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Aerei meno inquinanti: più del previsto allo scalo di Bergamo

Ryanair a questo punto dell'anno ne avrebbe dovuti basare 7, ma ne ha già 11: a questi se ne aggiungono altri, anche di altre compagnie come WizzAir, che operano regolarmente sullo scalo

Orio al Serio. Impronta acustica ridotta del 40% e contestuale abbattimento delle emissioni di Co2 del 16%: sono le caratteristiche dei nuovi Boeing 737-8200 coi quali Ryanair ha deciso di rinnovare la propria flotta e che da luglio ha iniziato a basare all’aeroporto di Orio al Serio.

Un velivolo dal nomignolo evocativo, “Gamechanger”, sul quale la compagnia aerea che batte bandiera irlandese ha deciso di puntare con decisione in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale.

Fisiologico che Orio al Serio, sua base principale in Italia e tra le più importanti in Europa, avesse una certa priorità in questo processo che, alla prova dei fatti, è anche più rapido del previsto.

Il 26 giugno si era registrato il primo passaggio assoluto, sulla tratta Londra Stansted-Bergamo, mentre il 23 luglio è arrivato anche il primo aeromobile di stanza allo scalo bergamasco, con livrea Malta Air e destinazione Malaga: secondo cronoprogramma originale, da quel giorno alla fine dell’anno ne sarebbero dovuti arrivare 7, 10 entro l’estate del 2022.

“Ad oggi sono invece già 11 quelli basati all’aeroporto di Orio al Serio, 8 dei quali con livrea Malta Air e i restanti 3 con tradizionale Ryanair – rivela il direttore generale di Sacbo Emilio Bellingardi – A questi si aggiungono quelli che regolarmente operano sul nostro scalo e non solo della compagnia irlandese: ad esempio, anche WizzAir vola con Airbus A321 che hanno caratteristiche simili dal punto di vista delle emissioni, anche se per ora nessun velivolo di quel tipo è basato a Bergamo. Il numero di movimenti operati con velivoli di nuova generazione è quindi già molto alto”.

Sacbo guarda con molta attenzione all’impatto ambientale dei nuovi aerei, che sarà valutato in modo più approfondito all’inizio del nuovo anno, analizzando i dati a sei mesi dall’inizio dell’operatività dei 737-8200: un periodo congruo per avere a disposizione una buona mole di informazioni, sufficienti a valutare con oggettività l’impatto ambientale.

In realtà un anticipo si è già avuto nella commissione aeroportuale dello scorso 4 ottobre, quando è stato presentato uno studio basato sui dati della rete di monitoraggio nel periodo 1-26 settembre, dal quale sono emersi benefici tangibili nel passaggio dal vecchio Boeing 737-800 al nuovo “Gamechanger”: guardando ai livelli acustici massimi registrati per i decolli, a seconda della postazione di misura si è registrata una diminuzione tra i 4 e i 5 decibel, ma valori simili si sono osservati anche per la rumorosità media degli eventi acustici.

“Nel corso di un anno e mezzo la totalità degli aerei Ryanair dovrebbero avere queste caratteristiche – sottolinea il presidente di Sacbo Giovanni Sanga – Una prospettiva nuova, che va incontro alle esigenze del territorio. Inizieremo anche a produrre nuovi bandi sugli interventi di compensazione e mitigazione ambientale: non neghiamo questa tematica, in tutta Italia il sistema aeroportuale deve farci i conti. Siamo gli unici in Italia ad aver avviato questo processo, con interventi che pesano interamente sul nostro bilancio”

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