Bergamo

Diecimila chiamate: era il numero d’emergenza Covid, ora aiuta chi è solo o in difficoltà

L'assessora Marcella Messina illustra il servizio che è diventato punto di riferimento in città e fa rete per sostenere chi ha problemi

Bergamo. La maggior parte delle richieste arriva da persone anziane che chiedono informazioni sul trasporto sociale, sui servizi comunali e sulla consegna di farmaci.

Ma c’è anche chi ha bisogno di parlare, di sentire una voce rassicurante dall’altro capo del telefono, arrivando addirittura ad inventarsi richieste un po’ strampalate pur di avere un minimo di compagnia. Così compone il 342.0099675 , il numero di BergamoAiuta attivo tutte le mattine, e avanza la sua richiesta.

Il numero unico è nato all’inizio della pandemia, pochi giorni dopo il primo lockdown, organizzato dal Comune di Bergamo per andare incontro alle esigenze dei cittadini chiusi in casa e di chi si trovava in difficoltà.

“Inizialmente era un numero di emergenza – spiega l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina -, ora è diventato un numero di prossimità, ancora molto utilizzato. Dalla sua attivazione abbiamo ricevuto almeno 10mila chiamate, circa 300 dallo scorso luglio all’inizio di novembre. Siamo partiti con richieste che riguardavano la consegna della spesa, dei farmaci, persone che stavano male a causa del Covid che chiedevano aiuto, informazioni. Ora invece la tipologia di richiesta è cambiata e il servizio è utilizzato prevalentemente da persone anziane”.

Chi risponde al numero unico? “Rispondono operatori che hanno seguito un apposito corso di formazione e che smistano poi le richieste appoggiandosi ai volontari di BergamoXBergamo. Sono loro che effettuano le consegne a domicilio dei farmaci, della spesa, o dei pasti”, continua l’assessora.

Ad ogni telefonata all’utente viene chiesto il nome, l’età, l’indirizzo e viene annotata la motivazione della chiamata. Man mano si delinea un report importante dei bisogni della cittadinanza, che torna utile all’Amministrazione per predisporre eventuali servizi futuri.

Non solo, dalle chiamate emerge anche una rete spontanea che si è creata tra i cittadini. Sono diversi ad esempio i vicini di casa che chiamano per conto dell’anziano che abita sullo stesso pianerottolo, i cittadini che telefonano segnalando la difficoltà di una famiglia o per avere informazioni sui servizi attivi che possano andare incontro ad esigenze di conoscenti o abitanti del quartiere.

C’è un gruppo di mamme di Città Alta che ha telefonato più volte al numero unico per chiedere aiuto a nome di una coppia di origine indiana, dato che il marito si era ammalato gravemente.

Tantissime le chiamate per avere informazioni sul Bonus Taxi, istituito dal Comune grazie al Decreto Sostegni, che prevede l’erogazione di buoni viaggio per l’utilizzo del servizio taxi o noleggio con conducente. Moltissime le persone anziane, disabili o malate che lo hanno utilizzato per farsi accompagnare alle visite in ospedale, a fare il vaccino, agli appuntamenti per le terapie.

C’è anche chi ha chiamato per chiedere di portargli le sigarette e, vedendosi negata la richiesta, ha ritelefonato da un altro numero per chiedere nuovamente questo servizio. É bastata una breve conversazione di cinque minuti per calmare l’utente: aveva solamente bisogno di un po’ di compagnia.

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