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Il parere

Accesso degli avvocati agli uffici giudiziari: si esprime il Comitato Pari opportunità di Bergamo

Il Comitato Pari opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Bergamo interviene dopo la sollecitazione di alcuni colleghi che chiedevano l'esenzione del green pass e dell'obbligo vaccinale agli ultra cinquantenni

Bergamo. Il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo in una nota, diramata giovedì 13 gennaio, comunica che “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto (poche) richieste di intervento da parte di colleghe e colleghi che s’oppongono alla decisione governativa di introduzione dell’obbligo del green pass per l’accesso agli uffici giudiziari ed all’obbligo vaccinale per gli ultra cinquantenni. Il Comitato non ritiene di dover aderire alle sollecitazioni avanzate di cui non condivide il contenuto”.

“È nostra unanime convinzione che, a fronte dell’emergenza sanitaria, la tutela della salute pubblica sia e rimanga valore costituzionale supremo il quale senz’altro prevale su ogni altro diritto sia pur di pari rango, ivi inclusi quelli della libertà personale e di circolazione e di difesa. Dirimente peraltro la considerazione che, anche se così non volesse ritenersi, non pare che nessuno di quei diritti che taluno ritiene essere stati violati lo sia stato effettivamente – prosegue il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati -. Essi risultano, tutti ed ancor oggi, pienamente esplicabili sol che si esibisca idonea documentazione volta alla prevenzione del contagio. Ed in effetti del tutto fuori fuoco pare la ipotizzata contestazione di applicazione di un trattamento discriminatorio in ragione della differente disciplina riservata ai colleghi ed alle colleghe che non si siano munite di detta documentazione”.

“È a tutti noto, infatti, come le differenze di trattamento costituiscano discriminazione tutelabile, solo se irragionevoli e non proporzionali e sguarnite di ratio – conclude la nota -. Tanto premesso, il nostro CPO non ritiene di prendere le parti di Colleghe e Colleghi che, senza tenere in considerazione la generale situazione di sovraccarico delle strutture sanitarie e le conseguenze che ciò comporta per l’intera collettività, si sottraggono al proprio dovere di solidarietà sociale”.

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