Il dibattito

Covid, bollettino quotidiano o settimanale? Cosa ne pensi?sondaggio

Il bollettino dei dati Covid va pubblicato quotidianamente o settimanalmente? Il dibattito vede impegnati su due fronti opposti virologi di fama nazionale e i vertici del Ministero della Salute. E voi che ne pensate? Votate il nostro sondaggio

Bergamo. È un appuntamento fisso del tardo pomeriggio che anche Bergamonews rispetta: pubblicare il bollettino con i dati Covid resi noti dal Ministero della Salute e da Regione Lombardia. Nuovi positivi, decessi, tamponi, ricoverati città per città della nostra regione. È così ormai da due anni.

Già da tempo alcuni avevano sostenuto che resi noti così quei dati non avevano senso. Per molti sono ansiogeni, o falsamenti rassicuranti.

C’è da chiarire un punto fermo: nessuno sta chiedendo di non divulgarli. Bensì di ridurre ad una sola settimana la pubblicazione dei dati. A sollevare di nuovo il dibattito, se rendere noti i dati quotidianamente o settimanalmente, è stato il virologo Matteo Bassetti secondo cui il report quotidiano “non dice nulla e non serve se non a mettere l’ansia alle persone”.

“Che senso ha dire che un giorno abbiamo 250mila persone con un tampone positivo? – chiede Bassetti -. Bisogna specificare se sono sintomatici, asintomatici, sono ricoverati, stanno a casa. Sono numeri che ci fanno fare brutta figura col resto del mondo, perché sembra che vada tutto male e invece non è così. Nella realtà altri Paesi che hanno molti più contagi di noi cercano di gestirli in maniera diversa. Se continuiamo così finiremo con l’andare in lockdown di tipo psicologico e sociale”.

Sulla stessa linea di Bassetti c’è anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che fa sapere di aver proposto al ministro Roberto Speranza “una riflessione”. “Il numero dei contagi di per sé non dice nulla, è necessario soffermarsi essenzialmente sui dati delle ospedalizzazioni e occupazione delle terapie intensive” sottolinea Costa. Concorde con il rendere pubblico settimanalmente il bollettino dei dati anche l’infettivologo e membro del Cts Donato Greco che rimarca: “sarebbe un’ottima idea far diventare settimanale il bollettino dei contagi, mi sembrerebbe naturale farlo. Noi del Cts stiamo discutendo del parlarne col Governo”.

Dall’altra parte abbiamo chi sostiene che sia necessario rendere noto il report quotidiano e sostiene che sia necessario “per trasparenza, per non alimentare dietrologie e speculazioni fantasiose, perché dà una misura puntuale dell’evolversi della pandemia”. “Comunicare giornalmente il dato relativo ai contagi – osserva il virologo Fabrizio Pregliasco – rappresenta una posizione di trasparenza e la raccolta del dato in se è fondamentale per la ricerca e la sanità pubblica. Siamo ancora in una fase di transizione, e non fornire oggi tale dato potrebbe facilitare un ‘liberi tutti’ a cui non siamo ancora pronti”.

“È come rompere il termometro quando abbiamo la febbre. Il monitoraggio dei contagi giornaliero è una guida” evidenza Lucia Bisceglia, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia (Aie). Secondo Bisceglia: “Il bollettino quotidiano è “il termometro della situazione, perché i ricoverati e i decessi sono proporzionati ai positivi. Quindi possedere informazioni costanti e tempestive ogni giorno ci mette nella condizione di intercettare sul nascere i segnali di allerta. Sono informazioni in base alle quali disegnare previsioni e costruire orizzonti. Far conoscere tutti i dati trasmette all’opinione pubblica la sensazione che nulla venga nascosto”.

Covid, bollettino quotidiano o settimanale? Cosa ne pensi?

Guarda Risultati

Loading ... Loading ...
Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
leggi anche
Ospedale Papa Giovanni
Al papa giovanni xxiii
Covid, a Bergamo un terzo dei ricoverati positivi è in ospedale per altre patologie
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI