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La giardiniera che regala bulbi di iris ai Comuni in memoria della sorella Paola, vittima di omicidio - BergamoNews
La storia

La giardiniera che regala bulbi di iris ai Comuni in memoria della sorella Paola, vittima di omicidio fotogallery

Cristina Mostosi vuole ricordare con un dono le donne che hanno subito violenza e il padre Luigi, botanico che creava ibridi e le ha lasciato in eredità un giardino a Credaro

Bergamo. Regala ai Comuni che ne fanno richiesta un kit con dei bulbi di iris barbata, in cambio chiede solo che, insieme ai fiori, venga piantata una targhetta con la scritta: “Progetto botanico “Una iris per non dimenticare” dedicato a Paola Mostosi e a tutte le altre donne vittime di violenza. Collezione Luigi Mostosi“.

Il primo ad accettare la proposta di Cristina Mostosi, giardiniera bergamasca, è stato il Comune di Songavazzo, ma lei si augura che molte altre Amministrazioni, in tutta l’Italia, accolgano questo suo regalo.

Il dolore della perdita, Cristina l’ha trasformato in bellezza, in creatività, in progetti già realizzati o che devono ancora sbocciare, ma sono ben chiari nella sua mente.

È un vulcano di idee, è una donna piena di energia e di voglia di fare. La forza la trova nel suo giardino di Credaro, ereditato dal papà Luigi, botanico molto conosciuto sia a Bergamo sia a livello internazionale, scomparso sei anni fa. Creava ibridi di iris, partecipava ai concorsi e spesso li vinceva.

Anche lui, come la figlia, trovava forza e ispirazione dal suo giardino di Credaro. La famiglia Mostosi infatti, nel 2002, ha subito un grandissimo lutto: Paola, la secondogenita, è stata uccisa da un camionista dopo una lite per un incidente. Aveva solo 24 anni e la sua scomparsa, avvenuta in modo così violento, li ha segnati profondamente.

“Mia mamma non si è mai ripresa – racconta Cristina -. Si è lasciata completamente andare ed è scomparsa 7 anni fa. Mio padre la curava, l’assisteva con tanto amore, ma la mattina si alzava alle 5.30 e andava nel suo giardino a Credaro. Trovava conforto nella bellezza dei suoi fiori, nella natura. Il giardino è stato la sua cura”.

Ma dopo la morte della moglie, Luigi si è fermato e in meno di un anno se n’è andato anche lui, nel sonno. “Non me l’aspettavo – dice Cristina -. Lui era per me un punto di riferimento, un uomo saggio che trasmetteva calma, equilibrio. Io ho ereditato il suo giardino, ha scelto me come custode e così ho iniziato a prendermene cura”.

Inizialmente la giardiniera partecipava alle fiere florovivaiste per sovvenzionarsi e quello è stato un trampolino di lancio. Ma il suo fine non era economico: “Io volevo regalare bellezza, volevo condividere i colori e il profumo dei miei fiori. Così ho sistemato il giardino e l’ho aperto al pubblico, alle visite guidate. Durante i mesi invernali tenevo conferenze, durante la primavera accompagnavo i gruppi a vedere le mie iris”.

Poi è arrivata la pandemia. “Con il lockdown mi ho iniziato a postare sul mio profilo Instagram fotografie delle iris, una al giorno. Ho poi contattato artisti chiedendo loro di riprodurre opere ispirandosi ad una delle immagini che avevo condiviso e l’iniziativa ha avuto un grande riscontro, in tanti hanno accettato la mia proposta. Ma le giornate erano lunghe, il tempo da occupare tanto, così ho iniziato a leggere i libri che mi aveva lasciato mio padre. Ce n’erano tanti, parlavano tutti di natura: libri di botanica, di ornitologia, di geologia. Cosa potevo fare con tutte quelle pubblicazioni? Mi è venuta l’idea di creare una biblioteca della natura, di renderla pubblica, di arricchirla con i contributi di altre persone, di animarla con progetti d’arte, laboratori, iniziative. Il mio sogno è che diventi una fucina di idee e di creatività”.

La pagina Instagram è stata anche in questo caso la vetrina per lanciare la nuova idea di Cristina e sono cominciati ad arrivargli pacchi di libri sulla natura da persone che la seguono ma anche da case editrici, soprattutto indipendenti.

“Attualmente ho circa 4mila volumi, ne ho catalogati mille, sto acquistando piano piano gli arredi ma non ho ancora individuato un luogo fisico dove collocarla. Lancio un appello: chiedo a enti o a privati di mettere a disposizione in comodato d’uso gratuito dei locali dove aprire la biblioteca della natura dedicata a Paola Mostosi. Le attività che ho in mente di ospitare al suo interno porterebbero sicuramente delle ricadute positive su tutto il territorio circostante”.

Chiunque voglia accogliere l’appello di Cristina Mostosi, può contattarla attraverso la pagina Instagram leirisditribecco.

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