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Dibattito sulla Carrara, Italia Nostra: "Visione vecchia, più spettacolare che culturale" - BergamoNews
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Dibattito sulla Carrara, Italia Nostra: “Visione vecchia, più spettacolare che culturale”

Per il consiglio direttivo della sezione di Bergamo di Italia Nostra Onlus Paola Morganti interviene sulle critiche sorte negli ultimi giorni in merito alla gestione e alla ristrutturazione dell'Accademia Carrara

Bergamo. Per il consiglio direttivo della sezione di Bergamo di Italia Nostra Onlus Paola Morganti interviene sulle critiche sorte negli ultimi giorni in merito alla gestione e alla ristrutturazione dell’Accademia Carrara (leggi e leggi).

La sezione di Bergamo di Italia Nastra nel corso degli anni ha più volte contributo al dibattito pubblico sulla Carrara, esprimendosi sulle sorti dell’Accademia di Belle Arti, sul tema delle grandi mostre e sollecitando un costruttivo confronto tra cittadini, esperti del settore e pubblica amministrazione sulle prospettive di un’Istituzione di indubbio vanto per la città.

Furono infatti organizzate dalla sezione di Bergamo di Italia Nostra ben due occasioni di discussione: nel 2007, tra febbraio e aprile, iniziati finalmente i lavori di messa a norma dell’edificio di Simone Elia che ospita la Pinacoteca, la nostra sezione ha promosso un ciclo di 4 incontri dal titolo “Civici Musei D’arte – Spazi, funzioni, forme di gestione” e nel maggio del 2011 la tavola rotonda “Quali prospettive per l’Accademia Carrara” suddivisa in due sezioni dal titolo Investire sulla cultura e il ruolo strategico della Accademia Carrara.

Le molte indicazioni emerse in quelle due occasioni si aggiunsero al dibattito già in corso e portarono l’allora dirigenza dell’Istituzione e l’Amministrazione comunale a ribadire la centralità dell’Istituzione nella vita culturale della città, a mantenerne la gestione in capo al Comune di Bergamo e a nominare una apposita commissione di esperti che definisse i criteri e i modi per il riallestimento del percorso espositivo.

Cosa è cambiato in una manciata di anni?

A noi sembra che il recente passaggio a una gestione privatistica dell’Istituzione (cosa che peraltro rende difficile l’accesso ai benefici previsti dalla L.106/2014 Art-Bonus) abbia semplicemente riportato alla luce il tema ricorrente delle finalità di una raccolta museale pubblica.

Il principio ispiratore della precedente commissione si basava su intendimenti prevalentemente scientifici sia rispetto alla storia dell’arte sia alla storia del collezionismo che ha caratterizzato il Settecento e consentito la nascita dell’Istituzione Carrara con le sua Galleria e la scuola di pittura, ma anche rispetto alla possibilità di percepire la realtà di una produzione cosiddetta “minore” fondamentale per comprendere i processi che hanno portato alla realizzazione di capolavori assoluti.

Il principio ispiratore del nuovo riallestimento sembra riportarci a una visione assai più commerciale e spettacolare; si torna a parlare di un percorso di soli capolavori e di spazi per allestire “grandi mostre”, di “prestiti” di numerose opere a museo lontani a pinacoteca aperta al pubblico; insomma, ci sembra un percorso a ritroso!

Necessario per la sopravvivenza della Carrara?

Veramente è l’unico modo possibile?

Ci permettiamo infine di osservare che ci sembrano cambiate anche le modalità di approccio ai temi della cultura, raramente oggetto di discussione aperta a tutte le componenti della nostra collettività, fortemente caratterizzata dalla presenza di volontariato anche in questo settore.

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