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Piano 2022

Bergamo, nuovi punti luce in 15 zone della città e 44 passaggi pedonali

In ritardo alcuni interventi già programmati e l'assessore Brembilla spiega: "Colpa della mancanza di materiali e dell'incremento dei prezzi. In sei anni abbiamo investito 3,1 milioni"

Bergamo. Nuovi punti luce in alcune zone poco illuminate della città e soprattutto in corrispondenza dei passaggi pedonali.

L’investimento deciso dall’Amministrazione comunale è ormai strutturale: 600mila euro all’anno per venire incontro alle esigenze dei cittadini in questo particolare frangente, per garantire maggiore sicurezza attraverso l’implementazione dell’illuminazione pubblica.

Un lavoro che prosegue quello approvato recentemente, a fine 2021, e già in fase di appalto e che porterà luce – o la potenzierà – nel 2022 in 15 diversi luoghi della città.

“Negli ultimi sei anni – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Brembilla – abbiamo destinato oltre 3,1 milioni di euro per un’operazione che rappresenta, per me, una delle grandi opere di questa Amministrazione. La nuova luce lungo le strade dimostra un’attenzione costante e particolare verso la città, ma soprattutto verso i suoi quartieri, attraverso un piano che per decenni sarebbe stato necessario attuare, ma che la nostra Amministrazione ha deciso di non trascurare, anno dopo anno. Non solo miglioriamo le condizioni di vivibilità di spazi verdi e luoghi pubblici, ma migliora anche la percezione di sicurezza delle aree in cui andiamo a intervenire”.

Il piano attualmente in fase di completamento prevede interventi in diversi luoghi della città, come le vie Verga, Mozzi, Moratelli, la scaletta via Ripa Pasqualina, l’area verde via Ceresa, il parcheggio di via De Grassi.

Inoltre sono previsti molti interventi per migliorare l’illuminazione degli attraversamenti pedonali, in tutta la città: si parte con via Gasparini e via Lunga (4 diversi interventi), via Corridoni, via Mazzini e via IV novembre (ben 12 interventi), via Borgo Palazzo, due punti luce lungo via Codussi, via Broseta, via Ghislandi, viale Giulio Cesare (con 18 nuovi punti luce), via Pizzo Recastello e via Rovelli (6) e via Promessi Sposi (4).

Il progetto 2021 prevede l’implementazione dell’ impianto di pubblica illuminazione nelle strade o aree pubbliche di via Tadino, nell’area verde di via Gandhi, nel nuovo parcheggio di via Madonna dei Campi, nel sottopasso via Stezzano, il parcheggio di via Nini da Fano, lungo il marciapiede di via Frizzoni, in via San Sebastiano (nel tratto tra via Generale Marieni e la chiesetta di San Sebastiano), alle pensiline taxi e bus di piazzale Marconi, nel tratto iniziale di via Pascolo dei Tedeschi (all’incrocio con via Sombreno), lungo gli attraversamenti pedonali in varie vie cittadine.

Si prevede anche l’aggiunta di un punto luce in via Motta e in via De Gasperi, oltre la realizzazione degli impianti di illuminazione nel corso delle riqualificazioni di via Statuto, di via Grataroli e di via Zambonate. Infine il progetto prevede la riqualificazione la sostituzione di pali e corpi illuminanti in via Fontanabrolo e in via Madonna del Bosco.

“Questo intervento è in ritardo per via della mancanza di materiali che sta contraddistinguendo questi ultime mesi – spiega l’Assessore Brembilla -, una penuria a cui ha corrisposto un incremento importante dei prezzi: chiediamo scusa di questo ai molti cittadini che attendono queste opere, speriamo che la situazione rientri presto nei binari della normalità.”

Le luci saranno tutte con la nuova tecnologia a led: il 2016 è stato l’anno in cui il Comune di Bergamo e A2A hanno convertito quasi 15mila punti luce al led, sostituendo quasi la totalità delle lampade di illuminazione pubblica di Bergamo Bassa. Con il nuovo sistema è stata stimata una riduzione di 1.600 tonnellate di ‪CO2 e il ‪risparmio di 7 quintali di rifiuti di apparecchiature elettriche. Non solo: la rete di illuminazione pubblica di Bergamo registra una riduzione del 50% del consumo di energia elettrica, pari a circa 900 tonnellate di petrolio risparmiate all’anno e un risparmio per il Comune di 350mila euro all’anno.

 

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