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Bergamo, Omicron avanza: "Ma in terapia intensiva solo pazienti con variante Delta, l'80% senza vaccino" - BergamoNews
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Bergamo, Omicron avanza: “Ma in terapia intensiva solo pazienti con variante Delta, l’80% senza vaccino”

L'ultimo bollettino dell'ospedale cittadino parla di 162 ricoverati, 27 in condizioni più gravi

Bergamo. Soltanto pochi giorni fa Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, aveva parlato di “due pandemie”: una sostenuta dalla variante Omicron del Covid-19, l’altra da Delta. “Se vivono insieme – ha detto – questo può rappresentare un ulteriore problema, possono esserci delle preoccupazioni in più”.

Parlando dei ricoveri, invece, il professor Remuzzi aveva sottolineato che “seppur in assenza di dati, ma li stiamo studiando”, le persone con una sintomatologia più grave dovrebbero essere ancora quelle contagiate dalla variante Delta.

In questo senso, l’ultimo dato aggiornato a martedì sera (11 gennaio) fornito dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, parla di 162 pazienti: 135 nei reparti ordinari e 27 in terapia intensiva. Per quanto riguarda questi ultimi, si tratta esclusivamente di pazienti ai quali è stata sequenziata la variante Delta, fanno sapere dall’ospedale cittadino, dove da inizio settimana si sono registrati 3 decessi, tutti nella giornata di lunedì. L’ottanta per cento dei pazienti in terapia intensiva, inoltre, risulta non essere vaccinato, come affermato dal direttore generale Maria Beatrice Stasi.

Diversi esperti stanno mettendo in guardia dal concentrarsi solo sulla variante più contagiosa, Omicron, trascurando quella più aggressiva, Delta. “Assistiamo a una sorta di rimozione collettiva sulla variante Delta, ma non c’è nessuna prova che sia scomparsa – ha detto il fisico Roberto Battiston -. Anzi, probabilmente è la principale responsabile dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva. In questo momento, in realtà, è come se ci fossero due epidemie diverse – conferma -: quella dovuta appunto alla Delta e quella riconducibile a Omicron, con effetti meno gravi sulla salute ma così contagiosa da farci rischiare un lockdown di fatto. Per poter affrontare efficacemente questa fase, è fondamentale avere chiara tale distinzione. E magari adoperarsi per distinguere chi si ammala di una variante piuttosto che dell’altra”.

Con i 203 ricoveri in più di martedì (3.202 in totale) è salita al 30,6% l’occupazione dei posti letto Covid nei reparti ordinari negli ospedali lombardi. Una percentuale superiore a quella fissata per il passaggio in zona arancione, pari al 30%. Ancora sotto il limite del 20%, invece, l’occupazione della terapie intensive che con 10 ricoveri (256 in totale) si attesta al 16,7%. Altissima ancora l’incidenza dei nuovi positivi su ogni centomila abitanti, pari a 2.710. Ma per passare dal giallo all’arancione è necessario superare tutti e tre i parametri.

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