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Sfida ad Amazon: sciopero nel giorno del Black Friday, a Bergamo presidi a Casirate e Cividate - BergamoNews
Venerdì 26

Sfida ad Amazon: sciopero nel giorno del Black Friday, a Bergamo presidi a Casirate e Cividate

Le categorie di Cgil, Cisl e Uil che seguono driver e dipendenti associate a Assoespressi hanno dichiarato lo sciopero di lavoratori e lavoratrici dipendenti delle aziende che effettuano le consegne per Amazon Italia Transport

“Sarà Black Friday, di nome e di fatto”. Le categorie di Cgil, Cisl e Uil che seguono driver e dipendenti associate a Assoespressi hanno dichiarato “guerra” ad Amazon Italia: è stato infatti proclamato uno sciopero per il venerdì che tradizionalmente fa impennare vendite e consegne in tutto il Paese, coinvolgendo lavoratori e lavoratrici dipendenti delle aziende che effettuano le consegne per Amazon Italia Transport.

“Uno sciopero necessario – scrivono le segreterie di Filt Cgil e Fit Cisl Bergamo – per affermare, finalmente, un Accordo Nazionale di secondo livello che realizzi il controllo, la verifica e l’abbassamento dei gravosi carichi e ritmi di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro per i driver e la continuità occupazionale per il personale viaggiante, con il mantenimento di tutti i diritti e gli elementi retributivi, in caso di cambio appalto/cambio contratto di trasporto, in analogia con quanto previsto all’art. 42 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”.

Per Bergamo, la manifestazione si concretizzerà con presidi nei due centri Amazon della provincia, Casirate d’Adda e  Cividate al Piano.

“Anche per loro è necessario che si riprenda la trattativa che riduca l’impatto economico negativo in caso di danni e franchigie e stabilizzi l’incremento del valore economico dell’indennità di trasferta, con l’introduzione di un Premio di Risultato congruo, in ogni realtà aziendale, che valorizzi la qualità della prestazione e la professionalità dei driver. In questi posti di lavoro è condizione ineludibile il rispetto della normativa sulla privacy, con una corretta gestione dei dati e l’esclusione del controllo dell’attività lavorativa del singolo e di interventi sul piano disciplinare, attraverso utilizzo dei dati stessi, prodotti dagli strumenti di lavoro digitali, di geolocalizzazione o di videosorveglianza. Infine – concludono i segretari provinciali di Filt Cgil Marco Sala e Fit Cisl Pasquale Salvatore– , chiediamo che non vengano  peggiorati i diritti dei lavoratori Amazon, a partire dal tema delle assenze dovute a malattia”.

I sindacati fanno sapere anche che “se le provocazioni messe in atto da Assoespressi dovessero continuare e non si dovesse/potesse arrivare ad un accordo “serio” che metta in primo piano i lavoratori e le questioni che abbiamo messo sul tavolo a tutela di tutti, non escludiamo altre azioni nel prossimo futuro”.

La posizione di Amazon

“In merito allo sciopero dichiarato dalle organizzazioni sindacali, ci auguriamo che le trattative riguardo i fornitori di servizi di consegna possano riprendere e giungere ad una conclusione positiva.

Per quanto riguarda il nostro impegno nei confronti dei nostri dipendenti e dei dipendenti dei nostri fornitori di servizi, ci preme sottolineare che Amazon collabora con decine di fornitori di servizi di consegne che forniscono opportunità lavorative a migliaia di persone in tutto il Paese che si occupano di consegnare gli ordini ai nostri clienti. I corrieri sono assunti da fornitori di servizi di consegne al livello G1 del CCNL Trasporti e Logistica con un salario d’ingresso pari a €1.658 lordi al mese per i dipendenti a tempo pieno, e oltre a 300€ netti mensili come indennità giornaliera.

Garantire un’esperienza positiva ai corrieri rappresenta una priorità. Per tale motivo lavoriamo a stretto contatto con i fornitori di servizi di consegna per definire insieme degli obiettivi realistici che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti. Amazon mette a disposizione dei suoi fornitori di servizi una tecnologia di pianificazione delle rotte che prende in considerazione diversi fattori, come il traffico, per determinare quante consegne un autista possa effettuare in sicurezza. Gli autisti sono liberi di decidere se seguire o meno le indicazioni fornite, ma sulla base dell’esperienza questa tecnologia si è dimostrata uno strumento efficace di pianificazione dell’itinerario. Oltre il 96% delle rotte effettuate in Italia viene completato entro la conclusione dell’orario lavorativo e, frequentemente, con largo anticipo rispetto alla conclusione dello stesso. Questo anche grazie al fatto che le aziende fornitrici di servizi di consegna sono pronte, in qualsiasi momento della giornata, a fornire il supporto necessario ai loro dipendenti.

Amazon richiede che tutti i fornitori di servizi di consegne operino nel rispetto delle normative vigenti e del Codice di Condotta dei Fornitori Amazon, attento a garantire che gli autisti abbiano compensi e orari di lavoro adeguati, ed effettuiamo controlli su ogni segnalazione di non conformità anche per quanto riguarda gli aspetti retributivi, contributivi e la regolarità delle pratiche occupazionali. Nel caso si riscontri che una un fornitore non stia rispettando le nostre aspettative e stia violando le normative vigenti adottiamo i rimedi contrattualmente previsti, inclusa l’interruzione del rapporto contrattuale. Quando si verificano queste situazioni, ci adoperiamo affinché i corrieri di un fornitore di servizi di consegna che termina la sua collaborazione con Amazon, possano comunque continuare il loro lavoro attraverso il nuovo fornitore che subentrerà per occuparsi delle consegne”.

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