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Tamponi: positivi, contatti diretti, sintomatici, asintomatici, facciamo chiarezza - BergamoNews
L'intervento

Tamponi: positivi, contatti diretti, sintomatici, asintomatici, facciamo chiarezza

In farmacia, per legge, si può fare il tampone solo a persone asintomatiche. Anche se contatto di positivi, ma asintomatiche

La farmacista di Bergamo Oriana Ruzzini prova a far chiarezza sulle nuove normative regionali riguardo la gestione tamponi e quarantene.

Positivi, contatti diretti, sintomatici, asintomatici. Facciamo chiarezza.

Da ieri, mercoledì, in Lombardia è entrato in vigore un nuovo regolamento per cui i contatti diretti asintomatici dei positivi possono andare in farmacia a fare il tampone e certificare la loro negatività alla fine della quarantena.

Qualora l’asintomatico risulti positivo non occorre prenotare il molecolare (operazione fino a ieri in carico alla farmacia) poiché l’esito dell’antigenico vale e sancisce l’inizio dell’isolamento.

La fine dell’isolamento del positivo è invece determinata dal molecolare, negativo, prescritto dal medico ed eseguito nei centri dell’asst o privati accreditati.

Quindi in farmacia, per legge, si può fare il tampone solo a persone asintomatiche. Anche se contatto di positivi, ma asintomatiche.

Si osservano invece richieste di tampone da parte di persone con febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, che dicono di essere mandate dal medico. Pediatri che prima di visitare il bambino con la tosse chiedono il tampone fatto in farmacia.

Penso che occorra essere chiari: chi manifesta sintomi deve contattare il proprio medico che può egli stesso fare il tampone o inviare al domicilio l’unità Usca o invitare il malato ad andare negli appositi hub, con prescrizione.

Hub che purtroppo sono pochi, distanti, sovraffollati, è vero. Ma questa non è una giustificazione per concentrare sintomatici in farmacia, ambiente frequentato da fragili e anziani.

Oltre alla carenza di hub per fare tamponi resta un importante vuoto normativo, dal mio punto di vista. Che è quello del self test.

Chi pratica da sé il tampone domiciliare e ottiene un esito positivo deve poter certificare l’esito. Se è sintomatico il medico lo indirizzerà presso gli hub, o invierà l’unità Usca o gli farà un tampone durante la visita. Se è positivo asintomatico la procedura più logica sarebbe comunque quella di isolarlo, non di invitarlo a recarsi in farmacia per certificare: il medico potrà verificare con un tampone a domicilio o drive through presso un hub.

Far circolare positivi, farli entrare in farmacia con altri clienti, malati cronici e anziani, non dovrebbe essere la possibilità di elezione ma la più remota.

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