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Covid, in un mese esplosione di contagi, ricoveri e decessi: tutti i dati raddoppiati - BergamoNews
Report 23/29 novembre

Covid, in un mese esplosione di contagi, ricoveri e decessi: tutti i dati raddoppiati

Come annunciato, nell'ultima settimana, pur nell'incremento dei casi generalizzato, Bergamo è la provincia che cresce meno in Lombardia

La settimana epidemiologica 23-29 novembre segna un nuovo rialzo della curva epidemica, confermando che la crescita dei casi positivi è costante, e ha ritmo abbastanza elevato da cinque settimane consecutive. Dopo i principali numeri e indicatori daremo qualche interpretazione dei dati, ma soprattutto parleremo della nuova variante Omicron individuata in Sudafrica.

A livello nazionale negli ultimi 7 giorni i contagi certificati da tampone sono stati 83.729, in aumento (+25,5%) rispetto allo stesso periodo della settimana scorsa (quando erano stati 66.720); media giornaliera 11.961 (da 9.531).

Il tasso di positività ai tamponi molecolari è in salita al 6,71% (dal 5,77% di una settimana fa, +16,3%).

Sempre da martedì a lunedì, i decessi sono stati 492, mentre lunedì scorso ne contavano 428. La variazione percentuale, in questo caso, è del +15%.

Continuano a salire anche i ricoveri ordinari: sono 5.135, erano 4.507 la scorsa settimana, e quelli in terapia intensiva che sono 669, mentre erano 549 sette giorni fa.

Per meglio evidenziare i recenti rialzi, questa settimana confronteremo i dati di quest’ultima con quelli registrati un mese fa, il 29 ottobre scorso, pochi giorni dopo l’inizio della quarta ondata. Come vedremo, ne esce una immagine piuttosto drammatica della situazione e di come questa sia esplosa in maniera esponenziale in poco tempo:

Positivi giornalieri 4.439 / 11.961 (media settimanale)

Positivi Totali 78.644 / 189.643

Rapporto positivi/tamponi totali 1,10 / 2,27

Rapporto positivi/casi testati 7,2 / 13,5

Indice Rt 0,95 / 1,35

Pazienti in Terapia Intensiva 349 / 669

Nuovi Ingressi in T.I. 160 / 390

Pazienti Ricoverati 2.658 / 5.135

Pazienti in Isolamento Domiciliare 75.637 / 183.839

Decessi 260 / 492 (dato settimanale)

Occupazione Reparti Covid 4,0% / 8,9%

Occupazione Terapie Intensive 5,2% / 7,4%

Come si può facilmente notare, quasi tutti gli incrementi hanno una percentuale di oltre il 100%.

Lombardia e Bergamo

Sale in Lombardia il numero dei nuovi casi, che passa da 10.730 a 13.656, con un incremento del 27,3%. Cresce il numero dei ricoveri in Area Covid: sono 817 gli attuali (erano 686); in forte aumento quello relativo alle Terapie Intensive, che passa da 65 a 99 (+52%).

Risulta in crescita, rispetto alla settimana scorsa, ovviamente, anche il numero dei nuovi ingressi in T.I.: da 38 a 56.

Aumentano ancora i decessi: da 48 a 66. Gli attualmente positivi sono 30.400 (22.523 la settimana scorsa, +35%); le persone attualmente in isolamento domiciliare crescono con la stessa percentuale: sono 29.484 (erano 21.772). L’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti è in salita da 108 a 137, come l’indice medio settimanale di positività che passa dall’ 1,49% all’1,74%.

Sale il tasso di occupazione nei Reparti Covid e Reparti di Terapia Intensiva: rispettivamente al 12,4% e al 6,5%.

La provincia di Bergamo ha registrato un incremento minore dei nuovi casi rispetto alla regione: sono stati 741, con un incremento del 16% sul periodo precedente, quando erano stati 639. Il numero dei pazienti ricoverati al Hub del Papa Giovanni è di 35 in Area Medica e di 7 in Terapia Intensiva.

In settimana si è registrato un decesso. Sale l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti: da 58 a 67.

Focus Variante Sudafricana

La nuova variante individuata in Sudafrica, denominata B1.1.529 è stata inserita dall’Oms tra le Variants of concern (quelle preoccupanti, come la Delta) con il nome di Omicron.

È stata individuata per la prima volta il 24 novembre, su un campione raccolto il 9 novembre: da lì si è avuto un fortissimo aumento dei nuovi casi (da 200 a 3.000 al giorno).

La variante si è probabilmente generata grazie a replicazioni successive in un paziente immunocompromesso; presenta un elevato numero di mutazioni (oltre 50, 32 delle quali sulla proteina Spike), con il rischio di un incremento di trasmissibilità e minore sensibilità alla risposta immunitaria.

La presenza di molte mutazioni contemporanee sulla Spike allarma perché i vaccini sono stati sviluppati prendendo di mira proprio questa proteina, che consente al virus di “agganciare” le cellule da infettare; la nuova variante sembra essere legata a un incremento del rischio di reinfezione.

Per avere risposte dalle ricerche in corso dovremo aspettare almeno 2-3 settimane, ma possiamo già evidenziare che molte delle mutazioni sono comuni alle varianti Alfa, Beta e Gamma; inoltre, i soggetti infettati dalla nuova variante sono stati individuati con i normali test; quindi, le mutazioni non eludono la capacità diagnostica (ovvero di rilevare il virus).

Ribadiamo che l’alto numero di mutazioni contemporanee impone una rapida verifica delle caratteristiche di trasmissibilità e capacità di eludere la risposta vaccinale, ma è difficile pensare a un improvviso azzeramento dell’efficacia vaccinale (più probabile una perdita di efficacia, che verrà quantificata dagli studi in corso).

Sottolineiamo anche che, in generale per tutti i tipi di vaccini finora utilizzati, le dosi di richiamo (per quello anti Covid-19 la terza dose) ampliano la risposta da parte del sistema immunitario e migliorano la capacità di rispondere alle varianti (tutti i virus le sviluppano).

Inoltre, in caso di necessità, vaccini mirati sulla nuova variante possono essere disponibili in tre mesi.

Misure come mascherine, distanziamento e igiene delle mani funzionano benissimo contro tutte le varianti: usiamole, sempre, senza cedere al panico (tra l’altro non servirebbe) in attesa delle risposte scientifiche.

Ultima considerazione: la variante Omicron si è sviluppata in Sudafrica, dove è stato vaccinato solo il 28% della popolazione. Non è un caso: più il virus gira, più si replica, più muta e può produrre varianti. Come abbiamo scritto più volte la Covid-19 è un problema globale, e la soluzione non potrà che essere globale: vaccinando tutti, senza esclusioni, come è stato fatto con il vaiolo e la poliomielite. In caso contrario, vincerà il virus.

La campagna vaccinale. Terza Dose al 10%

Il 77,06% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale primario. Il 2,58% è in attesa di seconda dose. Il 10,53% ha fatto la terza dose. Complessivamente, contando anche il monodose e i pre-infettati che hanno ricevuto una dose, è almeno parzialmente protetto il 79,65% della popolazione italiana. Considerando solo gli over 12, oggetto della campagna vaccinale, rispetto alla platea individuata dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 la percentuale di almeno parzialmente protetti è del 87,39% mentre l’84,55% è vaccinato.

Vaccini ai bambini: ok dell’Ema

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato di concedere un’estensione dell’indicazione per il vaccino Covid di Pfizer-BioNtech alla fascia tra 5 e 11 anni. Ora si aspettano i prossimi passi anche in Italia, dove sarà l’Agenzia italiana del farmaco a dare l’ok definitivo, presumibilmente già nei prossimi giorni.

Situazione mondiale

Concludiamo con il consueto aggiornamento sull’epidemia a livello mondiale: nel periodo epidemiologico 15-21 novembre (dati Oms) i nuovi casi sono stati 3.597.398 (+7,4% sulla settimana precedente) con 51.373 decessi (+3,6%). L’unica area di monitoraggio Oms in crescita è l’Europa (2.427.657 nuovi casi, il 67,4% del totale) che si mantiene al primo posto anche per incidenza sia dei nuovi casi (260,2 per 100.000 abitanti, al secondo posto le Americhe con 73,6) sia dei decessi con 3,2 per 100.000 abitanti; anche in questo caso al secondo posto le Americhe con 1,3 per 100.000

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