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Sei gate, altri negozi, percorsi Schengen e i complimenti del ministro all'aeroporto - BergamoNews
L'inaugurazione

Sei gate, altri negozi, percorsi Schengen e i complimenti del ministro all’aeroporto fotogallery

A Enrico Giovannini piace la visione innovativa di Sacbo. L'ampliamento dell'area Schengen sarà il punto di connessione con la futura stazione capolinea del treno per Orio

Orio al Serio. Sei nuovi gate, una nuova area commerciale e percorsi dedicati ai transiti Schengen: è stato inaugurato mercoledì 15 dicembre, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile Enrico Giovannini il nuovo lato Ovest del terminal passeggeri dell’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio.

Un intervento da circa 22 milioni di euro, che comprende anche l’ampliamento della sala arrivi Schengen con due nuovi caroselli di ritiro bagagli, corsia dedicata coperta per lo sbarco dei bus intercampo e, lato landside, tre piani di uffici riservati a Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Enac, Sanità Aerea e ampliamento della galleria arrivi.

Sale così a 15 il numero dei gate (più 10 per le destinazioni extra-Schengen) e presto la nuova ala sarà anche il punto di connessione con la futura stazione capolinea del treno per Orio al Serio. 

Ma l’inaugurazione, dopo la benedizione di monsignor Carlo Mazza, vescovo emerito di Fidenza, e il taglio del nastro, è stata anche l’occasione per un confronto sullo sviluppo del trasporto aereo all’insegna della multimodalità, percorso che Sacbo da anni ha deciso di sposare.

Fondamentale, in questo senso, il già citato collegamento ferroviario con la stazione di Milano Centrale: attraverso un finanziamento di 170 milioni, in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 Rfi realizzerà una linea a doppio binario  di 5 chilometri tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto, che sarà dotato di una stazione di testa con 4 binari.

Ma in un’ottica di sostenibilità, assume grande rilievo anche il riconoscimento “Airport Bike Friendly” assegnato al “Caravaggio” da Fiab, che fa seguito a quello di EFC, la Federazione Europea dei Ciclisti, che ha reso Sacbo la prima azienda italiana “Amica della Bicicletta”: presto sarà anche ufficialmente il primo aeroporto Bike Friendly d’Europa. 

“Da tempo il nostro aeroporto ha imparato a volare – ha sottolineato il presidente di Sacbo Giovanni Sanga – Aver portato a termine, nel rispetto del cronoprogramma dei lavori e con la feroce pandemia in corso, il progetto di prolungamento lineare dell’aerostazione, che oggi presenta un fronte di 500 metri, mi permette di ribadire la capacità di guardare avanti che ha sempre contraddistinto la politica gestionale di Sacbo”.

Nonostante la pandemia in corso, Sacbo ha confermato i programmi di investimento: “I lavori di ampliamento sono proseguiti, realizzando così due importanti segmenti – ha continuato Sanga – Al blocco sul lato est, inaugurato il 16 luglio 2020, e che ha permesso di ridisegnare l’area riservata ai voli extra-Schengen e aumentare a dieci il numero dei gate, ha fatto seguito il completamento dell’ala Ovest, destinata ai voli Schengen, che ora dispone di 15 gate. Un totale di 25 punti di imbarco”.

“Abbiamo rivolto il nostro interesse e la massima attenzione alle reti ciclabili in espansione, a livello territoriale e interprovinciale come la Bergamo-Brescia, ma anche internazionale con la Monaco-Milano – ha aggiunto il presidente di Sacbo -. Abbiamo già concluso il progetto di fattibilità che completa l’anello ciclopedonale attorno al sedime aeroportuale. Crediamo sia una grande opportunità offrire ai turisti di cimentarsi attraverso percorsi dedicati alla scoperta delle bellezze paesaggistiche, artistiche e architettoniche che Bergamo e la Lombardia offrono”.

Se la multimodalità è uno dei principali obiettivi della società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, non è da meno la sostenibilità: una sfida che sta coinvolgendo anche tutti gli altri soggetti in campo, dalle compagnie aeree ai Comuni e alla Provincia, con la conferma della volontà unanime di portare ad approvazione il famoso piano di Sviluppo Aeroportuale datato ormai 2015.

La chiusura dei lavori è stata affidata al ministro Giovannini: “Questa è una bellissima giornata, che celebra una società, un territorio che guarda e crede al futuro. Quando si dice multimodalità oggi si capisce subito, non era così fino a poco tempo fa: è un concetto che intorno a un aeroporto non è necessariamente condiviso. Chi lo ha messo al centro dei propri investimenti significa che ha una visione fuori dall’ordinario. Abbiamo bisogno, come Paese e come sistema aeroportuale, di recuperare credibilità e anche di modificare la cultura con cui si guardano anche gli aeroporti: quindi complimenti per quello che avete fatto e ciò che contate ancora di fare. Non è vero che siamo stati disattenti verso il mondo aeroportuale e lo dico perchè molte delle iniziative assunte di fatto sono un segnale di attenzione. Connettere per ferrovia una serie di aeroporti vuol dire investire sugli aeroporti, anche se materialmente l’investimento va da un’altra parte. Accelerare l’emanazione di decreti, tra i quali anche quelli sul sistema aeroportuali, è investimento sugli aeroporti. In legge di bilancio abbiamo inserito due miliardi per la mobilità sostenibile, per la prima volta, che accelerano la transizione green degli aeroporti: è un cambiamento culturale molto forte. Di fronte a noi abbiamo 10 anni di investimenti forti, qualitativamente orientati al salto di modello di sviluppo e costruiti intorno al Pnrr come modello concettuale. Lo sviluppo dell’aeroporto è una occasione di sviluppo del territorio, ma bisogna avere un’idea di dove arrivare: Bergamo ha dimostrato di averla e tanti territori italiani dovrebbero imparare da questo esempio. L’ultima volta che ero stato qui era febbraio 2020, tre giorni prima dello scoppio della pandemia: già allora ebbi l’idea di un aeroporto innovativo e sono contento di constatarlo quasi due anni dopo”.

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