Quantcast
“Se i contagi aumentano, possibile quarta dose per i più fragili" - BergamoNews
Lo scenario

“Se i contagi aumentano, possibile quarta dose per i più fragili”

La dottoressa Ariela Benigni dell'Istituto Mario Negri illustra le possibili evoluzioni della campagna vaccinale anti-Covid

Omicron, la nuova variante del virus SARS-CoV-2 è molto contagiosa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità invita a monitorare con attenzione le evoluzioni della pandemia da Covid-19 per capire se potrà addirittura rimpiazzare la Delta.

Nei giorni scorsi, per questo, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha esortato tutti i Paesi a potenziare il tracciamento, i test e il sequenziamento.

Secondo le previsioni, elaborate considerando i dati disponibili finora, potrebbe diffondersi in maniera significativa. Al momento il maggior numero dei casi si concentra in Sudafrica, dove è stata identificata, ma anche l’Europa, Italia compresa, ormai sta registrando un vero e proprio boom.

E quali sono i possibili scenari? La dottoressa Ariela Benigni, segretario scientifico e coordinatore delle ricerche delle sedi di Bergamo e Ranica dell’Istituto Mario Negri, spiega: “Non sono stati ancora pubblicati studi sull’efficacia dei vaccini anti-Covid contro la variante Omicron ma secondo i dati che si stanno raccogliendo in real life sembra che la somministrazione di tre dosi sia sufficiente per proteggerci. Se dovesse diffondersi largamente, però, potrebbe rendersi necessario ricorrere alla quarta dose – un’ipotesi che è già stata ventilata da più parti – o a un aggiornamento del vaccino”.

“La quarta dose – aggiunge la dottoressa Benigni – potrebbe essere indicata per chi ha un difetto nel sistema immunitario perché ha una malattia congenita (malattie autoimmuni) oppure perché ha effettuato un trapianto e sta assumendo farmaci immunosoppressori, ma anche per i dializzati o i gli anziani”.

In merito alle possibili revisioni dei vaccini attualmente disponibili, infine, la dottoressa Benigni osserva: “Modificare quelli che funzionano con una tecnologia a mRna (Pfizer e Moderna) non è particolarmente complicato: bisogna sintetizzare un Rna messaggero che abbia le sequenze mutate delle varianti, si tratterebbe di una procedura fattibile in tempi non troppo lunghi. Prima di mettere in campo un vaccino, però, bisogna capire la gravità, l’aggressività e la pericolosità di questa variante: l’andamento della pandemia nelle prossime settimane, quindi, sarà decisivo per valutare come gestire la situazione”.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI