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Quirinale, il toto nomi dei parlamentari bergamaschi: "Berlusconi", "Draghi", "Liliana Segre" - BergamoNews
Verso l'elezione

Quirinale, il toto nomi dei parlamentari bergamaschi: “Berlusconi”, “Draghi”, “Liliana Segre”

Su giornali e tv, ma anche negli incontri fra le diverse forze politiche si comincia a discutere dei suoi possibili successori, così abbiamo chiesto ai parlamentari bergamaschi chi preferirebbero salisse al Colle

Si avvicina l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Il presidente della Camera  dei deputati, Roberto Fico, ha convocato il parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, lunedì 24 gennaio, alle 15, per la prima votazione.

Il tema del momento è il possibile successore,  così abbiamo chiesto ai parlamentari bergamaschi chi preferirebbero salisse al Colle.

Daniele belotti

 

Il deputato della Lega, Daniele Belotti, risponde: “Utilizzando una metafora calcistica, in prima battuta puntiamo su Silvio Berlusconi come centravanti, ma è ancora presto, siamo in una fase di calciomercato e, come avviene generalmente nel mondo del pallone, all’inizio circolano tanti nomi, ma i colpi più importanti arrivano alla fine”.

simona pergreffi

 

Rimanendo nella compagine leghista, la deputata Simona Pergreffi dichiara: “È ancora presto per indicare un nome. Tenendo presente che stiamo attraversando un momento difficile, la pandemia e il PNRR, ritengo che il nuovo presidente debba essere una figura di garanzia per tutti. Sappiamo che il nome su cui punta il centrodestra è Silvio Berlusconi, ma penso che ora dobbiamo concentrarci sul metodo piuttosto che sul nome e decidere tutti insieme: è necessario che ci sia una condivisione piena agendo con grande senso di responsabilità. A fare la differenza nella scelta del candidato non è tanto una questione di sesso o di genere, ma la capacità e la conoscenza dei meccanismi alla base del funzionamento della repubblica e della costituzione”.

Alessandra Gallone

 

Sul nome di Silvio Berlusconi non ha dubbi la senatrice Alessandra Gallone, che evidenzia: “Sono particolarmente contenta che il presidente Berlusconi si sia reso disponibile per il Colle. Benché sia una figura di partito, è una personalità di alto profilo con buonissimi rapporti a livello europeo e internazionale, ha sempre avuto una visione lungimirante e ha una grande connessione con l’attuale presidente del consiglio Mario Draghi. Fu il consiglio dei ministri presieduto da Berlusconi, infatti, a nominarlo governatore della Banca d’Italia nel 2005 e sei anni dopo il presidente Berlusconi si spese molto affinchè potesse diventare presidente della Banca Centrale Europea. Inoltre è europeista, ha una grande esperienza e si meriterebbe l’elezione a capo dello Stato dopo le varie vicissitudini che ha affrontato senza mollare di un centimetro: avrebbero steso chiunque ma lui non si è mai lasciato abbattere. Con tutti i limiti che ha un essere umano, si è sempre impegnato con tanta passione e ritengo che il suo apporto in un momento difficile come questo sia fondamentale”.

Stefano Benigni

 

Dai banchi del gruppo misto, il deputato Stefano Benigni conferma il suo voto per Berlusconi: “Come ho già avuto modo di dire in diverse occasioni nei giorni scorsi, se il candidato dovesse essere il presidente Berlusconi sicuramente avrà il mio voto da deputato di centrodestra quale sono nonostante sieda nel gruppo misto. Ritengo che sia fondamentale che tutto il centrodestra abbia un ruolo da protagonista e sia compatto nell’esprimere la sua candidatura su cui possa esserci un’ampia convergenza: vedremo se il suo nome verrà confermato, ma ad ora c’è la volontà di procedere in maniera unitaria per esprimere una personalità che sia il più possibile rappresentativa del Paese. Sappiamo che il presidente della Repubblica deve rappresentare l’intera nazione e da parte di Berlusconi ho notato grandi aperture anche a temi sensibili al campo del centrosinistra, a dimostrazione del fatto che abbia la maturità politica per essere il garante di tutti”.

fabiola bologna deputata

 

Rimanendo nel gruppo misto, la deputata Fabiola Bologna, che era stata eletta nelle fila del Movimento 5 stelle, annota: “In questo momento ci troviamo ancora in una fase di valutazione del metodo di lavoro. Settimana prossima, il 12 gennaio, il nostro gruppo si riunirà: ci sarà un confronto con i parlamentari che ne fanno parte, con il governatore della Liguria Giovanni Toti, il senatore Gaetano Quagliariello e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro per cominciare a ragionare sui nomi e sulle scelte, anche alla luce delle interlocuzioni che spero ci siano con altri gruppi. Penso che sia necessario stabilire un metodo comune di lavoro con le altre forze politiche in modo da individuare ed eleggere un presidente che possa rappresentare gli interessi del Paese. Al momento non riesco a indicare un nome e ho ancora impresse le parole pronunciate dall’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo ultimo discorso di fine anno: vorrei che il successore prenda spunto da lui perché il suo stile è quello che vorremmo avesse anche il nuovo capo dello Stato”.

Il viceministro dell’Economia Misiani visita l'Accademia della Finanza

 

Dal Partito Democratico, il senatore Antonio Misiani annota: “La figura più autorevole su cui si possa puntare oggi è l’attuale presidente del consiglio, Mario Draghi. È una personalità di spessore, anche a livello internazionale, in grado di ottenere un’ampia convergenza. Non c’è dubbio che una sua elezione sia legata all’individuazione di una figura che potrà subentrare a lui nella guida del governo, decisa sempre in un quadro di larga condivisione tra le diverse forze politiche in modo da proseguire l’attuale legislatura fino al suo termine naturale, nel 2023”.

elena carnevali

 

Anche la deputata Elena Carnevali, del Partito Democratico, indica Mario Draghi come una figura di valore, mentre esprime contrarietà su Berlusconi: “Innanzitutto l’elezione del presidente della Repubblica più che corrispondere a preferenze personali dovrebbe avere un metodo: la scelta di individuare un candidato o candidata che siano espressione di un’ampia convergenza, non di una sola parte dello schieramento politico o di una maggioranza risicata. Per questa ragione la candidatura di Berlusconi oltre ad essere divisiva è per noi non ricevibile sia perché manca del requisito istituzionale per ricoprire il ruolo di presidente della repubblica sia nei confronti delle cancellerie estere anche se saranno rispettose delle scelte dei grandi elettori. Il nome di Draghi è senza dubbio di grande rilievo e come richiamato più volte dal segretario del PD, Enrico Letta, va preservato da scorribande e votato da un largo schieramento per il ruolo di garanzia che sta dando all’Italia in questa fase di uscita dalla crisi sanitaria, economica e sociale e per il suo prestigio internazionale. Penso, comunque, che la condivisione sul candidato o candidata non possa prescindere da una condivisione con l’attuale premier Draghi. Certo, mi piacerebbe vedere una donna a ricoprire il ruolo di presidente della Repubblica e l’appello firmato da intellettuali e artiste è più che condivisibile, anche perché profili per questo ruolo non mancano. Purtroppo, però, fino ad oggi sono state considerate un po’ delle ‘riserve’. Quello che non possiamo permetterci agli occhi del Paese è un logorio istituzionale in questo passaggio delicatissimo, che il Paese non credo ci perdonerebbe”.

Guia Termini

 

Infine, la deputata Guia Termini, che venne espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle per aver espresso il voto contrario alla fiducia al governo Draghi, si esprime così: “Al momento non ho un nome: insieme agli altri espulsi dal Movimento 5 stelle sto ragionando su una rosa di nomi ma è ancora presto per indicare una preferenza. A livello ideale mi piacerebbe molto Liliana Segre per la sua storia, la pacatezza e l’impegno che l’hanno sempre contraddistinta. Una personalità come la sua avrebbe un grande valore anche a livello simbolico, ma so che la sua candidatura non è fattibile”.

Di questo tema si parlerà anche nel corso di un incontro organizzato dalle Acli di Bergamo mercoledì 12 gennaio alle 20.45 in diretta streaming sul canale Youtube e sul profilo Facebook delle Acli di Bergamo: intitolato “Romanzo Quirinale – L’elezione e il ruolo del capo dello Stato tra intrighi politici e le sfide della storia”, vedrà l’intervento di Marco Damilano, direttore de L’Espresso, e di Filippo Pizzolato, docente di diritto pubblico all’Università di Padova.

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