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Tramvia ad idrogeno fattibile per la Valle Brembana: “Complicato, ma bisogna tentare” - BergamoNews
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Tramvia ad idrogeno fattibile per la Valle Brembana: “Complicato, ma bisogna tentare”

Antonello Pezzini, consulente del Ministero della Transizione Ecologica, ha presentato alcune possibili opportunità di sviluppo, tra cui il trasporto ferroviario ad idrogeno, all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per gli amministratori locali il termine di completamento al 2026 è un’impresa difficile da compiere, ma da tentare con coraggio

San Pellegrino Terme. Abolire il petrolio ed esplorare le nuove possibilità in tema di trasporti, ad esempio grazie all’utilizzo dell’idrogeno. Antonello Pezzini, consulente della segreteria tecnica del Ministro della Transizione Ecologica, intervenuto a San Pellegrino sabato 27 novembre, non ha alcun dubbio in merito.

“Alla fine di questo secolo, se noi non saremo in grado di ridurre le emissioni di CO2, la specie umana andrà incontro all’estinzione – spiega Pezzini –. L’imperativo categorico è quindi quello di eliminare il petrolio, per esplorare le nuove possibilità energetiche. Anche per questo nasce il Green Deal europeo che, dopo la pandemia, è sfociato nei 222,1 miliardi di euro del Recovery Fund e nel PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Entro il 2025, in Europa dovranno esserci 500 distributori di idrogeno, che diventeranno mille entro il 2030. In Italia, sono previste oltre 40mila colonnine per la ricarica elettrica delle auto. All’interno del PNRR, poi, sono previste almeno 6 tratte ferroviarie ad idrogeno (due miliardi di euro), di cui due già finanziate (la Brescia-Iseo-Edolo e la Lecce-Gallipoli)”.

Un’occasione da cogliere anche per il completamento della tramvia della Valle Brembana. “Pensare ad un trasporto ferroviario fino a San Pellegrino o a Piazza Brembana è fattibile oggi da un punto di vista finanziario e nel frattempo stiamo modificando l’apparato giuridico (52 leggi) per rendere la scadenza del 2026 (termine obbligatorio per il completamento delle opere finanziate grazie al PNRR) ancor più fattibile. Con un tratto ferroviario a tre centrali per produrre idrogeno (è necessario che un kW di potenza non superi i 3 kg di CO2 nell’atmosfera), si potrebbe far proseguire la tramvia della Val Brembana almeno fino a San Giovanni Bianco, se non Piazza Brembana, con una linea mista elettrica-idrogeno. Grazie anche a questo progetto, la Valbrembana potrebbe diventare una ‘Hydrogen Valley’, sia per quanto riguarda il trasporto persone e merci, sia per quanto riguarda il recupero e il riciclo dei rifiuti”.

Un’opera importante, che potrebbe cambiare ancora il volto della Valle Brembana, che si scontra però con le tempistiche di attuazione. Il termine di completamento delle opere, infatti, previsto dal PNRR entro il 2026, diventa quasi una sfida per gli enti locali, che devono muoversi all’unisono per raggiungere questo risultato.

 

incontro Tramvia

 

“I tempi sono stretti per concludere la progettazione sulla linea T2, diventa una sfida per tutti – ha commentato Filippo Simonetti, presidente di Teb –. Le difficoltà riguarderebbero l’intercambiabilità e il lavoro su un tracciato a binario unico: un intervento infrastrutturale che richiede opere complesse. Stiamo lavorando da tempo su un possibile prolungamento della T2 fino a San Pellegrino, la quantità di trasporto che oggi il sistema delle merci pone su questa direttrice è così alta che ci fa ben sperare. Abbiamo comunque previsto, nel progetto T2, che il binario sia idoneo anche al trasporto merci ed abbiamo concordato, insieme al Comune di Bergamo, che nel progetto di revisione dello scalo intermodale di Porta Sud ci siano i binari di interconnessione. Con la convenzione che firmeremo nei prossimi giorni con il BIM avremo le risorse per iniziare lo studio di fattibilità e le analisi costi-benefici. Un intervento riguardante la propulsione ad idrogeno è molto complesso, sarebbe per noi una bella sfida riuscire entro il 2026”.

Per quanto riguarda il progetto T2, è vicino alla progettazione il tratto Bergamo-Villa d’Almè (costo 178 milioni, con inizio lavori previsto nel 2023), mentre il Bim ha deciso lo stanziamento di 540mila euro per la progettazione del tratto Villa d’Almè-San Giovanni Bianco. “Sarebbe una sfida da cogliere, ma abbiamo perplessità sui tempi – commenta Carlo Personeni, presidente del Bim – per dare l’incarico, passano almeno 9 mesi dalla realizzazione del progetto. Parliamo di una sfida ardua”.

Una sfida ardua, ma da affrontare con audacia. In questo sono unanimi i vari rappresentanti della politica locale intervenuti a San Pellegrino. “La TEB è un’opera importante per la Valle – ha aggiunto Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia – con la collaborazione di Bim e Sanpellegrino, potremmo riuscire ad ottenere ulteriori risorse per il progetto”. Una sfida difficile e complicata, ma da cogliere con coraggio, come sottolineato anche dai deputati Leyla Ciagà e Daniele Belotti e dalla senatrice Alessandra Gallone.

“Se c’è qualcosa di concreto, dobbiamo lavorare insieme per impedire lo spopolamento della Valle Brembana” ha concluso Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. Presenti alla riunione anche Alex Galizzi e Demis Todeschini, consiglieri provinciali, e Jonathan Lobati, presidente della Comunità Montana, anche loro con un pensiero unanime: Sognare non costa nulla, ma serve concretezza subito. Non c’è tempo da perdere”.

 

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