in funzione del progetto che verrà attuato per superare via Lunga.

Anche se in ritardo, il Parco dei Colli dovrà essere uno degli interlocutori al tavolo tecnico per tutelare gli aspetti storici del paesaggio e dell’ambiente. L’architetto Angelo Colleoni ha dichiarato che, pur considerando positivamente la connessione ferroviaria, non sono state rispettate le aree di salvaguardia (comprensive della cintura verde) individuate dal Parco; il progetto attraverserà un territorio molto delicato con grande valenza storica e con un pesante impatto ambientale in quello che è stato il granaio storico della città.

Per ridurre l’impatto ambientale, il consumo di suolo, ridare vivibilità al quartiere di Boccaleone, i Comitati e le Associazioni chiedono che la trincea ferroviaria parta dal cavalcavia di Via Piatti per continuare in galleria fino alla connessione con la galleria già progettata a Campagnola, evitando di deviare e allungare Via Lunga, di introdurre barriere fonoassorbenti, ma, al contrario, ricucire il quartiere.

Inoltre, nel progetto di RFI non vi è traccia della passerella attualmente esistente sopra la ferrovia che verrà demolita, ma non ricostruita. Il previsto sottopassaggio ciclo-pedonale di Via Recastello è manufatto ritenuto pericoloso da tutte le persone di buon senso.

Continuiamo a chiederci perché siano necessari quattro binari che attraversano il quartiere. Con strumentazioni più moderne ed efficienti non ne potrebbero bastare due, evitando espropri inutili e riducendo drasticamente l’impatto ambientale?

In tal senso CDQ e Legambiente hanno presentato Osservazioni tardive per chiedere che i due progetti di collegamento ferroviario Bergamo/Montello e Bergamo/Orio al Serio vengano pensati e valutati in parallelo, per non causare il prolungamento dei cantieri per anni.

Non abbiamo ancora ricevuto risposta su quale possa essere il costo di un tratto ferroviario a 4 binari lungo meno di 700 metri in trincea lungo la linea Bergamo/Seriate all’interno del quartiere: secondo i nostri calcoli si parla di circa 30 milioni di euro se si valuta che 600 metri di galleria di due binari (nel computo del Progetto presentato) è valutata 13 milioni.

Riteniamo indispensabile avere, nero su bianco, i documenti relativi alle fonti di finanziamento del progetto (PNRR? Olimpiadi?) ma di cui non si trova traccia in alcun documento ufficiale. Teniamo anche conto che i finanziamenti del PNRR sono un prestito da restituire ed è interesse di tutti che vengano ben spesi.

Criticità sottovalutate, debolezze di procedimento, domande senza risposte chiare o non pertinenti, equivoci tra il progetto sottoposto alla VIA e quello che è stato ipotizzato in alternativa, censimenti di interferenze al posto di verifiche puntuali, equilibrismi tecnici, finanziamenti non documentati. Poca chiarezza ma tanta volontà di fare presto, ignorando oggettivi ostacoli e problemi sostanziali.

Riteniamo che un progetto di questa valenza meriti una maggiore attenzione soprattutto da parte dell’Amministrazione comunale e delle forze politiche che si stanno comportando come Pilato, non ascoltando, da destra a sinistra, ogni segnale di allarme lanciato dai cittadini, che sono gli elettori a cui dovrebbero rispondere. È indispensabile ridare valore ai luoghi, saper guardare lontano e avere una visione più ampia, rispettando l’ambiente, perché un progetto fatto male resterà malfatto per sempre. Non si può costruire in fretta per 15 giorni di Olimpiadi.

Tanto è già stato raccontato in questi giorni da alcuni giornali, molto resta ancora da fare per migliorare un progetto buttato sul tavolo senza rendersi conto delle effettive conseguenze sul territorio e i suoi abitanti. Un occhio estraneo capirebbe che “così non s’ha da fare”, ma l’ambizione del taglio del nastro purtroppo oscura il buonsenso. Un vero pasticcio questo progetto, sia il primo che quello di recente ipotizzato da RFI, sotto tutti i punti di vista e immaginare che venga eseguito bene restando nei tempi e nei costi ci sembra, obiettivamente, un esercizio di fantascienza.
Così come è stato proposto, questo progetto non è inclusivo, non è attrattivo, non è sostenibile.

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