L'annuncio

Al recupero della Val d’Astino il premio del paesaggio del Consiglio d’Europa

Presto ad Astino anche un osservatorio internazionale sul paesaggio, grazie a un accordo tra Comune, Fondazione Mia, Università e Regione Lombardia

Bergamo.  Il progetto “La biodiversità dentro la città: la Val d’Astino di Bergamo” promosso da Fondazione Misericordia Maggiore di Bergamo – Mia ha vinto il Landscape Award del Consiglio d’Europa.

Dopo essersi aggiudicato a marzo il Premio Nazionale del Paesaggio, l’intervento sull’ex monastero vallombrosano e sulla valle circostante ha trionfato anche in ambito europeo.

“Un premio all’Italia, rappresentata da Bergamo che aveva vinto tra 96 progetti nazionali – ha commentato con orgoglio il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini – L’Italia aveva vinto anche due anni fa, con Carbonia, ma evidentemente la forza del progetto e la qualità messa in campo ha spinto la giuria a scegliere Astino. Dobbiamo esserne orgogliosi, perchè sta dentro una linea che l’Italia ha tenuto con anticipo rispetto alle attuali tendenze. Unici al mondo ad avere nella Costituzione la tutela del paesaggio, segno di lungimiranza dei nostri padri costituenti. Sulla base di quel principio abbiamo messo il paesaggio in cima alle tutele, ma anche grande opportunità economica”.

“In un anno e mezzo abbiamo cercato in ogni modo di andare oltre quella simbologia che si era consolidata in quel momento, legata al Covid – ha sottolineato il sindaco Giorgio Gori – Abbiamo provato a essere altro: resilienza e capacità di reazione. Lo hanno fatto i cittadini e oggi la situazione sanitaria è quella più sotto controllo. L’adesione alla campagna vaccinale supera il 90%, i numeri sono importanti anche sulla terza dose. Abbiamo visto in prima persona la gravità della malattia e oggi siamo la provincia meno impattata. Nel frattempo la vita della comunità è ripartita con forza: abbiamo il tasso di disoccupazione più basso in Italia, la produzione industriale supera i dati del 2019, il turismo sta riprendendo. Il quadro è positivo, ma siccome servono anche simboli e bandiere questo premio lo issiamo. Il progetto è iniziato nel 2020, aggregando diversi enti del territorio, ma candidato un progetto sul quale lavoriamo dal 2014 e la convenzione iniziale risale addirittura al 2007. Il Monastero d’Astino e l’ambito naturale che lo circonda erano in stato d’abbandono da anni: sorprende il fatto che questo luogo sia in città. Si era preservato ma non dal degrado, le coltivazioni erano diventati monocoltura di mais. Abbiamo coinvolto cittadini, agricoltori, la Regione ci ha dato una mano: un processo corale che sta dietro questo progetto di paesaggio. Restauro del monastero, nel frattempo diventato polo di cultura, la ripresa delle coltivazioni biologiche, percorso di inclusione sociale dei cittadini e di lavoratori svantaggiati: è un progetto che contiene tante dimensioni, corroborate da una consapevolezza che la città ha maturato attorno alla sua vocazione al paesaggio. Questo grazie ad Arketipos, associazione che ogni anno dà vita alla manifestazione dei Maestri del Paesaggio. Abbiamo costruito una nostra identità attorno a questo. Mi fa molto piacere che sia stato apprezzato sia in sede nazionale che europea”.

Motore del progetto è la Fondazione Misericordia Maggiore di Bergamo – Mia: “Innanzitutto ringrazio tutte le persone che ci hanno consentito di conseguire questo risultato – ha evidenziato il presidente Fabio Bombardieri – Da chi ha comprato questa struttura dai privati a chi insieme a me ha avuto il coraggio di investire nel recupero. Questa splendida Valle era stata plasmata dai monaci nel 1.100 e fino a fine 1.700 era un grande polo culturale, un giardino con alberi da frutto: era poi diventato un grosso problema per la città. Quale poteva essere l’obiettivo della gestione della proprietà? Farla tornare ad essere punto di riferimento per la città e consentire alla popolazione di viverla. Volevamo consentire la fruibilità pubblica di un luogo dell’anima, un posto che dà pace. Le iniziative culturali di ogni tipo che in questi anni sono ruotate hanno trasformato un problema in un luogo di cui la città non può fare a meno”.

Un ruolo fondamentale l’ha giocato anche l’Università di Bergamo: “Noi ricercatori ci interroghiamo sul futuro, ma abbiamo bisogno anche di campi di sperimentazione – ha aggiunto il neo rettore Sergio Cavalieri – Grazie a un’azione corale di più enti è stato possibile averlo. In Università abbiamo dei Centri studi che riuniscono i vari dipartimenti, per approcci interdisciplinari. Questo è un punto di forza che noi trasmettiamo ai nostri giovani: dietro questo progetto ci sono tesi di laurea. L’importante è formare, abbiamo bisogno di persone che sappiano valorizzare questa bellezza. Vogliamo una formazione ancora più strutturata per creare i cosiddetti ‘maestri del paesaggio'”.

Ma attorno al Monastero d’Astino, presto, nascerà un nuovo progetto, svelato dal sindaco Gori: “Fondazione Mia, Comune, Università e Regione Lombardia recentemente hanno firmato un protocollo per dare vita all’interno del monastero a un osservatorio internazionale sul paesaggio, un centro di ricerca internazionale che siamo determinati a far nascere: questo premio ci dà la spinta giusta”.

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