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Atalanta passa alla Dacia Arena, ma onore all'Udinese - BergamoNews
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Atalanta passa alla Dacia Arena, ma onore all’Udinese

Inutile dire come il match in terra friulana sia stato praticamente a senso unico con un'Atalanta molto cinica e pragmatica nel primo tempo chiuso 0-3 con reti di Pasalic, Muriel e Malinovskyi, con qualche calo di concentrazione che ha permesso all'Udinese di accorciare due volte

I nerazzurri rispettano la tradizione della goleada alla prima dell’anno e sconfiggono i padroni di casa dell’Udinese con un risultato tennistico (2-6).

In qualche modo dopo mille polemiche e capovolgimenti si è tornati a giocare, sicuramente non nella maniera migliore possibile ma questo è ciò che offre la situazione in cui ci troviamo. Analizzare la partita risulta molto difficile, ci sono troppe premesse da mettere su carta. Il problema dell’Udinese non risiede tanto nei giocatori titolari, in quanto a titolari ne mancavano quasi più all’Atalanta (Zapata, Gosens, Zappacosta e Freuler), le due vere discriminanti tra le due compagini si possono trovare nella panchina e nella preparazione alla gara.

La panchina perché l’Atalanta, nonostante qualche caso Covid nelle ultime ore, ha uomini che possono sostituire senza troppi problemi i titolarissimi mentre i friulani si son trovati ad avere praticamente solo giocatori della formazione Primavera. La preparazione perché l’Udinese non si allenava da martedì per via delle disposizioni della ASL territoriale; già il team di Cioffi si trovava ad affrontare una squadra più forte, se in più non essendo nella condizione e non allenandosi in pratica dal 22 dicembre l’impresa si è trasformata in una mission impossible. Tanti punti di domanda, ma queste considerazioni sono fondamentali e bisogna sottolinearle ed essere onesti prima di qualsiasi altra analisi.

Passando a ciò che è successo in campo, è inutile dire come il match in terra friulana sia stato praticamente a senso unico con un’Atalanta molto cinica e pragmatica nel primo tempo chiuso 0-3 con reti di Pasalic, Muriel e Malinovskyi, con qualche calo di concentrazione che ha permesso all’Udinese di accorciare due volte ma in fin dei conti la differenza di qualità e di condizione alla distanza sono emerse in maniera lampante regalando alla squadra di Gasperini l’ennesima vittoria esterna di questo campionato. Superata quota 40 punti, si va diretti verso la sfida degli ottavi di Coppa Italia e poi il big match con l’Inter. Mai come in questo periodo con il Covid di mezzo ragionare gara dopo gara è imperativo.

La speranza principale è che la buona sorte sia dalla parte nerazzurra: virus permettendo se la Dea riesce a rimanere più o meno al completo anche il girone di ritorno può essere entusiasmante.

TOP E FLOP
Analizzando le prove dei singoli ottimi segnali finalmente da Luis Muriel che quando vede la sua ex squadra ormai puntualmentw si scatena. Alla Dacia Arena il colombiano realizza due gol che fanno strofinare gli occhi. Sempre bene anche Koopmeiners che lì in mezzo ormai si trova assolutamente a proprio agio e si districa senza tante difficoltà nonostante dai propri piedi passino una marea di palloni. Inizialmente più bloccate, portano a casa una buona prestazione anche i due esterni con Pezzella che confeziona l’assist al primo gol e propizia di terzo, e Maehle che copre bene e finalmente trova la prima rete in maglia atalantina rompendo una vera e propria maledizione. Un discorso a parte va fatto per due pedine che sembrerebbero destinati a partire a gennaio. Piccoli, oggi assente (molto probabilmente è uno dei 3 nuovi positivi insieme a Zappacosta e Sportiello), era diretto verso Genova sponda rossoblu ma l’infortunio di Zapata lo tratterrà qui a Bergamo almeno fino agli ultimi secondi di mercato. Su Miranchuk pare ci siano delle riflessioni diverse e potrebbe anche clamorosamente restare alla corte del Gasp: a Udine ha avuto un ottimo impatto sul match con un lancio calibrato per la seconda rete di Muriel, l’assist di tacco a Maehle e il velo in occasione della rete di Pessina. Tecnicamente il numero 59 ha sempre dimostrato di avere delle doti sopraffine, ora urge capire se con le tre competizioni il russo serve a dare una mano significativa nelle rotazioni oppure se l’intenzione è quella quella farlo giocare col contagocce meglio un’esperienza altrove dove tenerlo monitorato ma attivo sul campo.

Le pagelle
Musso 6,5
Toloi 6,5
Palomino 7
Djimsiti 6 (Cittadini SV)
Maehle 7
De Roon 6,5 (Pessina 6,5)
Koopmeiners 7
Pezzella 7 (Hateboer 6,5)
Pasalic 7 (Miranchuk 7)
Malinovskyi 6,5
Muriel 7,5 (Ilicic 6)
All.: Gasperini 6,5

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