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Muriel fa magie e spinge l’Atalanta: contro l’Inter tocca a lui

Lucho apripista nel successo in Coppa Italia contro il Venezia. E all'andata a San Siro giocò solo Zapata

Bergamo. Ma che spettacolo è veder giocare Muriel? Le sue magie, i suoi colpi di genio che spiazzano gli avversari e (a volte) fanno saltare i nervi al pubblico, o almeno a un certo pubblico, come è capitato a Udine. A Bergamo invece ce lo coccoliamo e teniamocelo stretto, altro che mercato: Lucho non si tocca, vi pare?

Ovvio che come tutti gli artisti non sia poi sempre ispiratissimo, ma anche per questo bisogna cogliere l’attimo. E, magari, sperare che faccia il tris andando in gol anche domenica contro l’Inter, dopo aver aperto la strada contro l’Udinese e alla qualificazione in Coppa Italia.

In teoria tutto facile contro il Venezia, sicuramente più debole rispetto a un’Atalanta che ha tanta qualità e anche nell’emergenza vede comunque spiccare e crescere alcuni dei suoi giocatori, vedi Pezzella (già su Bergamonews si è sottolineata la ‘rivincita‘ dell’ex Parma), o lo stesso Maehle, che una volta rotto il ghiaccio per quel gol che sembrava riservato solo alla Nazionale danese, ora ci ha preso gusto e quindi è ancora lui che chiude la pratica Venezia.

Sta tornando anche il Pessina che ha dato una bella mano all’Italia nella cavalcata europea, per non parlare di Koopmeiners che gioca e si muove come un veterano e sa unire quantità a qualità.

Si cercava un’alternativa, uno che facesse rifiatare ogni tanto i gemelli del centrocampo Freuler e De Roon, ecco quindi il Koop che sa fare centrocampista e difensore, ha senso della posizione e gioca sempre per la squadra. Ha anche preso confidenza con il gol, una traversa di testa l’ha colpita contro il Venezia.

Ecco, in questa crescita generale verrebbe quasi voglia di inserire anche Miranchuk, tutto sommato… vedendolo giocare con continuità si nota che non è proprio un corpo estraneo, destinato solo al mercato. Però è anche vero che gli manca sempre qualcosa, chiamatela grinta, determinazione, o anche quel tanto di classe che rispetto a un Ilicic fa ancora differenza, a favore del Professore, anche se a fine mese Josip compirà 34 anni. Ma può ancora regalarci le sue genialate.

La Coppa Italia doveva dare indicazioni anche sullo stato di salute della squadra, dopo la passeggiata di Udine, dove fino a 20′ dalla fine le squadre erano sul 3-1 e due gol sono arrivati tra 90′ e recupero. E allora, quando l’Udinese ne ha presi 7 di gol, non più di due anni fa a Bergamo, con tripletta di Muriel e doppietta di Ilicic, cosa avrebbero dovuto fare i friulani? Ritirarsi per manifesta inferiorità?

Chiaro che era un po’ più complicato fare goleada o quattro reti in Coppa Italia, come in campionato, per l’Atalanta-due che doveva superare il Venezia, ma doveva far fronte anche a tante assenze per infortuni, squalifiche e Covid. Però se hai un fuoriclasse come Muriel che fa l’apripista le porte della vittoria si aprono meglio e chissà che contro l’Inter…

No che non sarà semplice. E hai voglia di sperare che loro siano stanchi, perché hanno giocato 120 minuti nella Supercoppa. Ma intanto hanno vinto e in quella maniera il morale sale altissimo, la rosa di Simone Inzaghi è ampia e può solo lamentarsi Sanchez perché non gioca, ma obiettivamente non è facile avere spazio per tutti.

E tra le pedine fondamentali della squadra campione d’Italia c’è quel Bastoni cresciuto a Zingonia (e lanciato in A da Gasperini) che rivedremo domenica a Bergamo. Quando almeno Gasp potrà recuperare Malinovskyi, probabilmente Toloi (i due marcatori nel 2-2 di fine settembre contro l’Inter), Ilicic.

All’andata giocò Zapata, mancava invece Muriel, stavolta le parti sono invertite… e in ogni caso sia Atalanta che Inter hanno mandato in gol 16 giocatori: volendo, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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