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“Spider-Man: No Way Home”: da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità - BergamoNews

Cinema

La recensione

“Spider-Man: No Way Home”: da grandi poteri derivano sempre grandi responsabilità

Dopo che la sua vera identità è stata svelata la mondo intero, Peter Parker si vede costretto a chiedere aiuto al Dottor Strange per cercare di vivere una vita il più normale possibile, ma questo provoca delle conseguenze molto particolari

Titolo originale: “Spider-Man: No Way Home
Regia: Jon Watts
Durata: 148’
Genere: Azione, fantascienza
Interpreti: Tom Holland, Zendaya, Benedict Cumberbatch, Jacob Batalon, Marisa Tomei, Jon Favreau
Programmazione: Cinema
Valutazione IMDB: 9.1/10
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=ZBPAGbR6AHM

Dopo che Quentin Back / Mysterio ha rivelato al mondo intero la vera identità dell’Uomo Ragno (Tom Holland), la vita di Peter Parker e compari cambia radicalmente.

La sua famiglia è in pericolo, MJ (Zendaya) e Ned (Jacob Batalon) vengono arrestati con lui, la sua domanda di iscrizione al M.I.T. viene respinta d’ufficio e l’idea di dover vivere un’esistenza da recluso che sbuca solo in caso di crimini prende sempre più piede. In preda alla disperazione Peter si rivolge all’amico Stephen Strange (Benedict Cumberbatch), tornato in vita come il ragazzo dopo la battaglia con Thanos, per chiedergli di fare un incantesimo che faccia dimenticare a tutto il mondo la sua identità. Il Dottore è titubante ma alla fine accetta e, ignorando completamente i consigli del fidato Wong, lancia un sortilegio che però Peter interrompe più volte, portando così alla comparsa di strani personaggi dal suo passato.

Basato sull’omonimo personaggio della Marvel Comics, “Spider-Man: No Way Home” è un film co-prodotto da Columbia Pictures e Marvel Studios. È il sequel di “Spider-Man: Far From Home” e il ventisettesimo capitolo dell’ormai mastodontico Marvel Cinematic Universe. Portando sul grande schermo la grande storia di crescita di uno dei supereroi più sfaccettati dell’intero MCU, Jon Watts racconta una vicenda che mischia elementi action fantascientifici a complessi concetti di fisica quantistica in modo da rendere il più verosimile possibile la collisione tra universi e realtà diverse in unico punto dello spazio-temporale. Preparate i fazzoletti perché il ritorno dell’amichevole supereroe di quartiere a 2 anni di distanza sarà ricco di colpi di scena, identità condivise e personaggi del passato grazie a quel “multiverso” su cui la Marvel ha deciso di fare all-in nei suoi ultimi film.

Lasciando da parte quel Peter immaturo, timido e appena adolescente dei primi capitoli, il tono della narrazione di “No Way Home” predilige una storia più seria ed impegnata in cui il ragazzo, non più all’ombra di un gigante come Tony Stark / Robert Downey Jr., è costretto a fare i conti con le reali conseguenze delle sue azioni, buone o cattive che siano. Grazie ad un Tom Holland sempre più adulto e ad una sceneggiatura convincente, che come nel capitolo precedente è firmata dal duo McKenna-Sommers, lo spettatore è quindi immerso in una storia che si giostra molto bene in grande equilibrio tra il vecchio e il nuovo, fungendo pienamente da tributo ad uno dei supereroi più amati dal grande pubblico ma contemporaneamente dandogli nuova verve, rinnovandolo sotto vari aspetti.

Si sa però, la riuscita di un cinecomic non dipende solo dalla scrittura del protagonista o dagli effetti speciali (comunque superbi come d’altronde ci ha abituato Sony negli anni), ma deve anche passare dalla malvagia efficacia di un antagonista degno di questo nome. Nel caso specifico di “No Way Home” è forse questo il campo in cui la storia fa quel salto di qualità inaspettato che eleva gran parte della narrazione a viaggio introspettivo che, oltre ad esplosioni, tute robotiche e piani per conquistare il mondo, cambierà radicalmente l’anima di un ragazzo costretto dalle contingenze a crescere in un colpo solo.

Completo, atipico ed emozionante, l’ultimo capitolo della saga di Spider-Man dà molto più di quanto fosse lecito aspettarsi ma questa ormai, più che l’eccezione, sembra essere la regola per il Marvel Cinematic Universe.

Battuta migliore: “Attento a ciò che desideri, Parker”

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