Quantcast
"Coi presepi faccio conoscere gli artigiani delle favelas e delle zone povere del mondo" - BergamoNews
La bella storia

“Coi presepi faccio conoscere gli artigiani delle favelas e delle zone povere del mondo”

Carla Morlotti trent'anni fa ha creato Kenty, un'impresa che dà lavoro alle popolazioni dei pueblos attorno a Lima: le natività vengono vendute in tutta Europa e negli Stati Uniti

Bergamo. Piccole statuine in legno, in cartapesta, in ceramica, scene di natività che rivelano tutta l’abilità degli artigiani peruviani. Racchiudono la storia di un popolo antico, mescolano stili diversi a metà tra la cultura incaica e quella più recente portata dai conquistatori spagnoli delle terre del Sudamerica.

Da circa 30 anni Kenty, l’impresa nata dall’entusiasmo della bergamasca Carla Nadia Morlotti, commercializza presepi e altri oggetti di artigianato in tutto il mondo, realizzati da famiglie e piccole cooperative delle zone disagiate attorno a Lima, ma anche in Ecuador, Indonesia e Thailandia.

 

nadia carla morlotti

 

 

Carla Nadia Morlotti ha 60 anni e dopo gli studi in Economia e commercio, inizia a lavorare in progetti di cooperazione trascorrendo diversi anni in Nicaragua. Si sposta poi in Perù, a Terapoto, ma la guerra civile la costringe a trasferirsi a Lima per motivi di sicurezza.

“Qui ho conosciuto diversi volontari che lavoravano nella cintura della città, nei pueblos, le favelas dove risiedono le popolazioni andine fuggite dai luoghi di origine a causa delle violenze nate durante lo scontro tra militari, paramilitari e guerriglieri. Sono famiglie che vivono nella povertà, in alloggi di fortuna, in condizioni di precarietà”, racconta.

Sulle Ande questi popoli si dedicavano alla pastorizia, all’agricoltura e all’artigianato, nei pueblos si arrabattano come possono per sopravvive.

 

nadia carla morlotti

 

 

Così a Carla viene un’idea: “Le loro abilità artigiane erano davvero notevoli. Abbiamo pensato di creare dei piccoli laboratori attraverso un progetto sociale, ma il problema era come commercializzare le loro opere. In Perù i bianchi non erano interessati ai lavori degli indigeni, così abbiamo cominciato a presentarli nelle fiere internazionali. I presepi sono piaciuti tantissimo: in Europa, in particolare in Francia e in Spagna, ma anche negli Stati Uniti, ci sono numerosi collezionisti sempre alla ricerca di pezzi particolari”.

Kenty è un’impresa che punta molto sull’aspetto sociale: “Ciò che facciamo è pre-finanziare i lavori, ovvero acquistiamo il materiale che poi consegniamo ai laboratori artigiani. Ciò su cui abbiamo puntato è la creazione di un’attività stabile, che non sia fine a se stessa e l’impegno di tutti questi anni ha dato i suoi frutti. Grazie a questo progetto abbiamo aiutato numerose famiglie, creato coesione sociale, ridato dignità attraverso il lavoro ad una popolazione che aveva perso tutto, valorizzando le sue abilità e la sua storia, creando sviluppo a livello economico”.

Ogni anno c’è un gran lavoro di preparazione prima di iniziare la produzione delle collezioni: “Studiamo il design, recuperando informazioni storiche per scoprire materiali, forme, disegni, colori della tradizione. Poi prepariamo il catalogo che cerchiamo sempre di arricchire con nuove proposte. Ultimamente, grazie ad un abilissimo artigiano di Lima, abbiamo dato vita alla linea “Presepi del mondo”, in ceramica, dove la natività viene raffigurata con uno sfondo che richiama le città più famose”.

Un’altra linea molto apprezzata è quella dei retablos, dei presepi artistici realizzati all’interno di una scatola di legno con sportelli decorati che si possono aprire e chiudere.

 

nadia carla morlotti

 

 

“Ci sono diversi livelli di abilità tra le persone che lavorano per Kenty – continua Carla Morlotti -. Si va dal semplice artigiano all’artista che realizza delle vere e proprie opere d’arte. Ci sono quindi presepi che hanno un piccolo costo fino ad arrivare a pezzi importanti con un valore economico molto alto, che solitamente vengono acquistati dai musei o collezionisti privati, quasi sempre alti prelati”.

Kenty vende circa 50mila presepi all’anno e grazie a questo progetto decine di famiglie si sono riscattate: alcuni artigiani sono riusciti a far laureare i propri figli, altri hanno avviato anche un commercio in proprio.

A gennaio, dopo due anni, Carla Nadia Morlotti tornerà finalmente in Perù: “Solitamente ci andavo due volte l’anno, ma con la pandemia in corso non sono potuta partire né nel 2020 né nel 2021. Non vedo l’ora di fare le valigie e rivedere le famiglie che collaborano con Kenty”.

 

nadia carla morlotti
Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI