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"Isolamento finito, ma l'esito non arriva: quando potrò uscire di casa?" - BergamoNews

Lettere

In casa da 17 giorni

“Isolamento finito, ma l’esito non arriva: quando potrò uscire di casa?”

Mattia Scarpellini ci segnala quanto gli sta capitando: una situazione che può riguardare anche molte altre persone

Mattia Scarpellini ci segnala quanto gli sta capitanto: una situazione che può riguardare anche molte altre persone.

Il 20 dicembre scorso, nonostante doppio vaccino, ho accusato i sintomi da infezione Covid, infezione confermata poi con tampone molecolare eseguito all’ospedale di San Giovanni Bianco il 23, quando i sintomi erano fortunatamente già scomparsi. Positivo.

Parte l’isolamento… 10 giorni esattamente a cavallo delle festività… notizia piuttosto triste, ma che devo accettare.

Sono costretto anche a posticipare la dose booster, precedentemente prevista per il 22 dicembre.

Per la fine dell’isolamento, dopo vani tentativi di recupero delle informazioni necessarie per uscirne, riesco a effettuare un nuovo tampone molecolare all’hub di Dalmine il 2 gennaio. Vedo la luce in fondo al tunnel.

Non fosse che ancora oggi, 5 gennaio 2022, non ho un esito. Sono 17 giorni che sto chiuso in casa. E i sintomi sono solo un ricordo lontano. E adesso, posto che l’esito del tampone arrivi, bisognerà aspettare poi il rilascio della attestazione di fine isolamento da ATS. E poi il Super Green Pass da guarigione. Quanto ci vorrà?

Leggo continuamente notizie ovunque, cerco di aggiornarmi e quello che ottengo sono solo contraddizioni e l’incremento del caos nella mia testa. Ma sono in buona compagnia, a quanto sento dai miei conoscenti.

Ora trattengo a stento la rabbia e cerco di districarmi tra la pachidermica burocrazia italiana per cercare di uscirne, ma mi chiedo: è possibile che dopo due anni di pandemia la situazione possa essere ancora così mal gestita a Bergamo, in Lombardia e probabilmente in Italia? Quante persone ci sono in queste condizioni o in situazioni ancora peggiori? Certo, c’è chi sta peggio, magari ricoverato in ospedale, ma non si può considerare il peggio per consolarsi. Mi sento in dovere di dare voce anche a chi sta in situazioni simili alla mia. Mi sento veramente frustrato e arrabbiato.

Una situazione che speravo di non dover più rivivere, dopo il lockdown. Ed invece la delusione continua. Spero solo non sia l’ennesima puntata di una lunga serie.

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