La curiosità

“Divento sommelier”, ma il vino non c’entra: Silvana si specializza in… tè

Silvana Aiolfi, di Gorle, un lavoro ce l'ha, ma la sua passione l'ha portata alla Protea Academy. Quando avrà la certificazione potrà aprire un negozio specializzato, fare consulenze per ristoranti, bar, pasticcerie per realizzazione la carta dei tè...

Gorle. Fino ai vent’anni non beveva tè. Oggi Silvana Aiolfi, 36enne di Gorle, social media manager della ditta di spedizioni Africa Logistic Network, è una vera appassionata di questa bevanda. Tanto che le manca solamente l’esame finale per diventare tea sommelier.

Una qualifica particolare e decisamente poco nota. Ma per ottenerla c’è un corso ad hoc a Milano, alla Protea Accademy: “Mi sono iscritta nel 2017 – spiega Aiolfi -.  I corsi sono online, ho percorso 8 moduli, ogni modulo è autonomo con un esame finale in presenza. Vengono trattati argomenti come la storia del tè, i Paesi produttori, le caratteristiche dei vari tè, come si prepara e con quali strumenti”.

Come le è venuta questa passione?

Avevo circa vent’anni e un mio ex fidanzato mi ha fatto assaggiare un tè particolare. Da lì ho iniziato a comprarne di tutti i tipi, mi servivo in un negozio specializzato a Monza, a conduzione familiare. Poi un giorno mi hanno chiesto di lavorare un mese da loro per una sostituzione e mi è piaciuto tantissimo.

È a quel punto che ha capito di voler diventare tea sommelier?

Sì, ma non è stato facile trovare un corso serio, che mi certificasse. Ho cercato tanto su internet e alla fine ho trovato la Protea Accademy, con l’insegnante Gabriella Lombardi che avevo conosciuto personalmente perché mi era servita nel suo negozio di tè. I sommelier che escono dal corso sono definiti Thac, Tea and herbal association of Canada. Attualmente sono 19 e altri 10 si certificheranno nel 2022.

Cosa le permetterà di fare la sua certificazione?

Potrò aprire un negozio specializzato, fare consulenze per ristoranti, bar, pasticcerie per la realizzazione di una carta dei tè, potrò tenere dei corsi.

Come si prepara un buon tè?

Innanzitutto un tè fatto bene è in foglia. Se ne mettono due grammi in un filtro, consiglio di non usare quelli in acciaio o in plastica, sono meglio quelli a maglie strette. L’acqua va scaldata con temperature diverse a seconda del tè che si utilizza: bianco, giallo, verde, nero o rosso. Si va dai 75 gradi per il tè bianco fino ai 95 per quello nero. La temperatura è importante perché aiuta ad estrapolare gli aromi. Variano anche i tempi di infusione, dai 2 e mezzo per il bianco fino ai 4 per il nero. È importante non superare questi tempi altrimenti il sapore del tè viene alterato. Inoltre non andrebbe dolcificato e, se proprio si vuole, è meglio utilizzare il miele.

Quindi niente bustine per ottenere un buon tè?

Di bustine ce ne sono una grande varietà, da quelle molto commerciali a quelle artigianali, che si trovano nei negozi di prodotti biologici. È sempre meglio preferire le bustine a triangolo perché mantengono la foglia intatta.

Quindi ora, per diventare tea sommelier, le manca solo l’esame finale. In cosa consiste?

Prevede una parte scritta con un test a scelta multipla, una parte orale, poi dovrò preparare un tè e servirlo nel modo corretto. In ultimo ci sarà una degustazione alla cieca.

Quanto tè beve in una giornata?

La mattina a colazione, in ufficio, nel pomeriggio e la sera magari mi preparo una tisana.

Dove c’è Silvana, c’è una tazza pronta a essere riempita con un tè fumante.

 

 

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