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Ecomafia, a Bergamo 170 reati ambientali in un anno: seconda in Lombardia - BergamoNews
Il report di legambiente

Ecomafia, a Bergamo 170 reati ambientali in un anno: seconda in Lombardia

Sono 163 le persone denunciate e 48 i sequestri: "Lombardia sotto attacco della criminalità ambientale"

Con 170 reati, 163 persone denunciate e 48 sequestri, Bergamo è la seconda provincia lombarda in tema di illegalità ambientale (prima per distacco è Brescia con 451 reati, 373 persone denunciate, 2 arresti e 207 sequestri).

Sono i numeri contenuti nel report Ecomafia di Legambiente, che ha analizzato i dati frutto dell’attività svolta da forze dell’ordine, capitanerie di porto, magistratura, insieme al lavoro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nato dalla sinergia tra Ispra e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

 

Generico novembre 2021

 

Dal dossier annuale emerge che la Lombardia continua ad essere uno dei territori in cui l’illegalità ambientale si dimostra più pervasiva e diffusa: è la prima regione del nord e la settima in Italia per reati accertati con 1.897, il 5,4% di quelli contestati in Italia, 2.613 persone denunciate, 62 arresti e 561 sequestri. In particolare, risulta terza per numero di incendi in impianti di trattamento, smaltimento e recupero rifiuti, con 146 reati, l’11,3% del totale nazionale. La regione risulta anche quarta per reati nel ciclo illegale dei rifiuti con 577 delitti il 6,9% del totale nazionale, tra i quali emergono nello specifico il 38,7% di rifiuti industriali e metalli pesanti e il 38,3% di fanghi di depurazione contaminati.

“La Lombardia continua ad essere sotto attacco della criminalità ambientale – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Non si deve assolutamente abbassare la guardia su illeciti che hanno conseguenze potenzialmente devastanti per l’ambiente, soprattutto in questo momento che ingenti risorse pubbliche previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) stanno arrivando sul territorio. Va scongiurato in ogni modo il rischio di infiltrazioni ecomafiose nei cantieri, impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di riciclo dei rifiuti, depuratori, interventi di rigenerazione urbana, infrastrutture digitali, opere chiave della transizione ecologica. A fronte di una situazione decisamente allarmante, l’auspicio è che un approccio integrato al contrasto dei roghi di rifiuti possa estendersi a tutti i fenomeni di criminalità ambientale: dall’abusivismo edilizio alle aggressioni al patrimonio paesaggistico, dagli illeciti nella filiera agroalimentare al racket degli animali”.

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