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Alopecia, il dermatologo: “Come riconoscere il disturbo e trattarlo in modo efficace” - BergamoNews
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Salute

L'intervista

Alopecia, il dermatologo: “Come riconoscere il disturbo e trattarlo in modo efficace”

Ne parliamo con il dottor Antonio De Bitonto, responsabile dell’unità di dermatologia del Policlinico San Marco, dermatologo del Policlinico San Pietro e di Smart Clinic “Le Due Torri” di Stezzano, strutture del Gruppo San Donato

È fonte di ansia e disagio, tanto da arrivare ad avere un forte impatto sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono. Parliamo dell’alopecia, una malattia molto comune che comporta la progressiva e, a volte inarrestabile, perdita dei capelli fino, in alcuni casi, alla calvizie. È proprio questo cambiamento nell’aspetto fisico che ha un forte impatto a livello psicologico negli uomini ma in particolare nelle donne, poiché i capelli sono da sempre considerati il simbolo della femminilità. Fondamentale se si nota una perdita abbondante o improvvisa di capelli è affidarsi al consulto di uno specialista, che potrà consigliare la terapia più adeguata in base all’origine e, in buona parte dei casi, risolvere il problema. Ne parliamo con il dottor Antonio De Bitonto, responsabile dell’unità di dermatologia del Policlinico San Marco, dermatologo del Policlinico San Pietro e di Smart Clinic “Le Due Torri” di Stezzano, strutture del Gruppo San Donato.

Dottor De Bitonto, cos’è esattamente l’alopecia?

L’alopecia è una patologia che comporta una notevole diminuzione della quantità dei capelli o dei follicoli piliferi, ovvero delle cavità all’interno del derma da cui si origina il pelo. Può manifestarsi come una perdita graduale a partire dalla sommità della testa con la comparsa di chiazze di calvizie, può avere un esordio improvviso e, inoltre, essere associata alla perdita dei follicoli piliferi in altre parti del corpo. La patologia può manifestarsi in due forme: cicatriziale o non-cicatriziale. Nel primo caso la perdita di capelli è dovuta all’atrofizzazione dei follicoli piliferi, ovvero delle cavità all’interno del derma da cui si origina il pelo, ed è irreversibile. L’alopecia non cicatriziale invece è causata da processi che riducono o rallentano la crescita dei capelli senza danneggiare irreparabilmente il follicolo pilifero e tendenzialmente sono temporanei.

Quali sono le cause d’insorgenza della patologia?

I fattori che possono causare l’alopecia sono numerosi. In primis genetici, ma anche ormonali, quando è coinvolta la tiroide o ci sono disfunzioni relativi all’ipofisi o al testosterone. Inoltre, la patologia può essere generata molto spesso da carenze nutrizionali, poiché, l’alimentazione gioca un ruolo determinante. L’anoressia, ad esempio, porta il malato a sensibili perdite di capelli, venendo a mancare il giusto apporto proteico e vitaminico (vitamina D e Ferro). Anche fattori psicologici giocano un ruolo determinante. Periodi prolungati di stress causati da traumi o depressione portano infatti alla caduta di capelli causando un grave diradamento del cuoio capelluto. Infine, anche forti cure chimico-farmacologiche come la chemioterapia, cure per insufficienza cardiaca, oltre ad antidepressivi contribuiscono alla perdita dei capelli.

Quali sono le tipologie di alopecia?

L’alopecia androgenetica, chiamata anche calvizie, è la più comune malattia dei capelli. Colpisce circa l’80% degli uomini e il 50% delle donne, con un maggior numero di episodi con l’aumentare dell’età. Nella donna in particolare la malattia si manifesta spesso dopo la menopausa. L’origine di questa patologia dipende da due cause concomitanti: sensibilità del capello agli ormoni androgeni (ormoni maschili) presenti nell’organismo e predisposizione genetica. Le manifestazioni dell’alopecia androgenetica risultano diverse nei due sessi. Negli uomini, si verifica un progressivo diradamento nell’area fronto-temporale e nel vertice, mentre nella donna sono interessati soprattutto il vertice e la zona frontale. In alcuni casi, è accompagnata da seborrea e desquamazione. Esiste poi l’alopecia areata. Si tratta di una malattia autoimmune dei bulbi piliferi (reazione anomala del sistema immunitario che riconosce come estranei i bulbi piliferi e li colpisce), talora associata ad altre patologie autoimmuni (tiroide, gastrite, vitiligine). Provoca la caduta dei capelli a chiazze grandi come una moneta o più estese e, a volte, anche dei peli di ciglia, sopracciglia, barba o altre parti del corpo ed è un fenomeno che colpisce indipendentemente dal sesso e dall’età. Il decorso della malattia è particolare: in alcuni casi basta un solo giorno perché si formino una o più chiazze prive di capelli, in altri si può assistere a una perdita massiva in poco tempo. La causa che porta alla comparsa dell’alopecia areata è spesso un trauma psichico o un periodo di particolare stress. Capita di frequente infatti che la chiazza compaia dopo un lutto in famiglia, un incidente stradale o la perdita del lavoro, tutti eventi che hanno un forte impatto emotivo. Nel caso dell’alopecia areata con chiazze di piccole dimensioni talora i capelli ricrescono da soli. La maggior parte dei casi richiede trattamenti specifici, su consiglio dello specialista.

Quando rivolgersi al medico?

Se si nota un incremento della caduta dei capelli rispetto al normale (il numero di capelli che si perde generalmente al giorno è di circa 60-80).

Come si diagnostica la patologia?

Per avere una certezza diagnostica e individuare il trattamento più adeguato è necessario chiedere il consulto di uno specialista. Il dermatologo per prima cosa esamina la storia clinica del paziente per individuare eventuali cause scatenanti (familiarità, malattie, assunzione di farmaci, diete, eventi stressanti etc.) il problema. In seguito esegue l’esame obiettivo del cuoio capelluto. Sulla base delle informazioni raccolte, sarà lo specialista a decidere se sia necessario effettuare esami aggiuntivi: esami del sangue, controllo dei valori ormonali o della tiroide etc.

E come si può curare?  

Il trattamento varia a seconda della causa scatenante il problema. Come detto in precedenza, sono rari i casi in cui il diradamento si risolve da solo e i capelli ricominciano a crescere da soli. Altre volte, in particolare quando alla base dell’alopecia c’è un problema organico, può invece essere necessario assumere una terapia farmacologica. Nel caso dell’alopecia areata, ad esempio, il trattamento prevede la somministrazione di corticosteroidi per uso topico. Un altro farmaco consigliato sia per l’alopecia areata sia per l’androgenetica è il Minoxidil 5% che, se utilizzato per via topica, stimola la crescita di peli e capelli. Per trattare nello specifico l’alopecia androgenetica di tipo maschile, si è rivelata efficace la terapia topica con finasteride, farmaco capace di inibire la conversione del testosterone in diidrotestosterone (ormone responsabile dell’assottigliamento e diradamento dei capelli). Il trattamento per via topica inoltre è risultato avere meno effetti collaterali rispetto a quello per via sistemica e ha dato risultati preliminari incoraggianti. Per quanto riguarda invece le forme di alopecia areata resistenti alla terapia topica, si effettuano infiltrazioni di steroidi intralesional. Infine, i farmaci immunosoppressori possono essere impiegati nei casi più gravi di alopecia areata. Grazie alla loro attività, infatti, riducono l’attacco del sistema immunitario nei confronti dei follicoli piliferi. Oggi esistono trattamenti che permettono di risolvere anche casi di alopecia permanente, come per esempio il trapianto di capelli o altre procedure chirurgiche. Infine, tra le soluzioni più innovative c’è anche il trattamento a base di plasma ricco di piastrine o PRP.

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