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Cartelli contro i bivacchi? Gori: “Vogliamo una città decorosa, quell'immagine è un dettaglio infelice" - BergamoNews
Bilancio 2021

Cartelli contro i bivacchi? Gori: “Vogliamo una città decorosa, quell’immagine è un dettaglio infelice”

Bilancio di fine anno davanti all'albero di Natale per la Giunta Gori, il 2022 Bergamo sarà capitale del volontariato. Il cartello contro i bivacchi, l'immigrazione, l'annullamento della festa di capodanno....

Bergamo. I cartelli contro i bivacchi? “Vogliamo una città decorosa, ma quell’immagine sul cartello è un dettaglio sbagliato al quale rimedieremo al più presto”. Il caro bollette? “Attendiamo le misure del Governo anche se per ora non abbiamo avuto richieste, siamo molto attenti alle fasce più deboli”. Bergamo capitale della Cultura? “Stiamo lavorando e c’è molto da fare, ma nel 2022 Bergamo sarà capitale del volontariato”. Le grandi opere? “C’è anche altro. Loredana Poli sta seguendo un progetto con altre istituzioni per aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Forse non si vedrà come un cantiere ma confidiamo che avrà ottime ripercussioni per i nostri ragazzi”. La scelta di sospendere la festa di Capodanno in piazzale Alpini? “Dovuta ai dati dei contagi, siamo per la cautela, l’invito è esteso a tutti perchè non ci siano altri assembramenti”. Immigrazione? “Vorrei si aprissero nuovi flussi e che si parlasse di integrazione”. 

Sono solamente alcune frasi in sintesi dello scambio d’auguri tra Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, la Giunta e i giornalisti.

Le luci rosse scintillanti della ruota panoramica e dell’albero di Natale, il logo di Bergamo Brescia capitali della cultura 2023 proiettato sulla facciata di Palazzo Frizzoni, la solennità della “Battaglia di Legnano” della sala consiliare del Comune di Bergamo sono la cornice per gli auguri di Natale della giunta Gori. Una cornice “dorata” che potrebbe trarre in inganno, confondere, portare fuori rotta: il palazzo dove ha sede il potere lontano dalla gente, dai cittadini. Ed invece non è così. Anzi, l’attenzione è per il “bene comune”. Certo, forse da qualche parte deve esserci una piccola serie di cartelline “nere” che andrebbero affrontate come il parking Fara o il treno per Orio… Ma come ai pranzi di Natale, quando a tavola certi argomenti non devono essere affrontati, anche qui il bon ton chiede una sospensione. Una tregua. Tempi e approfondimenti ci saranno, ma non ora.

Dodici mesi esatti fa, sempre qui a Palazzo Frizzoni, tra le rose di Natale e un elegante brindisi Gori guardava all’anno in arrivo con molta speranza visto l’arrivo dei vaccini. Sindaco Gori, che cosa è cambiato?
Bergamo e la sua terra sono stati capaci di risollevarsi in modo straordinario. Il 95% della popolazione si è sottoposta al primo vaccino e una buona percentuale ha già fatto anche la terza dose. C’è un clima che ci consente di essere positivi e fieri dei risultati raggiunti. Risultati che hanno aiutato anche la ripresa dell’economia, come dimostrano tutti gli indicatori dall’export all’occupazione. Certo siamo preoccupati per il rincaro dell’energia che pesa sul mondo produttivo e sul caro bollette per le famiglie.

Il Governo ha stanziato somme per ridurre il caro bollette. Qualche cittadino si è rivolto a voi chiedendo aiuto?
Per ora no. Ma confidiamo che le misure prese da Governo possano rispondere a questo rincaro che non interessa solamente l’energia, come luce e gas, ma penso anche ai prodotti finali.

Sulla facciata di Palazzo Frizzoni viene proiettato il logo di Bergamo-Brescia capitale della cultura 2023. Siete già proiettati oltre l’anno che verrà?
Lo sguardo è al 2023, con tanti progetti da concretizzare. L’iniziativa di essere capitale della cultura è un progetto ambizioso al quale sta lavorando moltissimo Nadia Ghisalberti. Tutti gli assessori sono impegnati, nei diversi settori, perché Bergamo risponde bene a quell’appuntamento e si proietti oltre lasciando sul territorio un modello.

Siete soddisfatti del milione di euro che è stato stanziato per il 2023 dal Governo?
Tutti i fondi che arrivano a supporto dei progetti sono importanti. Stiamo coinvolgendo anche molti privati e poi Fondazione Cariplo ha pubblicato dei bandi che possono aiutare associazioni e privati a concretizzare alcuni progetti.

Che cosa si aspetta dalla capitale 2023?
L’idea è chiara. Non deve essere solamente un calendario di iniziative, deve essere un’occasione per ripensare la cultura, la sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica, l’istruzione, l’approccio al sociale. L’occasione è trasversale a diversi campi e vorremmo fosse tale.

Il 2022 sarà quindi un anno di vigilia?
Tutt’altro. Bergamo il prossimo sarà Capitale del volontariato. Un appuntamento importante che rispecchia molto bene quel cordone sociale che ha permesso alla nostra città di superare l’emergenza del Covid. Sarà l’occasione per rivalutare e migliorare se possibile la grande rete di volontariato che Bergamo vanta e pensare anche ad un ricambio generazionale.

Lei ha abituato Bergamo a grandi passi, è uscita da un provincialismo. Che cosa sogna ancora per questa città? Che cosa ha in serbo per il futuro?
Sogno di concretizzare ciò che abbiamo pensato per Bergamo. La lista degli impegni è molto lunga. Penso alle infrastrutture, alla sistemazione di parchi: l’elenco è molto esteso. Decidere un intervento chiede tempo e determinazione, ora dedico molto anche all’esecuzione. So già che molto di ciò che abbiamo progettato e pensato non lo vedremo realizzato, ma lasciamo ottime basi. Poi ci sono interventi che non sono opere pubbliche visibili. Penso al progetto che sta portando avanti l’assessore Loredana Poli con altri enti che punta ad accompagnare i ragazzi e i giovani che studiano al mondo del lavoro. Una proposta bellissima che guarda alle nuove generazioni.

Senta, c’è questo cartello contro il bivacco….
Vogliamo un città accogliente e decorosa, ma non vogliamo bivacchi. Quell’immagine sul cartello è un dettaglio sbagliato al quale rimedieremo al più presto. La scelta di quella icona non è stata particolarmente felice, l’assessore Marchesi ha già provveduto perché venga rimosso.

Tema immigrazione. A breve il Gleno dovrà essere riconsegnato. Che succederà?
A me sembra più significativo che il bando per l’accoglienza sia andato deserto. E non solamente a Bergamo, ma anche a Brescia ed in altre città. La nuova responsabile per il Dipartimento dell’immigrazione è Ferrandino, già Prefetto di Bergamo. Credo si debba riaprire il tema dell’immigrazione, purtroppo quando Salvini è stato Ministro dell’Interno le cose sono peggiorate. Ma credo sia necessario riaprire ad una politica dei flussi immigratori, la nostra società sta invecchiando e le imprese necessitano di personale, di forza lavoro. E poi mi piacerebbe che più che di immigrazione si parlasse di integrazione. Quella è la strada per il futuro.

Gori si ferma e lascia il testimone a Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura, e a Sergio Gandi, vice sindaco e assessore al Bilancio.

Nadia Ghisalberti: “Per Bergamo Brescia capitali della Cultura è un progetto di grande ambizione e sfida, unisce due città che sono chiamate a collaborare e ad unire le forze. Un lavoro sfidante e complesso, le due città hanno sempre dialogato e sono in sintonia, a partire dai loro sindaci e dalle due amministrazioni comunali. Un dialogo e una sintonia che stiamo trasmettendo anche ad altri enti e associazioni. Il logo racchiude bene questo spirito di inclusione”.

Sergio Gandi: “Il primo obiettivo che avremo a gennnaio 2022 è chiudere il bilancio preventivo. Trovare l’equilibrio è molto delicato, anche per i mutui che abbiamo acceso per realizzare importanti opere pubbliche”.

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