Quantcast
"Insulti omofobi e razzisti in curva, ma ai gol della Dea seguono le scuse e beviamo birra insieme" - BergamoNews
Il racconto

“Insulti omofobi e razzisti in curva, ma ai gol della Dea seguono le scuse e beviamo birra insieme”

La testimonianza di Franz Barcella, noto supporter nerazzurro nonché anima di Edoné, il centro giovani di Redona: "La nostra è una curva inclusiva e siamo tutti atalantini, indipendentemente dal colore, dalla nazionalità e dal genere. Siamo più forti insieme che divisi"

Bergamo. Era contento di essere andato in Curva. Difficile non esserlo quando sei un tifoso attaccato, attaccatissimo alla causa atalantina come Franz Barcella, noto supporter nerazzurro nonché anima dell’Edonè, il centro giovani di Redona.

Sabato (20 novembre, ndr) ha pubblicato un racconto sul suo profilo Facebook, subito dopo la partita vinta per 5-2 dall’Atalanta al Gewiss Stadium contro lo Spezia, raccogliendo centinaia di like e decine di commenti.

Al Baretto, prima della partita, ha conosciuto un ragazzo proveniente dall’Idaho (USA), alla sua prima volta allo stadio. Era “emozionatissimo – premette Barcella -. S’è innamorato dell’Atalanta seguendo le partite della Serie A e ha deciso di passare le sue vacanze in Italia, per visitare la nostra città”.

Sugli spalti l’entusiasmo è alle stelle. “Ero felice potesse gustare un po’ di atmosfera festante che finora aveva sempre solo visto in tv. Tuttavia – aggiunge – dietro di noi una coppia di anziani inizia ad innervosirsi per l’inizio lento della Dea, ed è una pioggia di ‘N…. di merd*’, “C.lattone del c****”.

Tra cori e battiti di mani, gli insulti si perdono un po’. “Ma suonano sempre troppo alti per le mie orecchie – osserva Barcella -. ‘Al prossimo giuro che parto, al prossimo giuro che parto e gliene dico quattro'” promette a un amico che stava guardando la partita con lui. E ovviamente “il prossimo” insulto arriva. E lui parte. “Scusa… Scusa… Sì, proprio tu – dice -. Guarda, io sono gay. La smetti per piacere di insultarmi?!”.

Tra stupore e imbarazzo, la risposta della coppia è da una parte comprensiva: “Scusa”. Dall’altra un po’ “Così così – scrive nel suo post il tifoso nerazzurro -. Mica sto insultando te, posso dire quello che voglio”.

Barcella cerca di spiegargli che “siamo tutti Atalantini, indipendentemente dal colore, dalla nazionalità e dal genere. E che siamo più forti insieme che divisi”. Ma la risposta del signore non sarebbe stata delle più accomodanti, anzi: “Se voglio dico n**** anche a Zapata, che problema c’è?”.

“Ero furioso – ammette il giovane tifoso nerazzurro -. Al di là del razzismo e dell’omofobia, mi dà fastidio che in una curva inclusiva, piena di giovani entusiasti bergamaschi, di colore e di ogni provenienza, due persone potessero rovinare l’atmosfera. Soprattutto per il mio nuovo amico americano”.

Alla tensione, però, seguono i gol dell’Atalanta. “Che suonano come un motivo per distendere gli animi – dice saggiamente Barcella -. ‘Ok, scusa… Guarda, è solo un modo di dire e l’ho usato male, non volevo offenderti, mi spiace”, gli dice il signore. “Forse la prossima volta ne useranno un altro, o almeno così spero” si augura Barcella.

Già, ma come è finita poi? “Finiamo a bere birra insieme e ad abbracciarci ad ogni gol. Anche se sono gay – conclude nel racconto -. Sei proprio magica, Atalanta”.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI