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Atalanta, è un trionfo di "corto muso", e Allegri si deve inchinare a Gasp - BergamoNews
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Atalanta, è un trionfo di “corto muso”, e Allegri si deve inchinare a Gasp fotogallery

Zapata uomo copertina dell'impresa storica sul campo della Juventus, vittima preferita di Duvàn. Ma è anche la vittoria di una squadra che sa sempre quel che deve fare

Ma che sapore ha una vittoria, di ‘corto muso’, sul campo della Juve? Là dove potevi giocare anche molto meglio del tuo avversario ma non riuscivi mai a tornare a casa con i tre punti? Anzi, sembrava già un successo pareggiare…

E il passaggio del testimone non poteva essere più azzeccato: se c’era un giocatore che meritava di riprendere il filo interrotto da quel gol ormai diventato quasi un incubo, da quell’8 ottobre 1989, era proprio Duvàn. Da Caniggia a Zapata, stiamo parlando di due campioni che hanno fatto e stanno facendo la storia dell’Atalanta, il Figlio del Vento imprendibile e il Panterone, miglior bomber straniero di sempre. Una garanzia, ancora di più contro la Juve, se è vero che dal 2017 è l’attaccante che ha fatto più gol ai bianconeri, 8 in 11 partite. Uno Zapata incontenibile e inesauribile: alla prima azione gol fa tutto lui e porge la palla gentilmente a Freuler, che tira una ciabattata. Alla seconda occasione capisce che deve arrangiarsi da solo e spacca la porta della Juve. Poi nel finale di partita stanno quasi per toglierlo, ma Gasp capisce che no, proprio non si può fare a meno di Zapata. Così esce un altro.

Naturalmente Zapata è il personaggio copertina di questa magnifica vittoria nerazzurra (si dovrebbe forse dire corallina, per via del colore della maglia ‘natalizia’), ma sul podio dovrebbero salire proprio tutti, a cominciare (ovvio) da quel Gasperini spesso sbertucciato da certi tifosi, non atalantini, che lo accusavano di avere ancora il cuore bianconero, semplicemente perché non riusciva a battere la Juve. Che dire? I soliti ignoranti, o invidiosi che non apprezzano un tecnico che continua a sorprendere, che ha voluto dedicare la vittoria a Bergamo. Comunque, tornando al campo, non è mai stato facile vincere anche perché la Juve aveva fuoriclasse capaci di risolvere la partita, pur giocando male o peggio dei nerazzurri. Che ci fosse Ronaldo o il miglior Dybala, alla fine il risultato andava sempre storto.

Adesso i fuoriclasse li ha anche l’Atalanta. E funzionano, si vedono. Ma soprattutto i ragazzi della Dea hanno cuore, attributi e anche quel coraggio/spavalderia di andare ad affrontare qualsiasi avversario nello stesso modo, che sia primo o ultimo in classifica. La povera Vecchia Signora si è trovata aggredita, pressata, costretta a non ragionare. Già povera di idee, ha provato ad affidarsi ai singoli, mentre Gasp ha risposto con la Squadra, possiamo usare tranquillamente la maiuscola per questo gruppo di giocatori, capaci prima di mantenere la rotta nonostante una serie incredibile di infortuni e ora di continuare con una velocità da vera grande.

Se qualcuno sottolinea le quattro vittorie su cinque dell’Inter nelle ultime partite, guardi all’Atalanta e si ritrova proprio lo stesso dato, oltre al curioso primato dei gol segnati nei primi tempi, che questa volta si accompagna ad un risultato molto speciale. Altre volte la Dea veniva rimontata, a Torino non ha nemmeno subìto gol e non capitava dalla trasferta di Salerno, più di due mesi fa. Quando (ma va?) a decidere per i tre punti era stato ancora un gol di Zapata (1-0). Poi sulla forza dell’Atalanta in trasferta si è già scritto tanto, non è una novità…

Però, appunto, avete presente la soddisfazione di una vittoria che resterà agli annali nella storia? Zapata che nel 1989 non era ancora nato e porta in alto l’Atalanta, sempre più in zona Champions. Grazie a una prestazione di squadra da veri gladiatori, perché passare sul campo della Juve vuol dire vincere una battaglia durissima, con la forza, la tecnica, il saper arrivare prima su tanti palloni.
Senza accusare le fatiche della Champions e andando oltre certe decisioni molto dubbie: o nessuno di voi ha gridato al rigore quando Pasalic è stato travolto in area da Cuadrado?
Alla fine l’Atalanta non ha avuto bisogno di un altro gol. Ne è bastato uno, per uscire in trionfo dall’Allianz, di ‘corto muso’ come sarebbe piaciuto ad Allegri. Uno sberleffo alla Vecchia Signora, un altro esame di laurea superato alla grande dalla Dea.

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