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Covid

Boom di contagi e quarantene, Remuzzi: “Cambiare le regole per non paralizzare il Paese”

Il direttore dell'istituto Mario Negri è intervenuto alla trasmissione "In Onda" su La7

“La variante Omicron si sta diffondendo così rapidamente che, se mantenessimo le regole applicate finora, la maggior parte delle persone finirebbe per trovarsi in qualche forma di isolamento e il Paese rimarrebbe paralizzato”. Così il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, si esprime in merito alla possibilità di ridurre la quarantena da 10 a 5 giorni e di non farla affatto per chi ha la terza dose di vaccino.

Su questo argomento si sta concentrando l’attenzione del governo e degli esperti considerando l’aumento dei contagi da Covid registrato negli ultimi giorni. Intervenendo alla trasmissione “In Onda“, su La7, il professor Remuzzi ha spiegato: “La variante Omicron si diffonde molto rapidamente: i contagi raddoppiano di giorno in giorno e, probabilmente, tra pochi giorni arriveremo a 120mila. L’esigenza di cambiare le regole dipende soprattutto dal fatto che, se le mantenessimo come sono state applicate finora, a un certo punto la maggior parte delle persone finirebbe per essere in qualche forma d’isolamento e questo paralizzerebbe il Paese: se ne sono resi conto negli Stati Uniti e in Inghilterra, e si comincia a cambiarle usando soprattutto il buonsenso”.

“Quello che facevamo prima – aggiunge il direttore dell’Istituto Mario Negri – era corretto per proteggerci dal contagio e immagino che quello che cercheremo di fare domani sia più o meno ciò che ha suggerito il Centre of Disease Control degli Stati Uniti, cioè portare la quarantena da 10 a 5 giorni e non farla affatto per chi ha ricevuto la terza dose di vaccino. La politica deve tener conto della società, della scuola, degli ospedali, dei medici e di chi è produttivo nelle attività economiche perchè bisogna considerare che rispetto alla malattia la cosa peggiore è la povertà: non c’è niente che si associ alla malattia come la povertà”.

Infine, rispondendo a una domanda del conduttore, David Parenzo, sulla possibilità che in futuro i positivi asintomatici possano recarsi al lavoro e avere una cosiddetta vita normale, il professor Remuzzi ha osservato: “Dovremo capire come si comporta la variante Omciron. In base a quanto sappiamo da tre studi – due pubblicati e uno in corso di pubblicazione – è molto possibile che assomigli più a un raffreddore che a una malattia che si complica con polmonite e interessamento polmonare piuttosto che soltanto con raffreddore e un po’ di tosse che riguarda le prime vie aeree. Se fosse così, è possibile che pian piano si possa tornare a fare una vita normale, sarà certamente così per gli asintomatici”.

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