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Capitale della Cultura, i primi incarichi a non bergamaschi: la Lega chiede chiarimenti - BergamoNews
La polemica

Capitale della Cultura, i primi incarichi a non bergamaschi: la Lega chiede chiarimenti

Affidamento da 80mila euro alla mantovana Cristina Cazzola e al Teatro dell'Argine di Bologna il coordinamento di un progetto con le scuole. I parlamentari del Carroccio: "Da noi non ci sono figure all'altezza?"

Bergamo. Bergamo-Brescia Capitale della Cultura 2023 ma i primi incarichi vengono assegnati a non bergamaschi. A segnalarlo i parlamentari della Lega che chiedono al sindaco Giorgio Gori di chiarire.

“Da noi non ci sono figure all’altezza? – si domandano -. Ci siamo impegnati, oltre le bandiere di partito, per far arrivare a Bergamo importanti finanziamenti per la Capitale della cultura 2023, ma ora, di fronte alle prime scelte della giunta Gori, ci chiediamo se questi fondi servono per promuovere la nostra città oppure per dare incarichi fuori provincia.

Mentre Brescia per coordinare le varie iniziative sceglie la bresciana Francesca Bertoglio, che aveva già svolto ruoli a Palazzo Loggia, a Bergamo l’assessore Nadia Ghisalberti ingaggia, con un affidamento diretto da quasi 80mila euro, la mantovana (che lavora a Milano) Cristina Cazzola.

Altrettanto vale per il coordinamento dei progetti educativi teatrali rivolti alle scuole medie statali cittadine per gli anni scolastici 2021/22 e 2022/23: un’iniziativa del costo complessivo di 285mila euro, che vede assegnato, sempre con conferimento diretto, al Teatro dell’Argine di Bologna il coordinamento di alcune realtà teatrali bergamasche oltre che il compito di “progettazione e monitoraggio delle attività di progetto, regia e drammaturgia dell’evento finale”.

A questo punto chiediamo chiarimenti al sindaco Gori e all’assessore Ghisalberti, perché nelle nostre intenzioni e nell’impegno a intercettare finanziamenti c’era ovviamente la promozione turistico-culturale di Bergamo, ma anche l’opportunità importante per tutto il mondo artistico orobico di valorizzare la propria immagine e trovare risorse dopo il dramma e l’inattività per la pandemia.

A meno che la giunta del sindaco radical chic Gori consideri che in bergamasca non ci sia nessuno in grado di organizzare eventi e coordinare i progetti culturali. Dopo la sconcertante selezione per gli eventi di Lazzaretto Estate, il dubbio che a PalaFrizzoni ci sia qualche problema in ambito culturale è legittimo”.

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