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Al papa giovanni xxiii

Covid, a Bergamo un terzo dei ricoverati positivi è in ospedale per altre patologie

Significa che non ha sviluppato i sintomi della malattia, richiede assistenza per altri motivi ma al momento del tampone pre-ricovero risulta infetto. Regione Lombardia ha chiesto al ministero di indicare la distinzione nei bollettini

Bergamo. Il tema è di grande attualità: quanti sono i ricoverati per Covid-19 (quindi con i tipici sintomi legati al virus, quali polmonite e insufficienza respiratoria) rispetto ai ricoverati trovati positivi al tampone di controllo, ma in ospedale per altre patologie?

Al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, questa situazione interessa circa un terzo dei pazienti. Lunedì mattina, 17 gennaio, erano 151 i ricoveri Covid ordinari totali – non in terapia intensiva – di cui circa 50 ricoverati per altra patologia, ma al momento del tampone pre-ricovero risultati positivi. In pratica sono infetti, hanno bisogno di cure specialistiche per altri problemi ma necessitano comunque di spazi isolati ad hoc, come spiegato dal direttore generale dell’ospedale, Maria Beatrice Stasi.

Specificare questa differenza – secondo Regione Lombardia – dovrebbe dare un’idea di quanto la pandemia incida realmente sulle strutture sanitarie. Tant’è che nei giorni scorsi è stato chiesto al ministero della Salute di poter indicare l’informazione nei bollettini che vengono diffusi quotidianamente. Banalmente, il numero di infetti ricoverati è tra gli indicatori che si valutano per decidere in quale “fascia di colore” collocare le Regioni. Se si arrivasse a tenere in considerazione solo i pazienti con polmonite o insufficienza respiratoria, il passaggio in zona arancione (la Lombardia è a rischio) o rossa sarebbe più difficile. Da Roma si attende ancora una risposta ufficiale.

Il dato dell’ospedale di Bergamo è comunque in linea con quello di uno studio recentemente condotto dalla Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) sui ricoveri di 6 grandi aziende ospedaliere e sanitarie: Asst Spedali civili di Brescia, Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Irccs Aou di Bologna, Policlinico Tor Vergata, Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e Policlinico di Bari. Secondo i dati raccolti, la diagnosi da infezione da Sars-Cov-2 è per il 34% occasionale.

Dall’indagine è emerso che gran parte dei ricoverati sono donne in gravidanza che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. Il 33% sono pazienti che hanno subito uno scompenso della condizione internistica derivante da diabete o altre malattie metaboliche, da patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche o broncopneumopatie croniche. Un altro 8% riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti. Ancora un 8% deve sottoporsi ad un intervento chirurgico urgente e indifferibile, pur se positivo, mentre il 6% sono pazienti che arrivano al pronto soccorso dopo incidenti e richiedono assistenza per traumi e fratture.

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