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Ortofrutta

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Il momento della scarola dei colli bergamaschi: provala in… padella

Le quotazioni non si discostano molto dalle medie di questo periodo e risultano in linea con quello delle altre varietà

Bergamo. La scarola dei colli bergamaschi è il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo orobico. Si tratta di una tipicità del territorio: il raccolto è affidato ad una piccola nicchia di produttori locali che propongono un ortaggio di qualità superiore rispetto alla classica scarola che viene coltivata un po’ ovunque.

Le quotazioni non si discostano molto dalle medie di questo periodo e risultano in linea con quello delle altre varietà. Quest’ortaggio, dunque, rappresenta un’occasione per la propria spesa dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia: si può trovare a un ottimo rapporto fra qualità e prezzo e vale la pena di approfittarne.

Per la produzione, i metodi tramandati dalla tradizione sono due: nel primo caso, dopo la raccolta il prodotto viene trasportato in luoghi bui (cantine) dove la pianta in assenza di luce non è più in grado di fotosintetizzarla; nel secondo caso, viene accatastato in campo e coperto con foglie secche o paglia per poi giungere allo stesso risultato della lavorazione fatta nei locali bui. Dopo circa una settimana di buio, la scarola viene ben lavata e confezionata in piedi a cespi omogenei ed è pronta per ben figurare sui banchi di fruttivendoli, ambulanti e sulle tavole delle famiglie.

Povera di calorie, è molto più di una semplice insalata a foglia verde: infatti, è ricca di nutrienti essenziali per il nostro organismo. Con le sue proprietà, aiuta a mantenere sana la pelle, è alleata della salute degli occhi, del sistema immunitario e della regolare coagulazione del sangue. Infine, facilita il transito intestinale e la diuresi.

In cucina l’indivia scarola è un ingrediente estremamente versatile. Innanzitutto si può consumare cruda, in insalata, ma è possibile usarla per cucinare anche piatti cotti: le foglie possono essere brasate, bollite o saltata in padella. Inoltre, si può adoperare per preparare la farcitura di arrosti arrotolati, involtini, polpette, paste ripiene e al forno.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, spicca un’ottima disponibilità di agrumi con origine nazionale: ci sono arance, clementine e mandarini dagli elevati standards qualitativi, che provengono in gran parte dalle regioni italiane meridionali. Accanto alla merce Made in Italy, che rappresenta il top della scelta, si trova quella spagnola, di qualità notevole ma a livelli inferiori.

Fra le arance un ruolo da protagonista spetta alla varietà Navelina, contraddistinta dalla buccia spessa e da una particolare dolcezza, che risulta molto gradevole al palato.

Entra nel vivo la campagna dei kiwi, che si possono acquistare con prezzi stabili: rispetto alla scorsa settimana non si rilevano variazioni a fronte di una qualità elevata e un’ampia gamma di pezzature. Oltre alla tipologia verde, Hayward, è presente quella gialla, Gold, che ha raggiunto livelli qualitativi e proprietà organolettiche eccellenti.

Hanno provenienza soprattutto estera i piccoli frutti, che arrivano in gran parte dal Portogallo: nonostante siano fuori stagione gli estimatori possono contare su un raccolto ampiamente soddisfacente.

Sono fuori stagione anche le fragole nazionali, che provengono quasi esclusivamente dalla Sicilia e si caratterizzano per la buona qualità.

Volge al termine la campagna dei cachi comuni, reperibili con valori di mercato stabili. Continua, invece, l’offerta dei cachi Persimon (caco-mela) e Rojo brillante: i primi arrivano prevalentemente dall’Emilia Romagna mentre i secondi dalla Spagna.

Passando al comparto orticolo, si annota una buona disponibilità di cavoli, broccoli e finocchi, con approvvigionamenti che giungono dall’Italia meridionale.

È sostenuta l’offerta dei pomodori, che giungono dal Mezzogiorno e, più precisamente, dalla Sicilia. La scelta è vasta e spazia fra ciliegini, datterini, pixel e piccadilly. Vi è anche dell’ottimo raccolto olandese e spagnolo, che costituisce un’alternativa a quello nazionale anche se il livello qualitativo è differente, non tanto a livello estetico ma per quanto riguarda il sapore. Dal punto di vista economico, il prezzo del prodotto estero si attesta entro livelli minori a fronte di caratteristiche differenti.

Per concludere, sono dislocati in Sicilia gli areali produttivi da dove viene la maggior parte delle zucchine reperibili al momento sulla piazza. Accanto a queste c’è il prodotto di Latina: i prezzi e la qualità si equivalgono e in entrambi i casi si può contare su pezzature diverse. L’assortimento spazia fra quelli più grandi e i più piccoli, soddisfando ogni preferenza.

Parallelamente si trovano le zucchine marocchine, che sono un’opzione più economica sulla base di una qualità differente.

LA RICETTA DELLA SETTIMANA

Scarola in padella

 

Scarola in padella
(a cura del Cucchiaio d’Argento)

Ingredienti

• 2 cespi di scarola di medie dimensioni
• 100 g di olive taggiasche
• 2 spicchi d’aglio
• olio extravergine di oliva
• sale
• pepe nero

Esecuzione

Iniziate a preparare la ricetta della scarola in padella mondando i due cespi di insalata.

Eliminate eventuali foglie esterne rovinate, tagliate il torsolo alla base e lavate le foglie accuratamente.

Eliminate l’acqua in eccesso e, se vi sono foglie troppo grandi, tagliatele ulteriormente.

In un’ampia padella antiaderente fate scaldare i due spicchi d’aglio con 4 cucchiai d’olio per un paio di minuti.

Unite la scarola e le olive taggiasche.

Fate cuocere a fuoco medio, con un coperchio, per circa 15/20 minuti mescolando di tanto in tanto con delicatezza.

Poco prima del termine di cottura aggiustate di sale e pepe fresco.

Servite quindi la scarola in padella calda o tiepida, a piacere.

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