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Il presidente della comunità di Pontirolo critica la Conferenza nazionale sulle dipendenze - BergamoNews
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Il presidente della comunità di Pontirolo critica la Conferenza nazionale sulle dipendenze

Enrico Coppola: “Un’occasione sprecata. Ora chiederemo al Governo di tornare a confrontarsi con le comunità sui reali bisogni delle persone”

“Un’occasione sprecata. Ora chiederemo al Governo di tornare a confrontarsi con le comunità sui reali bisogni delle persone”. Sui risultati della “VI Conferenza nazionale sulle dipendenze – oltre la fragilità” conclusasi domenica a Genova è critica la posizione di Enrico Coppola, presidente dell’Aga (associazione genitori antidroga) di Pontirolo, oltre che membro del direttivo del Com.E (federazione delle comunità educative lombarde) e presidente dell’Asad (associazione degli SMI che nel privato sociale sono l’equivalente dei Sert pubblici).

La convocazione della conferenza, che non avveniva da più di dieci anni, è stata voluta dal ministro alle Politiche giovanili con delega alle politiche antidroga Fabiana Dadone ed era ritenuta fondamentale dal mondo che si occupa della dipendenza da sostanze stupefacenti: da questa conferenza sarebbero, infatti, dovuti uscire contributi ritenuti necessari per permettere al Parlamento di cambiare l’attuale legislazione antidroga ferma al 1990.

Così non è stato per Coppola che, in segno di protesta contro lo scarso coinvolgimento delle comunità nei lavori dell’evento, non vi ha partecipato. E lo stesso hanno fatto i rappresentanti delle comunità riunite oltre che nel Com.E, anche in tutte le altre principali organizzazioni di cui fanno parte circa il 90% delle comunità attive sul territorio: FICT, Comunitalia, Intercear, Com.e e di Acudipa.

“Non contesto -spiega Coppola – l’intera validità dell’evento che, comunque, ha il merito di aver promosso la discussione sull’impatto della tossicodipendenza a discapito di vari settori della nostra società. Purtroppo, però, ci si è concentrati su particolari temi come la riduzione del danno dell’assunzione delle droghe che è un modo di approcciarsi al problema ormai superato, nato in risposta decenni fa per il dilagare dell’eroina. Ora sono cocaina e marijuana le droghe più diffuse e bisognava parlare di quali politiche educative mettere in campo per evitare che i giovani trovino risposta al loro disagio assumendo queste sostanze”.

Nel frattempo il consumo di droghe è sempre più diffuso, anche in Bergamasca: l’Aga ogni due anni organizza una campagna di monitoraggio fondata sull’esame delle acque fognarie che dalla Pianura bergamasca arrivano al depuratore di Mozzanica.

Dall’ultima realizzata a giugno è emerso che nella Bergamasca si continua a consumare in media a persona più droga (cocaina e hashish ) che a Milano. Questo trend era stato rilevato anche nella campagna del 2019.

Durante la VI Conferenza nazionale sulle dipendenze per Coppola sarebbe stato necessario anche parlare dell’attività degli Smi, un unicum lombardo: l’Aga ne ha aperto uno a Treviglio.

“Bisognava discuterne non certo per incensarsi -spiega Coppola- ma perché gli Smi rappresentano un nuovo modo ambulatoriale di curare le dipendenze che ormai sono trasversali: interessano tutte le classi sociali, culturali ed economiche. Anche il tema di come l’assunzione di sostanze stupefacenti si sia “normalizzata” doveva essere affrontato per capire come contrastarlo.

Invece al contrario, durante l’evento si è tornati a parlare della questione della legalizzazione delle droghe leggere”. Possibilità che le comunità contestano con forza: “Darebbe un messaggio di liceità -conclude il presidente dell’Aga-  che avrebbe effetti devastanti, aumenterebbero i consumi con maggiori costi sul sistema sanitario e il mercato nero continuerebbe comunque a proliferare rispondendo alla domanda di tante altre droghe, cocaina su tutte ovviamente”.

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