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Riforma sanitaria, ora il Papa Giovanni può diventare azienda ospedaliera - BergamoNews
L'annuncio

Riforma sanitaria, ora il Papa Giovanni può diventare azienda ospedaliera

Primo firmatario il consigliere Giovanni Malanchini: "L'iter per l'istituzione potrebbe partire immediatamente"

“Grazie a questa riforma e agli emendamenti di cui sono primo firmatario, Regione Lombardia potrà valutare di concedere lo status di Azienda Ospedaliera a tutte le grandi realtà ospedaliere di eccellenza, quale è il papa Giovanni XXIII di Bergamo. In quel caso, le ASST coinvolte manterrebbero le loro funzioni e le nuove Aziende Ospedaliere saranno un organo addizionale, erogatore di prestazioni di alta specializzazione con dotazioni di tecnologie diagnostico-terapeutiche avanzate ed innovative, grazie ai fondi ad essa dedicati”. Lo annuncia il consigliere regionale Giovanni Malanchini, segretario dell’Ufficio di presidenza, commentando l’approvazione da parte del Consiglio regionale, impegnato nella maratona sulla riforma sanitaria, dei suoi due emendamenti, poi condivisi dai colleghi Roberto Anelli, Monica Mazzoleni e Alex Galizzi.

Secondo il testo originale della riforma, la Regione era tenuta a istituire nuove aziende ospedaliere (AO) per le strutture della Città metropolitana entro i successivi 24 mesi dall’entrata in vigore della Legge Sanità 2021, e a valutare l’istituzione di nuove aziende ospedaliere sul resto del territorio lombardo, ma entro i successivi 36 mesi. Lunedì la svolta durante la prima giornata di votazione degli emendamenti, con l’approvazione dei due emendamenti che hanno tolto il riferimento alle tempistiche.

“Ora il Papa Giovanni XXIII potrebbe richiedere la qualifica di AO senza dover aspettare tempi più lunghi. L’iter per l’istituzione delle nuove aziende ospedaliere potrebbe infatti partire immediatamente e la struttura bergamasca non dovrebbe quindi aspettare fino a 5 anni per avere il giusto riconoscimento del suo valore a livello regionale, nazionale e finanche europeo – spiega Malanchini – Centri come il Papa Giovanni possono ora avere un percorso simile a quello riservato a grandi strutture milanesi, un riconoscimento meritato alla luce delle straordinarie prestazioni offerte dal papa Giovanni durante l’emergenza sanitaria. Ringrazio il capogruppo della Lega, Roberto Anelli, e i colleghi Monica Mazzoleni e Alex Galizzi, per aver da subito la mia battaglia”.

“Con il riconoscimento del Papa Giovanni XXIII quale Azienda ospedaliera avremo altresì una serie di effetti positivi sulle prestazioni mediche offerte alla popolazione, dal momento che il perfezionamento della rete ospedaliera lombarda va di pari passo con la valutazione dell’adeguatezza delle strutture già esistenti rispetto alle nuove tecnologie mediche e alla necessità di rendere il più possibile omogenea l’erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari in tutto il territorio lombardo – conclude Malanchini – Senza contare che più Aziende Ospedaliere significa anche più lavoro e più indotto in favore della sussistenza economica territoriale già gravata dagli effetti della pandemia da Covid-19”.

Attualmente in Lombardia sono presenti 27 Aziende Sociosanitarie territoriali (ASST) che, insieme alle 8 Aziende di Tutela della Salute (ATS), costituiscono l’assetto del Sistema Sanitario Regionale dopo la revisione della Legge 23/2015.

L’emendamento della maggioranza porta la firma anche del consigliere regionale Niccolò Carretta (Azione) che, a sua volta, aveva presentato un testo alternativo più incisivo: “Avevo chiesto più coraggio alla maggioranza, ma purtroppo la mia proposta, che avrebbe dato qualche certezza in più all’Ospedale Papa Giovanni XXIII non è stata approvata. Ho comunque deciso di apporre la mia firma sul testo presentato dalla Maggioranza perché mi è parso un documento con una buona mediazione. Ora, però, la palla passa nelle mani della Giunta, che deve valutare in tempi rapidi e certi questa possibilità in favore dell’ospedale bergamasco”.

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