Quantcast
“Don’t Look Up”: una tragedia basata su fatti realmente possibili - BergamoNews

Cinema

La recensione

“Don’t Look Up”: una tragedia basata su fatti realmente possibili

Per avvisare l'umanità di una cometa in rotta di collisione con la Terra, due astronomi contattano i più influenti mass media del mondo, ma sembra che a nessuno importi più di tanto

Titolo originale: Don’t Look Up

Regia: Adam McKay

Durata: 138’

Genere: Drammatico, fantascienza

Interpreti: Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Cate Blanchett, Jonah Hill

Programmazione: Netflix

Valutazione IMDB: 7.3/10

Quando la dottoranda Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence) scopre l’esistenza di una cometa non ancora identificata convoca con urgenza il professor Randall Mindy (Leonardo DiCaprio) per aiutarla in alcuni calcoli riguardo alla traiettoria del corpo celeste. Dopo l’iniziale esaltazione, i due si accorgono ben presto che la cometa non solo colpirà in pieno la Terra in poco più di sei mesi, ma anche che questa ha delle dimensioni tali da comportare la distruzione completa di qualsiasi forma di vita presente sul pianeta. Sconcertati dalla possibilità di un’estinzione di massa, Kate e Randall iniziano a muoversi per contattare quante più persone possibili per scongiurare una tale catastrofe, arrivando addirittura nello studio ovale della presidentessa Janie Orlean (Meryl Streep).

Qui però i due si accorgono che né la politica né i mass media hanno alcuna intenzione di occuparsi della faccenda in quanto, apparentemente, non porterebbe alcun beneficio in termini di consenso o economici. A questo punto inizierà la folle corsa dei due astronomi per trovare il modo migliore di convincere miliardi di persone che da lì a poco, con una probabilità del 99.78%, moriranno carbonizzati.

Don’t Look Up

 

Lungometraggio scritto e diretto dal regista vincitore del premio Oscar Adam McKay, “Don’t Look Up” è un film del 2021 prodotto da Netflix con protagonisti Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence, anch’essi premiati agli Academy Award nel 2016 e nel 2013.

Partendo dall’incipit “basato su fatti realmente possibili” il regista si getta in un’opera fortemente provocatoria in cui la scienza, materia per definizione non democratica e fortemente legata alle dimostrazioni pratiche, si trova a dover fare i conti con un mondo in cui la verità, per essere ascoltata dal grande pubblico, deve presentare anche una certa dose di spettacolarità.

Criticando su più fronti politica e mondo dell’informazione, “Don’t Look Up” non si fa scrupoli a delineare con grande sadismo una classe dirigente completamente disinteressata al reale benessere della massa, sia questa composta dagli elettori di una presidentessa o degli spettatori di una trasmissione del mattino molto seguita. In una realtà in cui i mass media non si fanno scrupoli a sedare gli animi delle persone presentando loro tristi verità sotto forma di scialbo intrattenimento e in cui la politica è passivamente sottomessa agli interessi economici di pochissimi a danno di tutti gli altri, non deve stupire che anche di fronte all’apocalisse, la gente non abbia nemmeno la forza di chiedere delle risposte concrete.

Creando una storia fatta di stranezze, iperboli e gesti che fanno venire i brividi per quanto cozzano con il normale buon senso di cui tutti siamo dotati, McKay racconta una storia in cui è impossibile non trovare analogie con un presente equamente diviso tra realtà scientifiche troppo deludenti per essere ascoltate e promesse politiche quasi completamente scollegate dalla realtà, il tutto condito da strampalate teorie del complotto e da fake news condivise senza pietà.

Che si parli di Covid-19, riscaldamento climatico, buco nell’ozono o di un asteroide in rotta di collisione con la Terra, la frustrante narrazione di “Don’t Look Up” coglie su vari livelli molte incoerenze tristemente tipiche del periodo storico che stiamo vivendo e, come spesso accade, anche noi trattiamo i nostri scienziati come delle Cassandre qualunque.

Battuta migliore: “Ma che diavolo ci sta capitando a tutti? Mio Dio, non riusciamo neanche a comunicare tra di noi! Cosa abbiamo fatto noi stessi? Come si risolve?”

 

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI