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L'intervista

“A star is born”, a 21 anni Caterina Sala debutta al Donizetti Opera Festival ne “L’elisir d’amore”

Venerdì l'esordio bergamasco della cantante comasca: "Sono fortunata a vivere questa opportunità, soprattutto dopo il lungo periodo di inattività dovuta alla crisi pandemica"

Bergamo. L’opera ha un presente in fermento, ma soprattutto ha un radioso futuro. Caterina Sala, giovane soprano originaria di Como, è parte del tempo che verrà senza ombra di dubbio.

Classe 2000, Caterina canta da sempre, probabilmente anche prima di nascere. Figlia di due musicisti, inizia a esibirsi all’età di cinque anni insieme al gruppo vocale “Famiglia Sala”, formato dai genitori e dai suoi cinque fratelli. Ora, a 21 anni, dopo aver vinto il Concorso AsLiCo per Giovani Cantanti Lirici e il Concorso Lirico Internazionale di Portofino, sta per debuttare al Donizetti Opera Festival nel ruolo di Adina, la protagonista de “L’elisir d’amore”, una delle tre produzioni in programma.

A volerla sul palco dell’edizione 2021 sono stati Francesco Micheli, direttore artistico del festival, e Riccardo Frizza, direttore musicale. La bravura e l’eleganza innate della giovane artista non sono passate inosservate ai due, che danno conferma di essere abili intercettatori di giovani talenti della lirica.

Il debutto bergamasco della cantante comasca avverrà venerdì 19 novembre al Teatro Donizetti. “Abbiamo fatto un periodo di prove intenso – commenta Caterina – il nostro è un lavoro che comporta uno stress fisico rilevante, ma è il più di tutti”. La soprano ha già deciso quale sarà la sua strada. Le premesse sono senza dubbio promettenti: in occasione della prova generale, l’anteprima dedicata ai giovani under 30, Caterina ha conquistato il pubblico. Ancor prima della prima, lei è già una stella.

Caterina, ci racconti il personaggio che interpreta. Chi è Adina?

Adina è una giovane donna alle prese con i primi amori. È buona, avventurosa, colta, a volte capricciosa. Anche lo stesso Nemorino, l’amato di Adina, dice “Quanto è bella, quanto è cara! Più la vedo, e più mi piace (…) Essa legge, studia e impara”. Lei è una figura assolutamente positiva. Devo dire che in questa produzione il regista ha fatto un lavoro bellissimo sul carattere del personaggio che interpreto. Già all’inizio dell’opera si sente il legame tra Adina e Nemorino: sono amici, possiamo dire che tra loro c’è già amore. Ed è bello vedere come evolve il rapporto tra i due. Alla fine, Adina si rende conto di ciò che prova per il suo migliore amico. È una storia d’amore coinvolgente e attuale.

Si ricorda quando le hanno comunicato che sarebbe stata la protagonista de “L’elisir d’amore”?

Quando mi è stata comunicata la possibilità immensa di essere la protagonista di una produzione al Donizetti Opera Festival mi sono emozionata tantissimo. Il mio primo incontro con Francesco Micheli e Riccardo Frizza, è stato rispettivamente in occasione del Concorso Lirico Internazionale di Portofino e di un concerto alla Scala di Milano. Sono grata a entrambi: mi hanno sostenuto e mi sostengono tutt’ora nonostante la mia giovane età. Mi sono sentita fin da subito accolta da tutto il team del festival. Sono fortunata a vivere questa opportunità, soprattutto dopo il lungo periodo di inattività dovuta alla crisi pandemica.

Caterina Sala

Come ha vissuto questo il periodo di lontananza dalle scene?

Per me, come per tutti gli artisti, è stata una sofferenza soprattutto emotiva. Ho però potuto trascorre questo periodo con la mia famiglia e con mio padre, che è il mio insegnante. È stato un periodo di studio e di riflessione. Ma nulla a che vedere con l’energia e l’emozione che il lavoro. Il confronto sul pubblico è lo specchio più grande: quando un artista sta sul palcoscenico vede il proprio lavoro realizzato. Più numeroso è il pubblico, maggiore è l’emozione.

Cosa ama di più del suo lavoro?

Ci sono tante cose che amo il mio lavoro. Primo fra tutti è l’onore di poterlo fare, di eseguire musiche stupende. Per me il teatro è casa, lo vivo da quando ho cinque anni. Non si può non amare il pubblico. Ma in realtà amo tutto: la prova costume, lo studio, l’attimo prima di entrare in scena.

Il far parte di una famiglia di musicisti ha sicuramente segnato il suo percorso. Qual è stato il momento esatto in cui ha scelto questa strada?

Il mio percorso di crescita come cantante è stato naturale. Non ho dovuto prendere una scelta perché la musica è parte della mia vita da sempre. Mio padre è cantante e pianista accompagnatore: casa mia è stata sempre vissuta da cantanti e musicisti, anche internazionali. Poi ho dato una direzione al mio cammino. Nel 2018 ho vinto il Concorso AsLiCo per Giovani Cantanti Lirici per diventare cantante solista. Sono poi entrata all’Accademia Teatro alla Scala, esperienza che mi ha permesso di debuttare in un’opera di Strauss alla Scala.

Cosa direbbe a un suo coetaneo per convircelo ad andare a teatro?

Secondo me ci vuole poco per convincere una persona ad andare a teatro, soprattutto dopo il periodo che abbiamo vissuto. Prima davamo per scontato la possibilità di andare al cinema o in un club di musica dal vivo. Dire di provare almeno una volta nella vita: il teatro è magia.

Qual è il suo più grande desiderio per il tuo futuro nella musica?

Voglio continuare a cantare e ad esibirmi a Teatro. Fare musica in ogni occasione e con ogni possibilità perché è la cosa che amo di più.

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