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Uccise carabiniere e scappò in Francia: slitta di nuovo l'estradizione di Manenti - BergamoNews
L'udienza

Uccise carabiniere e scappò in Francia: slitta di nuovo l’estradizione di Manenti

"Informazioni incomplete", se ne riparla tra marzo e aprile

Slitta di nuovo l’udienza per la possibile estradizione di Narciso Manenti, 63 anni, originario di Telgate, l’ex brigatista scappato in Francia con una condanna all’ergastolo per l’omicidio del carabiniere Giuseppe Gurrieri avvenuto la sera del 13 marzo 1979 in Città Alta.

Ancora una volta infatti sono state rinviate le udienze dei nove ex brigatisti italiani rifugiati in Francia per i quali l’Italia ha chiesto l’estradizione dopo l’operazione ‘Ombre rosse’ dello scorso 27 aprile.

Nell’aula della Chambre de l’Instruction, come riporta l’Ansa, la presidente del tribunale ha dato appuntamento a tutti i convocati a date comprese fra il 23 marzo e il 20 aprile.

La motivazione, come nelle udienze degli ultimi mesi, è che le informazioni giunte dall’Italia sui procedimenti a carico degli ex Br sono tuttora incomplete rispetto alle richieste della Francia.

La decisione ha suscitato la reazione del deputato bergamasco della Lega Daniele Belotti:

“Segnaleremo ai ministri degli Esteri e della Giustizia, attraverso un’interrogazione parlamentare, la questione dell’ennesimo rinvio delle udienze dei 9 brigatisti italiani rifugiati in Francia, tra cui il bergamasco Narciso Manenti.

È assurdo che, dopo 30 anni di protezione ad assassini giudicati colpevoli con sentenze definitive dal sistema giudiziario italiano, la Francia insista, in modo subdolo, a garantire l’immunità a questi assassini.

Se ne sono stati tranquilli e beati fin dagli anni 70 e 80 ai piedi della Tour Eiffel, coccolati dalla Gauche caviar francese, e ora qualche giudice continua a rinviare una decisione che i familiari delle vittime dei terroristi, compreso il figlio dell’appuntato Giuseppe Gurrieri che a 9 anni vide il papà freddato, in Città Alta, dal commando di Guerriglia Proletaria guidato da Narciso Manenti, stanno aspettando da decenni.

Una vera umiliazione che l’Italia non può accettare. Nove mesi fa, finalmente, le autorità d’Oltralpe avevano tolto l’immunità ai terroristi italiani, procedendo al loro arresto. È arrivato il momento di estradarli subito, senza accampare presunte carenze nella documentazione”.

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