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L’Atalanta a Napoli suona la nona: una sinfonia da vera grande fotogallery

Se sarà da scudetto o no, lo scopriremo un giorno... Intanto è il nono risultato utile e la quinta vittoria di fila: al di là degli interpreti, quella del Gasp è una signora squadra

La nona partita utile consecutiva è una sinfonia nerazzurra. O corallo (era anche la terza maglia del Real Madrid, tre anni fa), che alla seconda uscita stagionale si conferma di successo: dopo il colpaccio sul campo della Juve, ecco il bis al ‘Maradona’ contro il Napoli.

Da non credere… eppure è tutto vero.

L’Atalanta suona la nona sinfonia che vuol dire anche quinta vittoria consecutiva e una cavalcata impressionante in trasferta, da capolista.

Che sia una marcia da scudetto o no, lo scopriremo un giorno vivendo, come cantava Lucio Battisti.

Intanto Gasperini si permette di impiegare per pochi minuti Lucho (Muriel) e un altro fuoriclasse come Ilicic o lo stesso Pasalic in formissima e non fa neppure gol il carrarmato Zapata, che però offre l’assist per la prima rete.

Da Malinovskyi a Demiral per finire con Freuler, sono tutti gol bellissimi e questo è un altro marchio di fabbrica dell’Atalanta made in Gasp. Che segna tantissimo, solo il Bayern ne ha fatti di più nel 2021 e la Dea è a quota 97, vicinissima ai 100.

Ma per il modo di costruire le azioni e arrivare spesso quasi in porta col pallone, con fraseggi veloci e imprendibili per i difensori avversari, appunto per questo ha l’abitudine di realizzare gol spettacolari.

Col Napoli, due da fuori area, il primo dello specialista Malinovskyi, l’ultimo di Freuler, mentre il secondo corona un’incursione prepotente di Demiral. Che cosa ci faceva poi il turco da quelle parti? Anche questo è un vizio trasmesso da Gasperini, ormai diventato una virtù, con i difensori che sempre più spesso partecipano alle azioni da gol, per non parlare dei centrocampisti.

A Napoli Gasp ripropone l’Atalanta che ha battuto la Juve, unica variante Palomino al posto di Djimsiti e in pratica rientrano i sette che erano fuori col Venezia.

Chiaro: la capolista, sia pure in emergenza, vale come e più della Juve, per cui bisogna rispettarla e cercare di colpirla per primi, per non essere travolti come la Lazio.

E la Dea non tradisce, cominciando subito a giocare con grande personalità, occupando la metà campo dei padroni di casa e non lasciandoli respirare, o fare il loro gioco. Se riuscisse a chiudere con più di un gol il primo tempo, probabilmente la sfida sarebbe già archiviata.

Invece resta in equilibrio, il Napoli riparte meglio nella ripresa e va avanti. Ma i ‘nostri’ non fanno una piega: rialzano la testa e in cinque minuti ribaltano la partita, dimostrando una forza incredibile.

Se qualcuno aveva ancora un dubbio su questa Atalanta, se fosse o no davvero grande, ecco l’esame al ‘Maradona’ può anche essere quello della laurea.

Sarà pure stato il Napoli-due per via di alcune assenze, ma era la capolista, la squadra più forte di tutti e aveva preso più punti in casa sua. E con un attacco che sa essere micidiale, se gli lasci il minimo spazio.

Certo, l’Atalanta è capolista in trasferta e ne abbiamo avuto un’altra dimostrazione.

Soprattutto che cambiando gli interpreti, gioco e risultato non mutano: ormai i Gaspboys sanno recitare un copione che qualcuno cerca di imitare, ma non è così semplice.

Occorre avere spirito di sacrificio, intelligenza tattica e voglia di migliorarsi tecnicamente, non solo quella corsa o la fisicità che spesso viene attribuita come il vero valore dell’Atalanta.

Sono i giocatori come De Roon, come Freuler, come un Demiral che va a fare gol, il Toloi che fa avanti e indietro, lo Zapata che fa sportellate con quattro o cinque difensori. Ma tutti quanti sono veramente ammirevoli e insieme fanno una squadra con la S maiuscola.

La Serie A ringrazia l’Atalanta spettacolo che ridà interesse battendo prima la Juve e poi il Napoli, aspettando l’esame Champions: però l’applauso, i nerazzurri, al Gewiss Stadium se lo meritano prima di giocare.

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