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Bergamo, il Comune tende la mano alle edicole: sì al “trasloco” per ampliare i chioschi

Il Comune torna a mettere mano al piano dei chioschi e delle edicole, dopo la modifica fatta a luglio: un modo per permettere un ampliamento dei manufatti e, di conseguenza, delle categorie merceologiche vendute

Bergamo. Un nuovo passo incontro agli edicolanti della città, per metterli nelle condizioni di poter operare con più serenità e in spazi più consoni alle nuove necessità dettate dal mercato.

Il Comune di Bergamo torna a mettere mano al vigente piano dei chioschi e delle edicole che, dopo 7 anni, aveva già ritoccato con la delibera 85 dello scorso 13 luglio: in quel caso Palazzo Frizzoni aveva previsto che dall’1 agosto “la sostituzione del manufatto delle singole edicole presenti sul territorio potesse avvenire utilizzando strutture diverse da quelle indicate nell’abaco allegato al piano, sia per quanto riguarda le dimensioni che il tipo e il colore delle strutture stesse, previa valutazione da parte dell’Amministrazione comunale della congruità di quanto proposto dal titolare della concessione con riferimento al contesto circostante”.

Una postilla che, tra le altre cose, aveva lo scopo di agevolare, oltre alla vendita dei quotidiani, l’erogazione di altri variegati servizi al fine di consentire agli esercenti un guadagno maggiore: in fase di applicazione del regolamento, però, è emerso ben presto che parecchie edicole cittadine sono collocate in spazi che non consentono alcuna modifica in termini di dimensioni.

Un imprevisto che l’amministrazione comunale ha scelto di affrontare di petto, tornando a modificare il regolamento in consiglio comunale: una nuova delibera, presentata dal sindaco Giorgio Gori e approvata all’unanimità dall’Aula nella seduta di martedì 30, permetterà infatti la ricollocazione dei manufatti delle edicole in aree limitrofe a quelle sulle quali insistono attualmente, in spazi che non potranno essere a meno di 200 metri da un altro punto di vendita esclusivo insediato su suolo pubblico.

Il “trasloco” dovrà comunque essere autorizzato dal servizio commercio previo parere vincolante della Commissione Territorio.

L’iniziativa ha trovato il favore e i complimenti di tutti i gruppi consiliari, a partire da Forza Italia: “Ritengo la modifica utile e necessaria – ammette il capogruppo Gianfranco Ceci – È sotto l’occhio di tutti il fatto che alcune edicole col tempo si siano ritrovate ad avere spazi ridotti, localizzate in vicoli ciechi e in condizioni commercialmente non adeguate. Lo spostamento in zone di maggiore passaggio è cosa buona e giusta. Approfitto per sottolineare che spazi angusti portano alcune edicole a sparpagliare materiale vario attorno ai chioschi: bene che abbiano qualche metro quadrato in più per esporre prodotti senza ostacolare marciapiedi o il passaggio”.

Soddisfatta anche la Lega, con Alberto Ribolla: “Delibera pragmatica che risolve i problemi di alcuni chioschi,  non più adeguati alla attuale situazione commerciale”.

A chiudere il giro di interventi Simone Paganoni (Patto per Bergamo): “È un momento difficile per le edicole, quindi tutto ciò che viene fatto per aiutare la modernizzazione di questa attività è buona e giusta. Mi piace che l’amministrazione si occupi non solo dei grandi progetti, ma anche dei piccoli interventi come questo: apprezzo il fatto che si guardi anche a questa categoria e si aiutino anche le piccole realtà commerciali”.

Al coro di approvazione si aggiunge anche la voce autorevole di Giorgio Corno, titolare della DIF Spa, società che si occupa della distribuzione di giornali nelle edicole di Bergamo e provincia: “Il Comune di Bergamo è forse l’unico in Italia che sta affrontando con serietà la questione edicole. Da tempo ha dato il via a questo percorso che permetterà ai chioschi, che sono il punto debole della catena, di potersi ampliare, un po’ con la stessa logica con la quale abbiamo visto un proliferare di dehors in città. Noi come azienda sosteniamo da tempo la necessità di un cambio di strategia da parte degli edicolanti e cerchiamo di fare la nostra parte, aiutandoli a diversificare i prodotti venduti”.