Il punto del tifoso

Ci sono voluti 32 anni: l’Atalanta che batte la Juve mi fa piangere di gioia

Trentadue anni, questo il tempo che, insieme a tanti tifosi nerazzurri, ho atteso questo momento, quello di tornare a battere la Juve a Torino.

Inizio a scrivere questo articolo e mi accorgo che sto piangendo di gioia.

Trentadue anni, questo il tempo che, insieme a tanti tifosi nerazzurri, ho atteso questo momento, quello di tornare a battere la Juve a Torino.
Da un sudamericano all’altro, dall’argentino Caniggia al colombiano Zapata, dal figlio del vento al panterone. Ma la gioia è la stessa, oggi come allora.
La Dea ha disputato una prova importante, a tratti anche chiudendosi, giocando di rimessa, ma sempre con tanta intensità. Soprattutto nella seconda parte della gara l’Atalanta ha sofferto i tentativi della Juve di raggiungere il pareggio.

Se però andiamo a vedere le palle gol create dai bianconeri nella ripresa, ricordo solo una deviazione di Musso su un tiro da fuori area e la punizione di Dybala nei minuti di recupero. La difesa atalantina è stata nel complesso brava a rintuzzare le sfuriate avversarie, anche se in alcune occasioni ha dovuto usare le maniere forti.
La squadra di Gasperini ha raggiunto una maturità notevole, una capacità di gestire le partite davvero eccellente. Non era forse la Juve di un paio di anni fa, ma la compagine bianconera fa sempre paura e riuscire a superarla non è mai facile.

Nel complesso è stata una gara piuttosto tesa e nervosa, caratterizzata da diversi passaggi sbagliati da entrambe le parti. L’Atalanta è stata però bravissima a crederci fino alla fine ed è stata premiata.

Ancora una volta prestazione gigantesca di Zapata: l’attaccante nerazzurro, oltre a realizzare una rete di potenza, ha fatto reparto da solo lottando come un leone, stoppando palle impossibili e facendo a sportellate con gli avversari, ma usando anche tanto cervello. Impossibile attualmente farne a meno.
Anche tutti gli altri atalantini meritano come minimo la sufficienza, con una citazione particolare per l’intero reparto difensivo.
Ora non ci si può più nascondere: la formazione di Gasperini può lottare davvero per le primissime posizioni e, chissà, sognare anche qualcosa di grandioso.

Intanto martedì sarà di nuovo campionato e a far visita ai nerazzurri sarà il Venezia: sulla carta un’ottima occasione per proseguire la marcia.

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