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Luna Park Gewiss Stadium: benvenuti al SuperMario show dove l’Atalanta è un divertimento

Gasperini prolunga con la Dea, ne cambia sette ma lo spettacolo è comunque assicurato: a novembre quattro vittorie su quattro. E ora il Napoli

L’allenatore a cui daremmo volentieri il Pallone d’oro vince il premio come ‘mister’ del mese di novembre: glielo consegnano prima che il mese finisca e lui, comunque, completa il filotto vincendo anche la quarta partita in calendario. Chapeau.

A Gasperini, fresco di rinnovo del contratto fino al 2024, all’Atalanta-due che sarebbe divertente vedere contro l’Atalanta-uno, a SuperMario Pasalic che firma la tripletta e si porta a casa il pallone della partita. E c’è sempre lui, a timbrare un mese felicissimo visto che si apre a Cagliari proprio col gol di Pasalic e si chiude al Gewiss Stadium sempre con un gol di Marione. Certo, a novembre ci sono anche i due pareggi col Manchester e a Berna ma, signori, è la Champions e almeno una delle due partite la Dea avrebbe meritato di vincerla…

Ma torniamo al campionato, dove l’Atalanta protagonista tra le quattro (non sette) sorelle ormai non fa più notizia, anzi giornali e tv preferiscono parlare delle disavventure della Juve o celebrare la Roma perché non si può resistere al fascino di Mourinho… Ovvio, poi, sentire fiumi di parole sul Napoli, doverose per la capolista che ricordava il Pibe de oro e si è esaltata con la Lazio, aspettando di tornare al ‘Maradona’, quando arriveranno i nerazzurri (o i coralli?).

Evidente che l’Atalanta un po’ ci pensava, alla partitissima di sabato prossimo col Napoli.

Eppure quando Gasp ha stravolto la formazione che ha trionfato sul campo della Juve, cambiando sette titolari, non abbiamo avuto la sensazione che potesse succedere il patatrac. Non per sottovalutare il Venezia, ma perché chi tornava titolare ha sempre risposto alla grande e perché un tridente Pasalic-Ilicic-Muriel lo invidierebbero in tanti. Anche se Zapata segnava da sette partite consecutive (vero che lui vorrebbe giocare sempre, però sarà più fresco a Napoli, contro un’altra sua ex).

Ecco, il bello dello show messo in piedi da Gasperini è che l’Atalanta riesce a stravincere senza contare sui gol di Zapata e Muriel, per la verità Lucho uno se lo mangia spedendo la palla sul palo.

Però il primo quarto d’ora è da spellarsi le mani, con due gol da manuale del calcio: del resto, quando hai in campo degli artisti, lo spettacolo non si può perdere e così Ilicic ricama un tunnel che manda in rete Pasalic e poi Muriel accarezza la palla per restituirla su un piatto d’argento sempre a Pasalic, il signore dell’area di rigore.

Tripletta da ricordare come due campionati fa, era il 14 luglio 2020 nel 6-2 al Brescia, con il Gewiss Stadium in delirio.

Interessante, a proposito, rileggere la dichiarazione di Gasperini nel dopopartita col Venezia: “Non è facile per un tecnico gestire dei giocatori che sono qui da tanti anni. Abbiamo cambiato tanto, serve cercare di rinnovarsi con la stessa visione”. Da quell’Atalanta del 6-2 sono passati solo un anno e quattro mesi, eppure in campo c’erano solo due di quei titolari, Djimsiti e Pasalic, appunto. C’era anche Caldara, stavolta avversario.

Perciò parlare di Atalanta-due è riduttivo, bisognerebbe forse dire uno e mezzo: se Pasalic in formissima rischia di togliere il posto a Pessina, se giochi senza i pilastri Freuler e De Roon e Koopmeiners, in mezzo, si muove come se fosse qui da due anni e poi mette in mostra anche il suo tiro mancino, se lo stesso Pezzella non fa rimpiangere i colleghi…

D’accordo, Gosens resta il numero uno e speriamo che rientri prima di altri due mesi, nel frattempo crescerà Hateboer.

Insomma, Gasp può anche divertirsi a mettere chi gli pare e piace, o meglio chi è più funzionale alla partita. Magari sarà contento anche per la porta inviolata per la seconda volta consecutiva, non accadeva da quasi un anno (Atalanta-Genoa 0-0 il 17 gennaio scorso e Milan-Atalanta 0-3 il 23) però, quando gira la macchina del gol, non ce n’è per nessuno.

Pubblico non numerosissimo e un po’ si può capire, di martedì, orario strano, avversario non di richiamo. Aspettiamo il pienone in Champions: e il dodicesimo uomo, mercoledì 8, sarà indispensabile per vincere.

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