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Peste suina africana, Malanchini e Anelli: "Misure per contrastare la diffusione del virus" - BergamoNews
Consiglieri lega

Peste suina africana, Malanchini e Anelli: “Misure per contrastare la diffusione del virus”

Malanchini e Anelli: “Servono misure efficaci per contrastare la diffusione del virus e un piano di prelevamento idoneo per contenere in Lombardia la popolazione del cinghiale"

Milano. “Pochi giorni fa è stato riscontrato un caso di peste suina africana in un capo di cinghiale rinvenuto nella provincia di Alessandria, che confina con la provincia di Pavia. È un fatto assolutamente preoccupante che merita la massima attenzione perché, oltre a tutti gli aspetti di igiene e di sicurezza alimentare, la peste suina può portare a delle pesanti conseguenze sul mercato delle carni suine italiane. Per questo abbiamo depositato questa mattina una mozione specifica che impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo perché metta in atto le misure più efficaci per il contrastare la diffusione del virus della peste suina e perché predisponga un piano di fondi per il ristoro dei danni derivanti dal mancato export, a sostegno del comparto suinicolo insediato nelle zone che saranno soggette alle limitazioni commerciali dovute all’eventuale diffondersi di un’epidemia”.

Lo dichiarano il primo firmatario e il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale Giovanni Malanchini e il capogruppo Lega in Consiglio regionale Roberto Anelli.

“Inoltre – proseguono i consiglieri – chiediamo di avviare, in collaborazione con i Ministeri competenti, un monitoraggio finalizzato alla ricerca di eventuali carcasse di cinghiale prioritariamente nel territorio della provincia di Pavia e di favorire l’attivazione dell’implemento del livello di vigilanza sulle misure di biosicurezza sia nel settore domestico sia nel caso di contatto con suini selvatici. Infine, è necessario insistere con il Governo affinché approvi finalmente un prolungamento dell’arco temporale in cui è consentito il prelievo del cinghiale – con l’avvio anche del procedimento per l’approvazione di un aumento del numero di capi di cinghiale prelevabili in Lombardia – al fine di ridurre la popolazione di cinghiale presente allo stato selvatico e di conseguenza il serbatoio di diffusione della peste suina africana”.

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