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In Bergamasca 20 case e 6 ospedali di comunità più 12 centrali operative territoriali - BergamoNews
Riforma sanitaria

In Bergamasca 20 case e 6 ospedali di comunità più 12 centrali operative territoriali

La delibera della Giunta Regionale nella seduta di mercoledì 15: fondamentale la collaborazione con Ats Bergamo, le tre Asst e gli enti locali

Bergamo. Nella Bergamasca 20 case di comunità, 6 ospedali di comunità e 12 centrali operative territoriali che andranno a potenziare l’assistenza sul territorio, nonché una forte integrazione tra il sistema sanitario, sociosanitario e socioassistenziale per una presa in carico complessiva dei bisogni del cittadino. Questa la delibera della Giunta regionale nella seduta di mercoledì 15 dicembre.

In una prima fase, la Regione ha identificato gli immobili idonei di proprietà del Servizio Sanitario Regionale. In seguito, grazie anche ad un percorso condiviso con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, sono state individuate le strutture di proprietà degli Enti Locali idonee a svolgere le funzioni di Casa della Comunità e Ospedali di Comunità andando a delineare un quadro complessivo in cui si è cercato di coprire tutto il territorio bergamasco.

“L’identificazione di queste strutture è l’esito di un lavoro coordinato tra ATS Bergamo, le tre ASST e gli enti locali iniziato già a luglio 2021 – dichiara il direttore generale di ATS Bergamo Massimo Giupponi -.  Rispetto ai servizi che le differenti tipologie di strutture devono offrire alla cittadinanza, ATS ha scelto di interpellare i diversi soggetti del territorio che, a vario titolo, possono fornire la loro competenza e professionalità all’interno nei nuovi istituti previsti dal Pnrr. Quindi sono stati realizzati incontri con gli ordini professionali, con i soggetti del terzo settore, con la medicina del territorio e con soggetti privati per raccogliere ipotesi di progettualità che sono in corso di analisi e recepimento. ATS Bergamo, con la finalità di identificare le collocazioni più idonee delle nuove strutture, per garantire al cittadino la caratteristica di massima prossimità, ha lavorato sull’ottimale identificazione dei bacini di utenza”.

Al momento sono attivi tavoli di confronto con le tre ASST per l’analisi dei progetti di fattibilità tecnico-economica identificati dalla fase 1. Attraverso gli stessi tavoli sono stati agevolati confronti con i coordinatori dei centri di riferimento territoriale sullo sviluppo di relazioni e interazioni tra i medici di medicina generale e le case di comunità. È aperto un confronto con le ASST anche sul tema della telemedicina, uno degli elementi portanti della riforma sanitaria regionale e anche del Pnrr.

Restano poche aree scoperte, ma ATS Bergamo è già al lavoro per coprire il fabbisogno necessario: è infatti stata pubblicata una manifestazione di interesse rivolta ai Comuni per l’individuazione di ulteriori immobili idonei ad accogliere i servizi delle case e degli ospedali di comunità. Al momento le aree scoperte sono: l’Alta Val Brembana e il territorio della Bergamo ovest (rispetto alle case di comunità, una per ciascuno) e il distretto di Bergamo (per l’ospedale di comunità).

 

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