Il caso

Tavernola, Dori (Leu) e Ciagà (Pd) contro la riapertura del cementificio: “Decisione prematura”

L’onorevole Dori è pronto all’azione: “Per questo motivo investirò immediatamente della questione il Ministero della transizione ecologica e annuncio, nei prossimi giorni, un esposto alla Procura della Repubblica di Bergamo”

Tavernola. Fa discutere la decisione di Regione Lombardia di concedere la ripresa delle attività al cementificio Italsacci di Tavernola Bergamasca. A Parzanica tremano le case per le esplosioni delle mine, a Tavernola a vibrare sono i nervi degli amministratori. Ma la decisione è stata appresa con irritazione anche a Roma, con gli onorevoli Leyla Ciagà (Pd) e Devis Dori (Leu) rimasti a bocca aperta. Politici e amministratori non solo giudicano prematura la scelta, ma contestano il fatto che quest’ultima sia stata presa senza aspettare gli esiti dei test sulle ultime volate (eseguite il 27 ottobre) nella miniera Ca’ Bianca di Parzanica.

Dori si è scagliato duramente contro la giunta Fontana: “Gli esperti non possono escludere una correlazione tra frana e attività estrattiva? E allora Regione Lombardia fa subito ripartire l’attività estrattiva! Basterebbe un po’ di buon senso per capire che così si gioca con la sicurezza di migliaia di cittadini che vivono sul lago di Iseo”.

In effetti le perplessità non sono poche. Sebbene il cementificio stia rispettando le indicazioni fornite dalla Regione – non più di due volate a settimana e con cariche intorno ai 350 chilogrammi -, un passaggio nella relazione degli studiosi apre le porte a un dubbio. Al capitolo 13 dello studio infatti si legge: “La conclusione delle analisi sui dati rilevati dalla rete di monitoraggio a seguito delle volate stesse è vincolante per la continuazione di ulteriori attività”. Dallo stralcio si capisce che i risultati dei test nella miniera effettuati lo scorso mese potrebbero determinare un nuovo stop all’attività del cementificio. Per questo la domanda è: si poteva, o forse si doveva, aspettare la nuova relazione sui monitoraggi? La deputata Ciagà commenta: “È una bella responsabilità quella che si è presa Regione Lombardia”. Una scelta affrettata. “Forse sarebbe stato più ragionevole adottare il principio della precauzione e aspettare i risultati delle ultime volate”.

La frana del monte Saresano, dicono i dati, si muove in questo momento di 0,2 millimetri al giorno. “Questo è tutto normale? No. Ma evidentemente il profitto viene prima della sicurezza dei cittadini”. La definisce una vergogna colossale.

“Per questo motivo – conclude – investirò immediatamente della questione il Ministero della transizione ecologica e annuncio, nei prossimi giorni, un esposto alla Procura della Repubblica di Bergamo”.

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